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Sait, lavoratori in Consiglio Comunale. ''Morto lo spirito di Guetti, lettere arrivate anche a un dipendente malato di Sla"

I sindaco Andreatta, che ha accolto i manifestanti, si è detto disponibile a sedersi al tavolo delle trattative: "La cooperazione deve dimostrare di essere capace di assorbire questi lavoratori"

Di db - 25 ottobre 2017 - 19:22

TRENTO. Prima che del Sait si discuta nell'aula del Consiglio comunale, il sindaco, la presidente del Consiglio e alcuni consiglieri hanno voluto incontrare i lavoratori e le lavoratrici che in via Belenzani hanno organizzato un presidio.

 

Alessandro Andreatta ha addirittura impugnato il megafono per parlare alla piccola folla radunata davanti all'ingresso di palazzo Thun. Non ha fatto comizi, più pacatamente ha proposto ai presenti di salire nella sala Falconetto per affrontare una questione che ha definito "preoccupante e motivo di amarezza"

 

Di sopra, a palazzo Geremia, è stata data la parola a Lucia Coppola in rappresentanza del Consiglio comunale, in cui si sarebbe affrontata a breve la mozione sulla questione dei licenziamenti, mozione redatta dalla consigliera Antonia Romano che però non l'ha firmato da sola, volendo condividerla in modo trasversale con tutti i consiglieri.

 

"Benvenuti in questo luogo, il palazzo del Comune che è anche casa vostra. Questo luogo riguarda voi, e a noi riguarda la vostra situazione. Dietro la parola esuberi - si è limitata a dire la presidente, prima di congedarsi per correre nel palazzo di fronte e per presiedere il consiglio - dietro questo parola ci sono persone e famiglie". 

 

"A voi la mia piena solidarietà e il mio affetto - ha concluso - e credo di interpretare le parole non solo di tutti i consiglieri ma di tutta la città. Tra poco sarà trattata la mozione sul Sait e sono convinta che sarà sostenuta da tutti". 

 

Vicino a Roland Caramelle della Cgil, che ha organizzato l'iniziativa, c'era il sindaco Andreatta che ha ribadito la sua solidarietà e vicinanza. "Tecnicamente non ho competenze su questo ma se mi è richiesto sono disposto a sedere al tavolo delle trattative".

 

"La realtà della cooperazione deve attivarsi per trovare una soluzione - ha detto - altrimenti dobbiamo considerarla una multinazionale come le altre. Il tema è la ricollocazione di queste persone, e credo che il sistema delle cooperative debba dimostrare di poterle assorbire".

 

Ma a raffreddare le speranze è stato il sindacalista Caramelle, raccontando che ormai il Sait "assume comportamenti che nulla hanno a che vedere con lo spirito di don Guetti". Ha raccontato che i primi della lista a cui sono arrivate delle lettere sono "lavoratori con limitazioni di mansioni"

 

"Tra questi un dipendente Sait che si è letteralmente spaccato la schiena su un mezzo che nemmeno era in regola". E racconta anche il caso di un dipendente malato di Sla "a cui tra i primi è arrivata la lettera, notizia che l'ha fatto crollare psicologicamente al punto da velocizzare il decorso della malattia". 

 

E ancora: "Ad alcune dipendenti è stato fatto firmare il part-time per poi pochi giorni dopo metterle in cassa integrazione, così da lasciarle con metà dei soldi". Parole amare, confermate anche da un intervento tra il pubblico: "Il collega con la Sla ha ricevuto la lettera nel giorno in cui ricorrevano i suoi trent'anni al Sait". 

 

Il sindaco, prima di andare in Consiglio e affrontare la discussione anche su questo punto, ha ribadito la sua disponibilità a partecipare al tavolo delle trattative per la ricollocazione, o per la battaglia contro i licenziamenti. "Io ci sono", ha detto. 

 

In Consiglio il voto sulla mozione ha visto la convergenza unanime di tutte le forze politiche. Tutti i presenti hanno votato a favore, solo due coloro che non hanno partecipato al voto, Silvio Carlin e Massimo Ducati. Il primo siede nel cda del Sait e il secondo è per altre ragioni coinvolto con l'azienda: per opportunità e correttezza non hanno espresso il loro voto. 

 

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