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Banca della Terra: per dire basta allo spreco dei campi incolti dando un futuro lavorativo ai giovani

A Terragnolo l'incontro per parlare di questa importante risorsa. Spetta, infatti, alle Comunità di Valle, nell’ambito degli studi propedeutici alla formazione del proprio Piano territoriale (Ptc), effettuare un censimento dei terreni abbandonati o incolti al fine del possibile inserimento nella Banca della Terra dei vari appezzamenti

Di L.P. - 09 marzo 2018 - 18:03

TERRAGNOLO. E' l'accesso ai terreni il principale ostacolo alle aspirazioni dei giovani agricoltori e ciò, nonostante siano tantissimi i terreni incolti, abbandonati e lasciati a se stessi, anche in Trentino. Ed allora ecco la Banca della Terra, un censimento dei terreni pubblici e privati incolti che i proprietari mettono a disposizione di chiunque desideri rimetterli in produzione. L'obiettivo è quello di dire basta allo spreco dei campi incolti dando un futuro ai giovani ricominciando dalla campagna.

 

Spetta alle Comunità di Valle, nell’ambito degli studi propedeutici alla formazione del proprio Piano territoriale (Ptc), effettuare un censimento dei terreni abbandonati o incolti, nonché delle aree forestali da riportare all’uso agricolo presenti nel proprio territorio, anche mediante collaborazione con i Comuni territorialmente interessati, ai fini del possibile inserimento nella Banca della Terra dei vari appezzamenti.  Ed ecco, allora, che a Terragnolo il 16 marzo alle 18 si parlerà proprio di questo. Un incontro importante nella Sala Civica G. Mattuzzi, con l'assessore all'ambiente della Comunità della Vallagarina Mauro Mazzucchi, il sindaco Lorenzo Galletti, Marta Da Vià, dirigente provinciale unità di supporto al dipartimento ambiente e agricoltura, Diego Bleggi, direttore ufficio agricolo periferico di Rovereto e Gian Antonio Tonelli, direttore ufficio tecnico per l'agricoltura di montagna.

 

La Banca della Terra ha la finalità di contrastare l’abbandono dei terreni e delle produzioni agricole e di favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Il progetto, infatti, offre anche ai giovani aspiranti agricoltori che non hanno fondi di proprietà di poter reperire terreni da coltivare. A tal proposito è interessante l'indagine di Coldiretti che afferma come "l'Italia sia leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna dove hanno portato profonde innovazioni con multi-attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo e altro ancora".

 

"Ma insieme alla burocrazia e all’accesso al credito, la disponibilità dei terreni – precisa Coldiretti – rappresenta il principale ostacolo alle aspirazioni dei tanti giovani che vogliono lavorare in agricoltura. Il 50% delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Ixè. In Italia il costo della terra è in media superiore a quello di Germania e Francia".

 

"Incentivare la presenza dei giovani significa sostenere la competitività del Paese”, ha affermato Maria Letizia Gardoni presidente dei giovani della Coldiretti nel sottolineare che "secondo una recente indagine infatti le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% della media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più".

 

E allora ecco la nascita di una vera e propria "banca" dei terreni: un inventario degli appezzamenti pubblici e privati incolti, che i proprietari possono mettere temporaneamente a disposizione di quanti ne facciano richiesta per rimetterli in produzione. La finalità è quella di raccordare fenomeni di abbandono e mancata coltivazione, maggiormente evidenti nelle aree marginali del territorio e concorrenti alla riduzione delle potenzialità produttive rurali e al degrado paesaggistico, con l'esigenza di facilitare il reperimento sul mercato fondiario di superfici, per l'avviamento di nuove imprese agricole.

 

Funge, pertanto, da punto di incontro fra domanda ed offerta e potrà diventare uno strumento prezioso di presidio e salvaguardia dei territori, attirando l'attenzione su aree, che spesso sono trascurate e nel contempo offrire la possibilità a giovani, che hanno intenzione di dedicarsi all'agricoltura, anche se non provenienti da famiglie di agricoltori o non possedendo terreni propri, di reperire appezzamenti disponibili. Questo permetterà un ricambio generazionale, o il consolidamento delle imprese agricole già esistenti. Il primo passo è parlarne per procedere alla campionatura dei terreni da mettere in "circolo". E per la Vallagarina l'appuntamento è a Terragnolo il 16 marzo.

 

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