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Cassa centrale e Federcoop gettano acqua sul fuoco: ''Il dialogo prosegue nell'interesse del credito trentino''

Cassa centrale banca avrebbe preso la decisione di recedere quale socio di Federcoop per ragioni tecniche, in quanto è cambiato quadro nel quale il Gruppo agisce

Di L.A. - 21 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. "Le Casse - dice Marco Misconel, vice presidente della Federcoop - rimangono convintamente all’interno della Federazione, riconoscendo il ruolo istituzionale e la qualità dei servizi erogati. Il tema che riguarda la certificazione del bilancio consolidato della Capogruppo non mette pertanto in discussione neppure il prezioso e autorevole servizio di revisione legale svolto dalla Divisione vigilanza della Federazione nei confronti delle singole Casse”.

 

Un percorso di sinergia, condivisione e lavoro che prosegue, ma è mutato il quadro dentro al quale si trova a operare Cassa centrale banca e per questo il Consiglio di amministrazione ha preso la decisione di recedere quale socio della Federazione trentina della cooperazione.

 

L’articolo 48 della legge regionale numero 5 del 2008 dispone che “la revisione legale del bilancio consolidato di un ente capogruppo di un gruppo cooperativo, anche bancario, è effettuata dall’associazione di rappresentanza cui l’ente medesimo aderisce, se la maggioranza del patrimonio netto è da ricondurre a riserve indivisibili ai sensi dell’art. 2514 del Codice civile riferibili agli enti appartenenti al gruppo”.

 

L’articolo imporrebbe quindi che la revisione legale del bilancio consolidato di Cassa centrale banca venga effettuata dalla Federazione trentina della cooperazione, una disposizione che se venisse modificata potrebbe riportare il gruppo nell'alveo della Coop.

 

“L'attività di certificazione del bilancio di Cassa centrale banca – afferma il presidente Giorgio Fracalossi - viene da sempre effettuata da primarie società (oggi KPMG). La partenza del Gruppo bancario cooperativo cassa centrale banca, realtà di dimensioni e rilevanza nazionali con oltre 90 Bcc-Cr- Raika aderenti, oltre 70 miliardi di attivi e oltre 1.500 sportelli, impone la scelta di un certificatore di bilancio che dovrà essere individuato nel novero delle principali società di riferimento nazionali e internazionali".

 

Il Gruppo intende poi ricorrere al meccanismo dell'asta competitiva. "L'intenzione - prosegue Fracalossi - è quella di affidare l'incarico attraverso modalità in grado di assicurare trasparenza e oggettività. Confermo quindi la massima fiducia e il pieno apprezzamento dell’attività svolta dalla Divisione vigilanza della Federazione, che non viene certo messa in discussione in questa sede".

 

Un percorso che comunque la Federazione intende portare avanti al fianco di Cassa centrale banca. "La Federazione – afferma la presidente Marina Mattarei – è convinta che potranno essere individuate soluzioni condivise e conferma la volontà di proseguire nel percorso di collaborazione avviato da tempo con Cassa centrale banca sui molti argomenti di interesse comune”.

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