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Cassa rurale di Trento, arriva la modifica del contratto e i costi quadruplicano. Correntisti infuriati tra social e pioggia di richieste al Centro consumatori

La comunicazione è arrivata il 3 febbraio scorso e i nuovi costi dei servizi entrano in vigore a metà aprile. Carlo Biasior: "Tanti clienti si sono già rivolti a noi per chiedere aiuto. L'intenzione è quella di rivolgersi all'Arbitrato bancario finanziario"

Di Luca Andreazza - 21 febbraio 2018 - 19:33

TRENTO. Tempesta all'orizzonte per la Cassa rurale di Trento? Diversi cittadini sono, infatti, infuriati per la proposta di modifica unilaterale del contratto ricevuta il 3 febbraio scorso. Una modifica delle condizioni economiche giustificate per i maggiori costi e i minori ricavi registrati dall'istituto di credito. Rincari fino a quattro volte.

 

"Abbiamo ricevuto - conferma Carlo Biasiordirettore del Centro consumatori di Trento - diverse segnalazioni. Tanti clienti della Cassa rurale si sono rivolti ai nostri uffici e stiamo trattando questi aspetti. Siamo in fase di verifica e approfondimento, ma sicuramente conviene muoversi per rispettare le eventuali tempistiche di uscita dal contratto e la possibilità di cercare un'altra banca senza pagare penali". 

 

La comunicazione è lapidaria e arriva un po' in sordina. La clientela un po' più avanti di età ha ricevuto una lettera scritta, mentre quelli dell'era tecnologica si ritrovano il documento in InBank. L'e-mail comunica che è stato pubblicato un nuovo documento all'interno del servizio, ma non spiega altro e solo poi arriva la sorpresa per gli utenti che prendono visione della missiva e si ricordano di guardarla.

 

E in diversi sono sobbalzati sulla sedia. 'La informiamo - si legge nella lettera della Cassa rurale di Trento - che alcuni interventi legislativi e/o regolamentari, nonché nuovi impegni imposti dalle Autorità preposte e, nello specifico: accordo intergovernativo Fatca - CRS UE 2014/107; implementazione del nuovo standard contabile IFRS9; nuovo regolamento Privacy UE 2016/679 – GDPR; nuova direttiva europea sui servizi di pagamento PSD2 UE 2015/2366; hanno determinato maggiori costi e minori ricavi per la Cassa rurale'.

 

E quindi "Le motivazioni evidenziate - prosegue la circolare - costituiscono giustificato motivo per una modifica delle condizioni economiche del rapporto in oggetto secondo le modalità qui sotto specificate'. E la lettura ha lasciato interdetti tanti, tantissimi, clienti della Cassa rurale tra chi si è sfogato sui social network e altri che si sono rivolti al Centro di ricerca e di tutela dei consumatori e degli utenti di Trento.

 

Via libera così agli aumenti che partono dal prossimo 14 aprile. Si va dal canone annuo che passa da 0 a 48 euro, le istruttorie veloci che si portano al massimo trimestrale di 150 euro e bonifici verso Italia e area Sepa che crescono da 1,50 a 3 euro. A questo si aggiungono le commissioni su ordini permanenti che possono andare da 0 a 1,50 euro, mentre un addebito bollettino va da 1,50 a 3 euro. Tutto o quasi è stato ritoccato al rialzo.

 

Abbiamo cercato di interpellare altre banche, ma sembra che le modifiche unilaterali siano una scelta unica maturata proprio dalla Cassa rurale di Trento. Certo, sempre che gli altri istituti non ci abbiano abilmente bluffato. Ma tante altre banche, a quanto pare, stanno raccogliendo i primi frutti di questa scelta.  

 

Così ci siamo rivolti al Centro consumatori del capoluogo per capire l'aria che tira perché in diverse pagine Facebook fioccano le lamentele e alcuni si sarebbero già rivolti alla propria filiale per chiedere spiegazioni e 'minacciare' il cambio di banca. Una scelta che, infatti, potrebbe aprire il mercato e cambiare un po' gli equilibri del comparto.

 

Alcuni clienti avrebbero ottenuto un 'niet', cioè le modifiche non si possono rivedere, ma magari si può ottenere in cambio una 'riduzione sul futuro canone' o 'uno sconto sull'assicurazione auto se si decide di farla attraverso di loro' tra i commenti che si possono leggere sul social. 

 

La domanda che tanti si pongono è se queste modifiche siano legittime. "Dal punto di vista formale - spiega il direttore del Centro consumatori - la comunicazione è perfetta. Ci sono le motivazioni e sono riportate in modo puntuale. La lettera rispetta anche i tempi di entrata in vigore della modifica unilaterale, che deve avvenire con 60 giorni di anticipo".

 

Diverso sembra invece il caso degli aumenti, che appaiono abbastanza alti. "L'intenzione - conclude Biasior - è quello di rivolgersi all'Arbitrato bancario finanziario per capire se questi aumenti sono congrui, se effettivamente si possono applicare per le motivazioni indicate e se rientrano nei livelli stabiliti. Alcuni cittadini si stanno muovendo per fare 'massa critica', mentre noi siamo disponibili per fornire tutte le delucidazioni del caso".   

 

 

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