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Continua a crescere l'occupazione in Trentino. Olivi: ''Segnale di vitalità e di dinamicità della nostra economia''

Tra gennaio e maggio 2018 le imprese trentine hanno instaurato 51.117 rapporti di lavoro, 4.493 in più, pari a un +11%, rispetto ai primi cinque mesi dell’anno prima. Positivo è il saldo anche sul versante del tempo indeterminato, che segna un + 12%

Pubblicato il - 07 agosto 2018 - 13:13

TRENTO. Cresce l'occupazione e nei primi mesi del 2018 il mercato del lavoro in Trentino supera anche lo stesso periodo del 2017, in cui l'occupazione era già in crescita. Nel mese di maggio, le assunzioni sono cresciute di 1.637 unità, parti a +16% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

"E' ormai evidente - sottolinea il vicepresidente Alessandro Olivi - che in Trentino si è consolidato un trend che spinge le imprese ad assumere nuova forza lavoro. Si tratta certamente di un segnale di vitalità e di dinamicità della nostra economia, che è però anche il frutto di una progettualità messa in campo dalla Provincia, orientata a coniugare crescita e occupazione".

 

"Ci sentiamo lontani da un dibattito nazionale, un po' sterile, tutto orientato agli strumenti e alle tecnicalità: quello che conta - secondo Olivi - è l'accordo che gli attori territoriali decidono di sottoscrivere per raggiungere, con convinzione, questi obiettivi".

 

Oggi abbiamo di fronte due grandi temi. "Da un lato dobbiamo migliorare assieme produttività e salari, e qui la Provincia ha dimostrato di fungere ancora una volta da 'acceleratore', avendo previsto nell'assestamento di bilancio un ulteriore sgravio fiscale per le imprese che valorizzazione questa visione. L'altro tema del futuro è quello del reclutamento della forza lavoro".

 

"Dobbiamo migliorare l'incrocio domanda -offerta - spiega l'assessore - alla luce del fatto che sono sempre più forti i segnali che in alcuni settori le imprese mandano relativamente alla difficoltà di reperire manodopera. Siamo però molto soddisfatti dei dati diffusi in questi giorni per quanto riguarda la crescita delle trasformazioni di contratti dal tempo determinato a quello indeterminato".

 

Sono infatti circa 1.850 nei primi mesi del 2018, con un aumento di oltre il 70% rispetto allo scorso anno. "Questo significa che le imprese hanno maggiore fiducia, guardano avanti e sono pronte ad investire anche nel lavoro". 
 

Dai dati resi noti dall'Agenzia del Lavoro si ricava in particolare che fra gennaio e maggio del 2018, rispetto all’analogo periodo  del 2017, le assunzioni sono cresciute di 312 unità in agricoltura, di 1.376 nel secondario e di 3.305 nel settore terziario.

 

Nello specifico nel secondario le assunzioni sono aumentate per 74 unità nell’estrattivo, di 615 e del +22,9% nelle costruzioni e di 687 +12,0% nel manifatturiero. Molto positivo nei primi cinque mesi è anche il saldo occupazionale nel secondario, con le assunzioni che superano le cessazioni lavorative per 3.248 unità, e rispetto alle 2.577 in più dell’anno prima, al momento si sono guadagnate 671 posizioni lavorative.

 

Anche nel terziario la crescita rispetto a gennaio – maggio del 2017 è stata forte e generalizzata. Tra i comparti si segnala, grazie a una buona stagione invernale, quello dei pubbliciesercizi-turismo, con 2.180 assunzioni in più per un +19% rispetto al precedente anno.

 

Il fabbisogno di personale è comunque aumentato di 271 unità nelle imprese del commercio, di 356 nel comparto dei servizi alle imprese e di 498 nei rimanenti comparti del terziario. Il saldo occupazionale del terziario è negativo, con le uscite lavorative che prevalgono sulle entrate per 5.052 unità, ma è un saldo che potrebbe tornare positivo fin dal mese giugno con le assunzioni legate all’avvio della stagione turistica estiva.

 

La dinamica lavorativa delle imprese nei primi cinque mesi del 2018 è migliore per gli uomini (+3.163 assunzioni e +1.830 femminili) e per i lavoratori italiani (+3.924 e +1.069 quelle degli stranieri). Anche nei primi cinque mesi del 2018 a crescere maggiormente in valori assoluti sono le assunzioni dei giovani (+2.125 assunzioni) e, comunque, + 1.972 tra i 30-54enni e +896 nella fascia dei più anziani (55 e oltre).

 

Per tipologia d’inserimento nei primi cinque mesi del 2018 torna a crescere il tempo indeterminato: +466 assunzioni e +12,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. La crescita della stabilità lavorativa è data anche dal fortissimo aumento, all’interno delle stesse aziende, dei passaggi da un lavoro a termine a uno a tempo indeterminato.

 

Tra gennaio-maggio del 2018, confermando evidentemente un maggiore clima di fiducia delle imprese, le trasformazioni a tempo indeterminato (1.849 nei cinque mesi) crescono, infatti, di 774 unità per un +72%. Tra le altre tipologie d’inserimento al lavoro, sono 215 in più i giovani assunti con apprendistato, il lavoro somministrato è aumentato di 464 unità e poi +2.730 assunzioni con tempo determinato e +1.118 con il lavoro a chiamata.

 

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