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Contratto dei docenti trentini, trovato l'accordo sulla parte economica. Il rinnovo vale oltre 16,5 milioni

Via libera all'aumento riconosciuto anche a livello nazionale e intesa sulla quota aggiuntiva di flessibilità per 4,8milioni di euro. "Ci siamo spesi con proposte innovative e garantiste nei confronti dei docenti"

Pubblicato il - 14 aprile 2018 - 19:08

TRENTO. "Un punto importante per un settore che da dieci anni era senza contratto". Un punto messo a segno dai sindacati che negli scorsi giorni hanno intavolato un serio confronto con la Provincia con l'obiettivo del rinnovo del contratto dei docenti".

 

Una trattativa fiume che si è svolta all'Apram che è riuscita a portare le parti ad un'intesa sulla parte economica. La discussione continuerà poi sulla parte normativa. "Il rinnovo vale complessivamente oltre 16,5 milioni di euro - spiega Cinzia Mazzacca della segreteria della Cgil - di questa somma 12 milioni saranno destinati a riconoscere anche agli insegnanti trentini la stessa quota di aumenti riconosciuti con il rinnovo del contratto nazionale".

 

A questi si aggiungono 4,8 milioni di euro come flessibilità, quindi riconosciuti in aggiunta agli aumenti nazionali e che compensano l'assorbimento dovuto al riallineamento previsto dalla normativa provinciale. Nello specifico 2,8 milioni di euro assicurano un incremento della voce “assegno di flessibilità”, che cresce per ogni docente di circa 300 euro lordi l’anno, arrivando a mille euro. 

 

"I restanti due milioni aumentano il FUIS (fondo di istituto), in parte per la realizzazione di attività legate al CLIL e in parte per tutte le altre. "Importante, per Federazione lavoratori della Conoscenza (Flc) della Cgil, che i criteri per la valorizzazione entrino nelle relazioni sindacali come concertazione tra sindacati e dirigenti scolastici. "Nessun passo avanti sul part time che rimane come ora - afferma la sindacalista - ma sarà oggetto di trattativa a parte, entro giugno. Si riconosce invece il diritto allo studio anche per i supplenti brevi".

Fin dall'inizio della trattativa, da più di un anno, erano sul tavolo il riconoscimento della flessibilità per tutti i docenti della scuola trentina, chiedendo che l'allineamento dello stipendio base a quello nazionale venisse superato con lo stanziamento di ulteriori risorse. “Finalmente negli ultimi mesi la nostra richiesta è stata recepita nella Finanziaria 2018".

 

"Ci siamo spesi con proposte innovative e garantiste nei confronti dei docenti - rivendica Cinzia Mazzacca - dalla maggiorazione delle assunzioni a una più capillare tutela della maternità, dal riconoscimento equo delle attività CLIL e di Alternanza Scuola-Lavoro a tutte le ore sommerse legate alla funzione docente, dal raddoppiamento dell’assegno di flessibilità alla rivalutazione del potere della contrattazione (anche in tema di bonus premiale), alla parità di diritti fra personale di ruolo e precario. Le risorse stanziate permettono il riconoscimento solo di una parte delle richieste, ma continueremo su questa strada nelle contrattazioni future".

 

Finalmente abbiamo visto accolte definitivamente le nostre principali richieste - afferma invece Pietro Di Fiore segretario della Uil Scuola - il rispetto del contratto nazionale, la concertazione sindacale sulle risorse relative alla valorizzazione del merito ed il diritto alla disconnessione sono un ottimo risultato. Si preannuncia un buon accordo"

 

Dall’inizio della trattativa la UIL Scuola aveva posto innanzitutto una condizione: si doveva ritornare a un attento aggancio alle norme contrattuali nazionali. "La nostra Organizzazione sindacale ha sempre considerato il contratto provinciale alla stregua di un contratto integrativo: un testo che integra l’accordo nazionale con quote aggiuntive provinciali".

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