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Economia trentina in crescita, manifatturiero e commercio al dettaglio al top

I dati mostrano tutti i settori in crescita. Andamento positivo per la domanda interna, così come per l'export. Bort: "Segnali incoraggianti sul piano occupazionale, ma ora il contesto nazionale e internazionale sembra più incerto: possibile un rallentamento"

Di Luca Andreazza - 13 giugno 2018 - 23:23

TRENTO. "Il quadro economico del primo trimestre di quest’anno – commenta Giovanni Bort, presidente della Camera di commercio di Trento – non è mai stato così positivo da almeno sette anni a questa parte". Un sistema produttivo vivace e dinamico.

 

"Tutti i settori indagati - aggiunge il numero uno della Camera di commercio -  mostrano una crescita nei ricavi e quasi tutti evidenziano segnali incoraggianti sul versante dell’occupazione. Inoltre, il clima di fiducia degli imprenditori esprime un crescente ottimismo e il dato, decisamente positivo, sugli ordinativi per i prossimi mesi sembra confermare le prospettive favorevoli per le nostre aziende".

 

Il fatturato complessivo realizzato dalle imprese esaminate nell’indagine aumenta del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Prosegue e si rafforza ulteriormente quindi la fase positiva che aveva caratterizzato in special modo l’ultimo trimestre dello scorso anno.

 

"È però necessario precisare, con altrettanta obiettività e realismo - prosegue Bort - che questi risultati devono ora confrontarsi con un contesto nazionale e internazionale, che nelle ultime settimane si è fatto più incerto e che potrebbe rallentare questa fase di crescita”.

 

Sono buoni i ritmi di crescita della domanda interna. In particolare nel periodo in esame si riscontra un rafforzamento della domanda locale, che aumenta su base annua del 4,6%, mentre, pur mantenendo una dinamica favorevole (+4,7%), rallenta leggermente la sua evoluzione la domanda nazionale rispetto alla fase finale del 2017.

 

Le esportazioni continuano a mostrare un andamento decisamente positivo, che nel periodo in esame assume un carattere eccezionale (+12,5%), e contribuiscono sensibilmente all’accelerazione della ripresa e al sostegno di quei comparti maggiormente export oriented.

 

I settori che si caratterizzano per una variazione decisamente positiva del fatturato su base tendenziale sono il manifatturiero (+10,0%), il commercio al dettaglio (+6,6%) e l’estrattivo (+14,6%). Quest’ultimo settore ha sperimentato però un forte ridimensionamento nel corso degli ultimi anni e i risultati economici sono spesso soggetti a una marcata volatilità.

I comparti dei trasporti (+4,8%), delle costruzioni (+3,9%) e del commercio all’ingrosso (+1,2%) si connotano per una dinamica positiva, ma più contenuta, mentre i servizi alle imprese propongono una variazione sostanzialmente nulla (+0,3%).

 

L’occupazione propone una crescita sostenuta (+2,8%) per la prima volta da circa un decennio. Le variazioni più marcate si rilevano nei settori dei trasporti e dei servizi alle imprese, mentre si evidenziano delle contrazioni presso i settori dell’estrattivo e, più debolmente, dell’edilizia.

L’andamento occupazionale presso le unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti) è sostanzialmente stagnante (+0,1%), mentre risulta in forte crescita tra le medie (tra 11 e 50) e le grandi imprese (oltre 50) con aumenti pari, rispettivamente, a +4,1% e a +4,6%.

 

I giudizi degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda evidenziano una situazione in ulteriore lieve miglioramento rispetto a quella già piuttosto positiva evidenziata nello scorso trimestre e si confermano sui livelli antecedenti la crisi.

 

Se la crescita a livello italiano è stabile, sul piano europeo e mondiale il 2018 è caratterizzato per un inizio incerto. La crescita globale ha mostrato una fase di decelerazione, il quadro finanziario sta risentendo dell’avvio della normalizzazione della politica monetaria americana e le quotazioni del petrolio cominciano a risentire delle tensioni crescenti tra i paesi del medio oriente.

 

I dati del Central Plan Bureau nel primo trimestre mostrano una flessione degli scambi mondiali (-1,2%), come sintesi di un lieve incremento del commercio in volume per i paesi avanzati (+0,3%) e di un forte calo per le economie emergenti (-3,0%).

 

Per quanto riguardo l’area euro, nel primo trimestre la stima preliminare ha registrato una crescita del Pil inferiore a quella del trimestre precedente (+0,4% rispetto a +0,7%), stabile il tasso di disoccupazione a marzo (8,5%).

 

Tra le principali economie di quest’area Italia, Francia e Germania hanno registrato una variazione del Pil dello 0,3% a inizio anno. Nel primo trimestre dell’anno l’economia statunitense ha proseguito sul sentiero di crescita del 2017: +0,5% la stima preliminare dell’andamento del Pil, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%. 

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