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I lavoratori del Sait in Consiglio provinciale, per la giunta parla Tonina che prova a difendere la cooperazione

Dopo gli 80 licenziamenti di aprile la disdetta unilaterale del contratto integrativo collettivo che riguarda 500 dipendenti, i sindacati: "Atto grave". Nell'incontro con i capigruppo nessun intervento della maggioranza, assente l'assessore al Lavoro Spinelli. Tonina da solo: "Ci facciamo carico del problema ma consideriamo difficoltà della cooperazione"

Di Donatello Baldo - 18 dicembre 2018 - 18:51

TRENTO. Tornano in Consiglio provinciale i lavoratori del Sait che dopo i licenziamenti di aprile, quando 80 persone sono state lasciate a casa alla fine di un anno di cassa integrazione, si trovano oggi davanti alla decisione unilaterale dell'azienda che ha disdettato il contratto integrativo collettivo che riguarda 500 addetti della grande distribuzione.

 

Un fatto giudicato grave dai sindacati che hanno guidato la folta rappresentanza dei dipendenti Sait, accolti dal presidente Walter Kaswalder e dai capigruppo di tutte le forze politiche (ad esclusione del Patt, non pervenuto). Della giunta, però, c'era solo l'assessore alla cooperazione Mario Tonina, assente quello al lavoro Achille Spinelli: "Spero che gli impegni dell'assessore siano davvero importanti per giustificare questa assenza", ha chiosato il consigliere Olivi, ex assessore al lavoro, presente all'incontro.

 

I sindacalisti presenti, a nome dei lavoratori, hanno spiegato che Sait è parte della cooperazione trentina, "e la cooperazione trentina è stata in queste terre il tentativo del movimento dei lavoratori di contrapporre al lavoro salariato e malpagato, gestito in modo gerarchico e autoritario, un modello la solidarietà tra i soci".

 

"La cooperazione metteva al primo posto i soci lavoratori, nasceva non per produrre utili ma per migliorare la qualità della vita dei lavoratori, per dare lavoro, con la finalità della critica del lavoro come critica dello sfruttamento. Ma sono anni che il Sait si comporta con i propri dipendenti peggio e con maggiore cattiveria di molti imprenditori e catene di commercio".

 

Parole dure, che nella scorsa legislatura erano condivise anche dall'opposizione. Opposizione ora al governo: "C'era una grande veemenza nella difesa della causa dei lavoratori del Sait - ricorda sempre Olivi - ma oggi?". Una sollecitazione che però non ha portato a interventi della maggioranza: né la capogruppo della Lega Mara Dalzocchio né l'esponente di Agire Claudio Cia sono intervenuti.

 

L'unico intervento della maggioranza quello dell'unico assessore presente, Mario Tonina, a cui è stato lasciato l'ingrato compito di doversi confrontare con chi della cooperazione trentina pensa che alcune sue parti si stiano comportando senza più considerare il valore stesso dell'essere cooperazione.

 

Tonina nella scorsa legislatura era parte della maggioranza, era pure in predicato per diventare presidente della Federazione, cooperatore di lungo corso e considerato uomo molto vicino al mondo delle coop. Non a caso, nel suo intervento, quel mondo ha cercato di difenderlo: "Ci faremo carico delle problematiche che avete sollevato, considerando anche le difficoltà della cooperazione che ha dovuto mettere in atto scelte impopolari".

 

"Il mio impegno per trovare soluzioni ci sarà, come già nella passata legislatura - ha rassicurato Tonina - ma se trovare soluzioni fosse stato facile, sarebbero già state trovate". Ha spiegato che il primo punto sarà quello della ricollocazione dei lavoratori licenziati, che un accordo siglato con Federcoop, Provincia e sindacati prevedeva assorbiti all'interno della cooperazione.

 

 

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