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Imprese, un nuovo piano per razionalizzare e ottimizzare i controlli. Rossi: ''Un Trentino più attrattivo per gli imprenditori''

Il primo terreno di sperimentazione è individuato nell'ambito delle imprese cooperative e questo nuovo protocollo intende ridurre l'impatto delle procedure dell'80% senza inibire le finalità dei controlli. Le misure di semplificazione riguardano quattro ambiti

Pubblicato il - 25 maggio 2018 - 19:39

TRENTO. La Provincia vara il piano di "Razionalizzazione e riduzione dei controlli sulle imprese". L'obiettivo è quello di ridurre e semplificare i controlli alle aziende.

 

Non bisogna farsi ingannare, questo non significa che le realtà provinciali potranno rilassarsi, ma semplicemente che i controlli saranno razionalizzati e ottimizzati.

 

Il primo terreno di sperimentazione è individuato nell'ambito delle imprese cooperative e questo nuovo protocollo intende ridurre l'impatto delle procedure dell'80% senza inibire le finalità dei controlli.

 

"Anche con questo intervento – commenta il presidente Ugo Rossi – vuole promuovere le competenze presenti nella società. E’ un buon esempio di sussidiarietà orizzontale e di come possiamo interpretare le competenze che la nostra Autonomia ci assegna per sperimentare, nel concreto, semplificazioni importanti nel nostro rapporto con le imprese”.

 

Le misure di semplificazione riguardano quattro ambiti: implementazione del registro unico dei controlli sulle imprese, valorizzazione dei centri di assistenza tecnica alle imprese, diffusione di modelli 231/2001modelli di rendiconto condivisi.

 

Si parte, infatti, dal dato. Ogni anno in Trentino sono circa 60 mila, 62.500 per la precisione, i controlli sulle imprese effettuati da Provincia, Agenzia e Azienda provinciale per i servizi sanitari, che rientrano in 230 procedimenti amministrativi di competenza. Sono 14 mila tra settore agricoltura, 17 mila nel Dipartimento territorio, agricoltura, ambiente e foreste, 6.500 Dipartimento sviluppo economico e lavoro e 5 mila all'azienda sanitaria.

 

Una miglior coordinamento per evitare doppi controlli da enti diversi e razionalizzare così le procedure per promuovere l'attrattività imprenditoriale del Trentino e rendere il nostro territorio aperto, dinamico e competitivo.

 

La Federazione trentina della Cooperazione riveste un ruolo importante in materia di vigilanza cooperativa: questo accordo vuole valorizzare il patrimonio di esperienza della Cooperazione, ma soprattutto essere un "laboratorio" per prassi di semplificazione che possono essere estese a altri soggetti, a titolo volontario.

 

Il protocollo propone un nuovo modello che sarà sperimentato con la Federazione trentina della cooperazione, ma è aperto all’adesione di altre categorie economiche. E' il risultato del lavoro del tavolo tecnico per i controlli sulle imprese, composto da 17 membri tra associazioni di categoria, associazioni sindacalienti bilaterali

La Federazione alimenterà il Registro unico dei controlli sulle imprese con i dati che derivano dall’attività di revisione sulle cooperative associate e dagli esiti dei processi gestionali riferiti alle attività di consulenza, sindacali, di servizio, fiscali e amministrativi sulle cooperative medesime.

Un altro punto è quello di valorizzare le certificazioni di processo, i modelli di organizzazione e di gestione previsti dalle norme in materia di disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231). 

Si punterà quindi sull’attività di verifica svolta dai centri di assistenza tecnica alle imprese aderenti alla Federazione, per l’accesso a finanziamenti e contributi provinciali o dell’Unione europea, dalla fase di istruttoria a quella di rendicontazione.

Nell'ambito dei controlli, Provincia e Federazione collaboreranno nell’individuare parametri e indicatori che saranno utilizzati per la formazione del campione delle imprese da controllare in sede di verifica finale e per valorizzare le dichiarazioni di conformità in sostituzione dei controlli cosiddetti “di primo livello”.

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