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L'Ue legalizza il 'Made in Italy' tarocco. Calliari: ''In futuro a rischio anche i prodotti trentini"

L’Unione Europea legalizza, attraverso la firma degli accordi di libero scambio, le imitazioni delle più note specialità del Made in Italy. Dura la Coldiretti: "Seguendo per questa strada in futuro potrebbero arrivare anche i tarocchi dei prodotti trentini"

Pubblicato il - 05 febbraio 2018 - 20:27

TRENTO. Dal Grana carioca all'Asiago giapponese ma ci potranno essere anche il Reggianito oppure anche il Parmesao. Cresce sempre di più l'allarme tra i produttori di formaggi 'made in Italy', ma non solo, per l'accordo commerciale siglato tra l'Unione europea e il Giappone. Un accordo per il libero scambio la cui firma, prevista per l'estate, mina la produzione Made in Italy favorendo i tarocchi che, secondo la Coldiretti, “sarebbero autorizzati dall'Unione Europea”.

 

“Avevamo lanciato l'allarme già in passato ed il rischio in futuro, se la strada scelta sarà confermata, è anche per i prodotti trentini” spiega Gabriele Calliari, presidente della Coldiretti Trentina.

 

L’ultima trattativa arrivata a minacciare l’agricoltura italiana – spiega la Coldiretti – è quella in corso con i paesi del mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur). Sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. Il risultato è che, di fatto, meno del 10% delle specialità Made in Italy sarà tutelato, assicurando così il benestare Ue alle imitazioni di tutti gli altri in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo.

 

“Il rischio – spiega Calliari - deriva ancora da quello che è successo a metà dello scorso anno con il tratto sul Ceta. Noi avevamo già lanciato l'allarme per le circa 300 denominazioni Dop/Igp perchè solo una parte sono state riconosciute. In questo caso l'Europa accetta che il Canada possa produrre dei prodotti che sono delle imitazioni, anche nel nome, dei nostri”.

 

Lo stesso problema è arrivato ora con il trattato di libero scambio tra Europa e Giappone che sembra portare gli stessi rischi per la nostra economia agricola e agroindustriale.

“Potenzialmente a rischio ci sono anche i prodotti trentini – spiega Gabriele Calliari – ma quello che più dovrebbe preoccuparci è che in alcune zone del mondo pensano di mangiare un prodotto che viene venduto come italiano e che invece di italiano non ha nulla”.

 

A replicare alle polemiche arrivate nelle ultime settimane dalla Coldiretti e da altri sigle del mondo economico è stata la Commisione Ue che attarverso il proprio portavoce ha sottolineato che nessuna "imitazione o etichettatura fuorviante sarà consentita e sia le autorità giapponesi sia quelle dell'Ue avranno il compito di applicare questa regola di protezione di base". Fonti della Commissione ricordano inoltre che anche nell'Ue la protezione non può essere accordata a denominazioni come 'mozzarella' o 'camembert', ma solo al nome completo del prodotto che ne indichi l'origine, come 'Mozzarella di Bufala Campana' o 'Camembert de Normandie'. 

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