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Mediaworld, anche a Trento i lavoratori incrociano le braccia

L'iniziativa, promossa da Filcams del Trentino è la risposta alle ultime azioni di Mediamarket, la società che controlla i negozi a marchio Mediaworld

Pubblicato il - 03 marzo 2018 - 16:46

TRENTO. I lavoratori di Mediaworld a Trento hanno scioperato oggi in solidarietà con colleghi delle sedi di Grosseto e Milano che rischiano il licenziamento e contro la decisione dell’azienda che vorrebbe ridurre tutte le maggiorazioni.

Il presidio organizzato da Filcams del Trentino è la risposta alle ultime azioni di Mediamarket, la società che controlla i negozi a marchio Mediaworld.

 

La crisi era stata già annunciata tre anni fa, quando Mediamarket aveva reso nota l'intenzione di tagliare mille posti di lavoro. Dopo un articolato confronto azienda e sindacati trovarono insieme la strada del contratto di solidarietà che ha permesso di ridurre a 130 gli esuberi. A fronte dei sacrifici di cui si sono fatti carico i lavoratori l'azienda avrebbe dovuto portare avanti un piano di rilancio che è rimasto inattuato.

 

Nelle scorse settimane Mediamarket si è ripresentata al tavolo annunciando la chiusura al 31 marzo 2018 dei punti vendita di Grosseto e Milano Stazione Centrale, la cessazione definitiva del contratto di solidarietà (che non coinvolge Trento) il prossimo 30 aprile con la conseguente volontà di risolvere definitivamente gli esuberi, il trasferimento della sede amministrativa di Curno (Bergamo) a Verano Brianza (Milano) con 500 lavoratori costretti a subire un trasferimento obbligatorio e, infine, l'eliminazione, dal 1° maggio 2018, della maggiorazione domenicale del 90% riconoscendo il solo 30% previsto dal contratto nazionale di categoria.

 

Proposte inaccettabili per i sindacati e per i lavoratori e le lavoratrici, che fino ad oggi si sono fatti carico delle difficoltà della società. “I lavoratori vivono una situazione difficile, di grande incertezza sul loro futuro – sottolinea Alessandro Stella della Filcams del Trentino -. Si lavora sotto una continua pressione dei vertici su performance e rendimenti. I tagli del personale intanto non toccano il Trentino, ma non è abbastanza per stare sereni. Inoltre anche i dipendenti di Trento subiranno la decurtazione delle maggiorazioni. Si sciopera per essere vicini a chi rischia di restare senza lavoro e per difendere i propri diritti”.

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