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Tracciabilità dei rifiuti, arriva l'ennesimo salasso per le imprese ma Sistri non funziona. Cna: ''Vergognoso, da superare''

Sistri, il sistema per il giusto smaltimento dei rifiuti pericolosi,  non è ancora operativo ma, in compenso, le aziende pagano ugualmente un contributo annuale. Cna: "E' un salasso costato alle imprese 200 milioni di euro"

Di gf - 30 aprile 2018 - 19:45

TRENTO. Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti pericolosi, nato alla fine del 2009 come soluzione al problema delle eco-mafie e dei disastri ambientali, “oggi è diventato solo una tassa per le imprese che anche in Trentino versano miglia di euro per un sistema che non funziona”. A denunciarlo oggi che per l'appunto è il giorno ultimo per gli imprenditori per pagare il Sistri, è Claudio Corrarati, presidente della Cna del Trentino Alto Adige.

 

Secondo i dati raccolti dal consorzio, questo sistema è costato alle imprese del Paese oltre 200 milioni di euro. C'è però un paradosso: l'operatività del sistema è stata sospesa a causa di alcuni evidenti problemi ma la Legge di Bilancio ha lasciato in vita l'obbligo per le imprese di iscrizione e pagamento al servizio.

 

“E' una cosa davvero paradossale – spiega Corrarati – perchè stiamo parlando di soldi che ricadono soprattutto sulle piccole imprese che sono costrette a pagare una cosa che non funziona e in caso contrario ci sarebbero delle sanzioni”.

 

Il Sistri, come già detto, è nato per la rintracciabilità dei rifiuti pericolo in modo tale che siano smaltiti in maniera giusta senza danneggiare l'ambiente e l'uomo. “E' un sistema che tutte le imprese devono pagare anche quelle piccole - spiega ancora il presidente del Cna – alle quali non si può certo additare il fatto di avere creato danni enormi per smaltimento inadeguato. Dopo l'introduzione di questo sistema però non ci sono stati grossi miglioramenti perchè le grandi aziende fuori regola continuano ad esserci e le uniche a pagare il dovuto in tempi giusti pur non causando problemi sono le piccole unità produttive”.

 

Dopo otto anni e una dozzina di rinvii e correzioni, il sistema non è ancora operativo ma, in compenso come già detto, le aziende pagano ugualmente un contributo annuale, in molti casi di migliaia di euro. Inoltre, essendo formalmente in vigore, esso si aggiunge ai sistemi di tracciabilità tradizionali (formulari, registri, modello unico di dichiarazione ambientale) duplicando gli oneri.

 

"Anche le nostre imprese – ha aggiunto Corrarati - dovranno ancora una volta costringersi a questo salasso. A questo punto auspichiamo che vengano superate in via definitiva le logiche fondamentalmente errate del Sistri e offerta alle imprese una tracciabilità tutta nuova e adeguate alle reali esigenze del Paese. In caso contrario sarebbe un ulteriore elemento per allontare i cittadini dal sistema stato”.

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