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Vertenze Cgil, nel 2017 recuperati per i lavoratori 3,8 milioni di euro. In molti chiedono di recuperare crediti nei confronti del proprio titolare

I contenziosi riguardano per il 70% i contratti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda, infine, i diversi settori, la distribuzione delle pratiche riflette l'andamento economico generale con una maggiore incidenza di vertenze nei comparti caratterizzati da maggiore conflittualità come nel terziario o più colpiti dalla crisi come l'edilizia

Pubblicato il - 29 marzo 2018 - 20:08

TRENTO. Sono state 2553 le pratiche portate avanti dalla Cgil nel 2017 e supera i 3,8 milioni di euro la somma che lo scorso anno l'ufficio Vertenze e Legale ha recuperato per i lavoratori e le lavoratrici.

Questi alcuni dei dati diffusi dal sindacato di via Muredei che fotografano le vertenze che il sindacato ha portato avanti nel 2017.

 

Tra i segnali importanti, che mostrano un'inversione di tendenza, c'è il calo del numero delle pratiche aperte per procedure concorsuali. Le vertenze per fallimenti, infatti, sono passate da 454 pratiche del 2016 a 325 del 2017. I lavoratori coinvolti in procedure concorsuali attualmente sono, però, 1.850.

 

Un cambio di passo registrato negli ultimi due trimestri dello scorso anno e che con molta probabilità verrà confermato anche nel 2018. “Dopo l'aumento registrato a partire dal 2011, il calo dei fallimenti è il segno che sta ormai concludendosi la 'fase selettiva' della crisi – spiega Romano Vicentini direttore dell'Ufficio -. Questo dato, dunque, può essere interpretato come un segnale di ripresa. Chi ha resistito in questi anni, con ogni probabilità, è sufficientemente strutturato per restare sul mercato”.

 

 

Lo scorso anno l'Ufficio Vertenze ha preso in carico 2.553 pratiche e ne ha portate a conclusione 2.578. Anche in questo caso il lieve calo dell'attività, rispetto alla crescita registrata negli anni precedenti, può essere ricondotto al fatto che è nei periodi di crisi economica che si avvia un maggior numero di vertenze.

 

Nella maggioranza dei casi le motivazioni che spingono i lavoratori ad avviare una vertenza sono la necessità di recuperare crediti nei confronti del proprio titolare, 278 pratiche, o per procedure concorsuali, in primis i fallimenti, pari 325 pratiche. Al netto dell'attività di consulenza, che comprende in massima parte le dimissioni online e che, per il 2017, ha riguardato la presa in carico di 1.892 pratiche. Le vertenze aperte per violazioni contrattuali sono state 58 e oltre la metà dei casi riguarda i licenziamenti.

 

I contenziosi riguardano per il 70 per cento dei casi lavoratori a tempo indeterminato: lo scorso anno però il numero di lavoratori con un contratto a tempo determinato che si sono rivolti all'ufficio di Via Muredei è cresciuto dal 17 al 27 per cento. Si tratta per lo più di giovani, un target che ha accresciuto il suo peso negli ultimi anni. La fascia per età maggiormente rappresentata è quella tra i 20 e i 30 anni. “L'aumento della percentuale di giovani - ha spiegato Vicentini – è in parte riconducibile alle dimissioni e dunque ad un'elevata mobilità nella fase iniziale della vita lavorativa. Ma non solo. Molto spesso c'è anche una forte componente di conflittualità: i giovani accedono al mercato del lavoro molto spesso con contratti precari, che invece di stabilizzarsi si chiudono lasciando anche strascichi non positivi”.

 

Si conferma anche il numero di lavoratori stranieri che nel 2017 rappresentano il 30% delle pratiche attivate. Un incremento che da una parte dimostra come anche questi lavoratori trovino un punto di riferimento nel sindacato e nei suoi servizi anche di tutela individuale; dall'altra è la conferma che si tratta di uno dei segmenti più deboli sul mercato del lavoro, che spesso subiscono il mancato rispetto dei loro diritti.

 

Per quanto riguarda, infine, i diversi settori, la distribuzione delle pratiche riflette l'andamento economico generale con una maggiore incidenza di vertenze nei comparti caratterizzati da maggiore conflittualità come nel terziario o più colpiti dalla crisi come l'edilizia.

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