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Vogliono diventare agricoltori, 62 giovani iniziano un percorso di formazione alla Fondazione Edmund Mach

Riceveranno un brevetto professionale per imprenditori agricoli. Il corso si svolgerà da novembre a ottobre 2020, per 600 ore articolate su otto moduli incentrati, tra le altre cose, su tecniche di produzione, commercializzazione, contabilità agraria, sicurezza, informatica, politica agricola, disciplina fiscale e 100 ore di esperienza professionale

Pubblicato il - 20 novembre 2018 - 20:41

TRENTO. Fare di lavoro l'agricoltore. Questo l'obiettivo dei 62 giovani, selezionati tra 115 aspiranti dai 18 ai 40 anni, che hanno iniziato il percorso formativo per ottenere il brevetto professionale per imprenditori agricoli organizzato per la 18° volta dalla Fondazione Edmund Mach.

 

Un programma biennale che metterà in campo 600 ore di attività e che fino ad oggi è riuscito a formare circa 2000 imprenditori. Per l'avvio del corso era presente l’assessore provinciale Giulia Zanotelli ha dato il benvenuto e si è complimentata con chi l’ha terminato, precisando che la formazione deve proseguire anche dopo il brevetto. “Sono felice di trovarmi in quest’aula assieme a questi ragazzi che sono il futuro dell’agricoltura. Quello che vi attende - ha detto rivolta ai corsisti - non è un compito semplice, visto che spetta a voi anche la salvaguardia dell’ambiente con l’aiuto della tecnologia.

 

Allo stesso modo, il direttore generale della Fondazione Mach Sergio Menapace ha definito gli agricoltori "custodi del territorio e del paesaggio" per il ruolo fondamentale che ricoprono in Trentino non solo dal punto di vista produttivo, ma anche per le esternalità positive correlate. In quest’ottica l’amministrazione provinciale pone particolare attenzione all'insediamento dei giovani in agricoltura, come ha spiegato il responsabile del Servizio agricoltura della PAT, Fabrizio Dagostin.

 

“Lavorare in questo settore è una sfida - ha confermato nel suo saluto il dirigente del Centro Istruzione e Formazione, Marco Dal Rì – con diversi problemi impellenti da affrontare: dalla difesa delle colture alla sicurezza, alla gestione imprenditoriale. Per questo la formazione è un caposaldo fondamentale, sul quale continuare a investire, nonché uno stimolo per l’aggiornamento continuo. Il brevetto, infatti, è pensato per essere il primo passo di una formazione permanente”.

 

I 62 partecipanti del corso sono per il 25% donne, per la metà già insediati in azienda e il 56% ha meno di 25 anni. Rispetto al passato, quando i frequentanti erano sprovvisti di formazione, oggi il 55% ha in tasca un diploma di scuola superiore e il 10%

addirittura la laurea. Per quanto riguarda gli ambiti di attività, frutticoltura e viticoltura fanno la parte del leone con il 40% degli iscritti, seguiti da allevamento (34%), ortaggi (10%) e apicoltura (6%). I corsisti sono stati selezionati da un’apposita Commissione, anche in relazione alla richiesta di finanziamento provinciale per il primo insediamento in agricoltura.

 

Il corso si svolgerà da novembre a ottobre 2020, per 600 ore articolate su otto moduli incentrati, tra le altre cose, su tecniche di produzione, commercializzazione, contabilità agraria, sicurezza, informatica, politica agricola, disciplina fiscale e 100 ore di esperienza professionale.

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