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Apsp, la Cisl Fp: ''Il protocollo è rimasto sulla carta. E' tempo di agire e prevedere le stabilizzazioni del personale precario''

Attualmente nella popolazione trentina sono già presenti oltre 113 mila anziani con più di 65 anni e più di 57 mila di questi hanno più di 75 anni. Le analisi mostrano come il numero di over 65 stimato tra poco più di una decina d’anni, nel 2030, sarà di circa 150.700 persone (78.400 over 75), mentre per il 2050 sarà di 193.400 persone (113.300 over 75). La Cisl Fp chiede un cambio di passo per il comparto

Pubblicato il - 27 dicembre 2019 - 19:08

TRENTO. Un fronte fondamentale per il sindacato è quello delle stabilizzazioni e della valorizzazione del personale impegnate nei settori del welfare. "C'è un protocollo firmato ancora nel 2018 - dice Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp - che riteniamo che per le Apsp sia rimasto sulla carta in larghissima parte. Nonostante le numerose richieste, non si conosce ancora quante persone siano state effettivamente assunte: sono troppe ancora le incognite e chiediamo la documentazione per poter prevedere un piano e operare le nostre valutazioni".

 

Non mancano le proposte delle parti sociali. "Riteniamo sia improcrastinabile ormai l’istituzione di  un fondo perequativo - aggiunge la Cisl Fp - cioè la destinazione di una quota delle risorse per investire in capitale umano, utilizzando anche i risparmi delle economie di gestione (derivanti dalle economie di scala degli acquisti di beni e servizi, dalla riduzione dei cda, annunciata ma ancora senza essere attuata. Questo senza comportare riduzioni del potere d'acquisto dei salari (emergenza evidenziata in questi giorni dalla Cisl stessa) è finalizzato a sostenere economicamente la situazioni delle limitazioni lavorative e favorire la ricollocazione all'interno degli enti del personale per continuare ad erogare  gli attuali standard di qualità".

 

Le Aziende pubbliche dei servizi alle persone devono ritornare al centro della discussione: "E' ormai necessario - spiega Pallanch - che si ritorni a parlare di queste tematiche in modo serio e approfondito, senza dimenticare di applicare le misure concordate. Il ragionamento poi deve essere complessivo e deve risolvere le criticità legate anche al meccanismo dei parametri dell'assistenza all'anziano".

 

Attualmente nella popolazione trentina sono già presenti oltre 113 mila anziani con più di 65 anni e più di 57 mila di questi hanno più di 75 anni. Le analisi mostrano come il numero di over 65 stimato tra poco più di una decina d’anni, nel 2030, sarà di circa 150.700 persone (78.400 over 75), mentre per il 2050 sarà di 193.400 persone (113.300 over 75).

 

Già oggi si stima che in Trentino circa 18.000 persone over 65 siano in condizione di non autosufficienza e che all’incirca la metà di questi si trovino in condizione di solitudine o in carico alle famiglie, fuori quindi dal circuito pubblico di assistenza. "Sono diverse le azioni previste nei protocolli  - prosegue il sindacato - tra le principali erano le limitazioni allo svolgimento di mansioni, , l'attuazione di un contratto che sappia affrontare a valorizzazione e il tema delle competenze, misure efficaci di age management".

 

Sempre sul versante assunzioni, diverse le questioni che permangono nelle Apsp, il sindacato è ancora in attesa di conoscere le ricadute del protocollo sulle stabilizzazioni del personale precario. "Registriamo - conclude Pallanch - inoltre l’assenza di informazione sul numero delle stabilizzazioni effettivamente portate a termine, inaccettabile ad oggi non avere ancora il quadro delle stabilizzazione e non sapere che fine anno fatto le risorse per la stabilizzazione del personale precario".

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