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Assegno unico, slitta l'avvio della presentazione delle domande,sindacati e Acli: ''Disagi per 40mila famiglie trentine". La Pat: "Ritardi ma maggiore sostegno''

 Lo slittamento sta creando problemi anche organizzativi.  I patronati, infatti, per gestire la campagna dell’assegno unico assumono e formano personale ad hoc. Queste persone vedranno slittare i loro contratti di lavoro senza contare di altre campagne che si avvieranno in concomitanza

Pubblicato il - 20 settembre 2019 - 19:24

TRENTO. Sono quarantamila le famiglie trentine che rischiano di vedersi posticipato il contributo per l'assegno unico. A lanciare l'allarme sono in una nota unitaria i sindacati Cgil Cisl Uil insieme alle Acli trentine.

 

Dopo il caos Icef del luglio, ora si preannuncia decisamente in salita la richiesta di assegno unico. La Provincia infatti ha posticipato nuovamente la data di avvio per la presentazione delle domande, che adesso sarebbe fissata a fine ottobre.

 

“Questa situazione – hanno spiegato sindacati e Acli - provoca non pochi problemi sia ai potenziali beneficiari della misura, che difficilmente potranno ricevere a partire da gennaio 2020 il contributo a cui hanno diritto, sia ai Patronati che dovranno spostare oltre cinquemila appuntamenti già fissati”.

 

Al momento, viene spiegato, non è escluso che ci siano problemi legati alle novità introdotte con il prossimo anno sia in termini di nuove misure di sostegno per le famiglie sia dei criteri di accesso, come previsione di dieci anni di residenza in Italia.

 

“Spostando in avanti la data di presentazione delle domande – continua la nota - l’intero processo di verifica e assegnazione dei contributi slitta e con molta probabilità i quarantamila nuclei che oggi hanno diritto al sostegno al reddito o alle misure per la famiglia, non potranno contare su queste risorse con l’inizio dell’anno, ma dovranno recuperarle nei mesi successivi, con non pochi disagi per chi di quei contributi ha bisogno. Senza dimenticare che chi fa domanda di quota A (sostegno al reddito) ha tempo fino al 31 dicembre; visti i ritardi che si stanno accumulando la Provincia dovrà assicurare la totale presa in carico di tutte le richieste”.

 

Accanto a questo problema se ne aggiunge un altro: organizzativo. I patronati, infatti, per gestire la campagna dell’assegno unico assumono e formano personale ad hoc. Queste persone vedranno slittare i loro contratti di lavoro senza contare di altre campagne che si avvieranno in concomitanza.

 

“Sarebbe opportuno almeno che la Provincia si assumesse la responsabilità di questi disagi davanti ai cittadini e chiarisse in modo definitivo quando concretamente potrà partire la nuova campagna”concludono i sindacati Cgil Cisl Uil insieme alle Acli trentine.

 

Nel corso del pomeriggio è arrivata la comunicazione da parte della Provincia che ha spiegato come "Le importanti novità introdotte in estate con la manovra di assestamento provinciale che hanno ampliato e rafforzato il sostegno pubblico alle famiglie con figli, hanno comportato la modifica della normativa attuativa che regolamenta l’assegno unico. Modifiche che necessitano dell’approvazione del Consiglio delle autonomie, della competente commissione legislativa del Consiglio provinciale ed il conseguente adeguamento degli strumenti informatici. Questo – precisa la Provincia – determinerà un posticipo, di circa due settimane, dell’inizio della raccolta delle domande, prevista per il 15 ottobre. Certamente c’è un ritardo sulle procedure, per il quale l’Amministrazione provinciale si scusa, ma questo a fronte di un aumentato sostegno al reddito delle famiglie trentine".

 

 

 

 

 

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