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Fugatti: ''Gli appalti pubblici strategici per il Trentino''. La Cgil: ''Loppio-Busa e portineria di UniTn cattivi esempio. Si deve puntare su salario, diritti e sicurezza''

Il presidente ha insistito sul principio della semplificazione: "Vogliamo accelerare sull’utilizzo delle risorse destinate ai lavori pubblici, che possono contare contare su 1,60 miliardi di euro". Immediata la replica di Zabbeni: "Chiediamo un incontro urgente alla giunta provinciale affinché siano elaborate linee guida vincolanti precise"

Di Luca Andreazza - 18 luglio 2019 - 15:34

TRENTO. "Il Trentino ha bisogno di liberare risorse e energia per esprimere tutto il potenziale economico e imprenditoriale per una nuova stagione di sviluppo", così il presidente Maurizio Fugatti al convegno organizzato dal Tavolo appalti dedicato alla legge provinciale su semplificazione e competitività e alla legge "sblocca cantieri".

 

"Gli appalti - aggiunge il governatore - rappresentano un passaggio strategico e l’obiettivo della nuova giunta è quello di accelerare, semplificare le procedure nel rispetto della legge e della tutela della sicurezza dei lavoratori. In questi mesi abbiamo avviato un percorso che deve mettere le parti, dalle imprese ai tecnici e alle amministrazioni pubbliche, nelle condizioni di operare al meglio e garantire una spinta forte all’economia. Complessivamente abbiamo a disposizione risorse per 1,60 miliardi".

 

Nell'intervento il presidente della Provincia di Trento ha ribadito l’importanza di percorso e metodo per la formulazione della nuova legge provinciale in tema di appalti: "Abbiamo scelto di discutere e di condividere gli elementi cardini della nuova normativa all’interno del Tavolo appalti - prosegue Fugatti - perché crediamo nel contributo costruttivo delle parti alla realizzazione di un nuovo contesto per quanto riguarda gli appalti. L’obiettivo è di semplificare e di accelerare nella realizzazione di opere importanti, tenendo ben presente le regole. Il percorso non finisce qui, ma stiamo lavorando per dare una prospettiva al settore, in attesa della legge quadro, che definirà i principi comuni all’interno di un testo unico".

 

Il presidente ha poi insistito sul principio della semplificazione, fattore in grado di imprimere una nuova spinta a beneficio l’economia trentina: "Vogliamo accelerare - evidenzia Fugatti - sull’utilizzo delle risorse destinate ai lavori pubblici. Riaprire i cantieri significa non solo garantire occupazione ma concorrere al rilancio della nostra economia. I lavori pubblici possono contare su 1,60 miliardi di euro. Semplificare e accelerare non significa dimenticare principi fondamentali, quali la sicurezza di lavoratori, e su questo non faremo mancare il nostro supporto".

 

Un altro tema toccato è il coinvolgimento: "Il nostro percorso - dice il presidente - ha bisogno delle osservazioni e degli stimoli fondamentali delle categorie economiche, dei sindacati, del personale delle diverse pubbliche amministrazioni e della cooperazione. Vogliamo liberare le potenzialità delle forze economiche e produttive del Trentino. Il vostro compito è anche quello di supportare l’amministrazione provinciale".

 

Un ruolo importante viene giocato dalla formazione, elemento strategico per dare concretezza ad un settore complesso quale è quello degli appalti. Tra le novità annunciate c’è l’introduzione della piattaforma "L’esperto risponde" dell’Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (Apac), a cui potranno rivolgersi i tecnici di imprese e enti, oltre agli imprenditori, per ottenere informazioni e chiarimenti sui diversi aspetti della nuova normativa.

 

Immediata la presa di posizione della Cgil. "Nei cambi appalto - commenta Maurizio Zabbeni - non è ammissibile che i lavoratori subiscano tagli al salario e ai diritti. I bandi vanno costruiti coerentemente a questo principio, che ha ispirato la normativa provinciale in materia. Gli appalti pubblici sono un pezzo di politica industriale e danno la misura della capacità di chi governa i territori di spendere correttamente le tasse dei cittadini. Devono sostenere, dunque, impresa e lavoro di qualità. In questa logica è inaccettabile quanto accaduto nel cantiere Loppio-Busa e nell’appalto per il servizio di portierato dell’Università di Trento (Qui articolo)".

Il sindacato punta il dito anche contro chi ha il compito di costruire i bandi di gara pubblici. "Non è più accettabile - aggiunge la Cgil - che in fase di stesura dei bandi e in fase esecutiva dei lavori e dei servizi, di fatto, si vanifichino le misure inserite nella legge provinciale a tutela del lavoro e che sono frutto di un paziente e delicato lavoro di concertazione tra le parti portato avanti dal Tavolo appalti".

 

Il sindacato insiste dunque sulla necessità di arrivare in tempi rapidi alla stesura del regolamento della nuova legge sulla semplificazione affinché ci siano realmente i controlli in fase esecutiva in modo da garantire il rispetto dei lavoratori. "Chiediamo un incontro urgente alla giunta provinciale - conclude Zabbeni - affinché siano elaborate linee guida vincolanti precise, sia in termini di costruzione dei bandi di gara che devono garantire una corretta interpretazione della clausola sociale sia per la per l’accelerazione in termini di controlli circa le regolarità retributiva".

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