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Fusione tra Cassa rurale di Trento e Lavis, alcuni soci: ''Priva di reali motivazioni tecniche e economiche, socialmente disgregante e commercialmente sconveniente''

Il tema è quello della prevista incorporazione della Cassa rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra con quella di Trento. Un'ipotesi sulla quale ha manifestato preoccupazione anche di Simone Santuari, presidente della Comunità di valle, nel portare i dubbi del territorio 

Di L.A. - 19 novembre 2019 - 13:51

LAVIS. "I nostri soci sono il motore della Cassa rurale: scegliere di essere socio significa credere nei principi che il Credito cooperativo promuove e alimenta, diventando protagonista nelle scelte della banca per il territorio". Così Giovanni Ghezzer a nome del gruppo soci cooperatori Cembra-Giovo-Rotaliana, che cita la pagina web dell'istituto di credito.

 

"E’ nella speranza che questo 'principio', messo in evidenza dal nostro Consiglio di amministrazione sia frutto di convinzione e non figlio della mera pubblicità - prosegue il portavoce - che in questi giorni un numeroso gruppo di soci si è ritrovato per 'tornare a essere protagonista' nelle scelte destinate a segnare il futuro della propria Cooperativa e delle proprie vite di soci, che stanno condividendo questo percorso di sensibilizzazione".

 

Il tema è quello prevista incorporazione della Cassa rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra con quella di Trento. Un'ipotesi sulla quale ha manifestato preoccupazione anche di Simone Santuaripresidente della Comunità di valle, nel portare i dubbi del territorio (Qui articolo).  

 

"Siamo consapevoli - aggiunge Ghezzer - che esistono scelte e decisioni che appartengono alle competenze del Consiglio e della direzione, che i tempi che viviamo sono complessi e nulla è inamovibile. Ma questa affrettata fusione che i vertici, alimentando paure prive di fondamento, vogliono imporre priva di reali motivazioni tecniche e economiche, sarà socialmente disgregante e commercialmente sconveniente". 

 

La riflessione è affidata a una lunga lettera, che pubblichiamo in forma integrale.

 

Nella pagina web della Cassa Rurale di Lavis Mezzocorona Valle di Cembra si legge: “I nostri soci sono il motore della Cassa Rurale: scegliere di essere socio significa credere nei princìpi che il Credito cooperativo promuove e alimenta, diventando protagonista nelle scelte della banca per il territorio".

E’ nella speranza che questo ”principio”, messo in evidenza dal nostro Consiglio di amministrazione sia frutto di convinzione e non figlio della mera pubblicità, che in questi giorni, un numeroso gruppo di Soci si è ritrovato per “tornare ad essere protagonista” nelle scelte destinate a segnare il futuro della propria Cooperativa e delle proprie vite di soci Cooperatori.

 

Provo qui, grazie all’importante spazio che mi è concesso, a fare sintesi ed esporre qualche elemento di riflessione, a nome dei già molti soci che stanno condividendo questo percorso di sensibilizzazione. Siamo consapevoli che esistono scelte e decisioni che appartengono alle competenze del Consiglio e della direzione, che i tempi che viviamo sono complessi e nulla è inamovibile.

Ma questa affrettata fusione che i vertici, alimentando paure prive di fondamento vogliono imporre, priva di reali motivazioni tecniche ed economiche, sarà socialmente disgregante e commercialmente sconveniente. Nel contempo sono personalmente determinato, e assieme a me molti soci, a scongiurare l’esproprio del diritto, previsto dallo Statuto, di decidere in merito alla vita o alla morte di una Cooperativa che ci appartiene.

Il termine “morte” non è eccessivo, se questa fusione sarà realizzata le Comunità rotaliane e della Val di Cembra perderanno per sempre parte della loro storia e soprattutto perderanno la possibilità di incidere, attraverso la loro Cassa rurale sul mutevole futuro economico e sociale che le attende.

 

Con correttezza e trasparenza, orgoglio e dignità è arrivato il momento di tornare a essere “Soci protagonisti nelle scelte della banca per il territorio” come i nostri vertici ci invitano a fare e ad essere. Salvo poi dimostrare insofferenza e nervosismo verso qualsiasi voce che esprime perplessità o contrarietà alla linea decisa da un Consiglio di amministrazione zoppo e diviso fin dall’inizio della trattazione di questo progetto.

 

Serve, prima di procedere a nuove fusioni, una linea di indirizzo, condivisa dai Consigli di amministrazione di tutte le Casse rurali Trentine, che individui quali sono le dimensioni massime oltre le quali sarà difficile mantenere vivo il legame con le Comunità, coltivando le relazioni con i soci che sono, anche in base al recente studio di Euricse, l’aspetto che più di ogni altro distingue e può far vivere le banche di Credito cooperativo. 

 

Personalmente, condivido il pensiero del presidente della Comunità della Val di Cembra e dei suoi sindaci che auspicano un Trentino presidiato da Casse di Comunità. Certamente la solidità e l’efficienza di ogni singola Cassa è una priorità irrinunciabile, ma ritengo che il percorso di ristrutturazione abbia dato vita a realtà sufficientemente dimensionate solide ed organizzate, salvo rarissime eccezioni che la capogruppo Cassa centrale banca ha la forza di risolvere (considerata la capacità di intervenire nel salvataggio di Carige con oltre 300 milioni). 

 

Certo rimane difficile fare banca, con regole asfissianti e forte concorrenza, ma il sistema è a mio parere attrezzato per essere ancora protagonista del mercato, rimanendo vicino ai Soci ed alle loro Comunità. Non sarà la somma della nostra Cassa con quella di Trento a portare ipotetiche economie che non riusciranno a compensare la perdita di identità, del senso di appartenenza e quindi di fette di mercato che inevitabilmente Casse troppo grandi ma soprattutto totalmente slegate dai territori portano con sè. 

 

Prova ne sia che gli indici di efficienza di Cr Trento, due volte e mezzo più grande, non hanno le qualità che esprime la Cr Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra. Sappiamo che le numerose fusioni avvenute nell’ultimo periodo da sole non basterebbero a rendere il sistema efficiente e competitivo. E’ la presenza di Cassa centrale banca, che possiede una riconosciuta solidità e organizzazione, che rende il sistema, competitivo e efficiente. Non in una logica di supplenza alle mancanze delle associate o di soccorso alle stesse ma di sussidiarietà e sviluppo commerciale attraverso l’uniformità dei prodotti distribuiti e di accentramento dei costi.

 

E’ notizia di questi giorni l’avvio di un nuovo percorso di fusione tra le Casse della Rendena e delle Giudicarie, tra realtà già dimensionate e attrezzate. Se portato a termine sarà comunque un progetto che riflette le Comunità che gli danno vita, certo avrà un territorio di competenza più esteso ma che comunque abbraccia valli e paesi contigui, che identificano una parte di Trentino. Non potrà mai essere portato ad esempio o trovare similitudini con la nostra diversa realtà.

 

Nel nostro caso, qualora questo assurdo progetto sarà realizzato, succederà l’opposto. Si, anche i nostri territori sono vicini ma la “Banca della Città”, come si è da sempre pubblicizzata la Cassa rurale di Trento non vive e quindi non conosce l’economia e la socialità della Val di Cembra e della Rotaliana, territori che hanno storia, dinamiche e sensibilità profondamente diverse dalla città.

 

Uniamoci dunque per ostacolare questa fusione e promuovere un’alternativa che ripristini la nostra dignità e per far si che la Cassa torni ad essere la “nostra Cassa”. Non prestiamo ascolto a chi ci dice che le regole, che ci sono per tutti, opprimono e diventano ostacolo al nostro sviluppo dimenticando che abbiamo costituito apposta i Gruppi bancari per aiutarci a gestirle accentrando i costi di questi adempimenti.

 

Non prestiamo ascolto a chi vuole farci tornare indietro nel tempo per far sì che Trento sia la base delle decisioni per le nostre Comunità. Non prestiamo ascolto a chi banalizza questa fusione alla stregua di quelle precedenti non spiegando che veniamo incorporati con gli effetti riferiti in precedenza.

 

L’unica e sensata concentrazione auspicabile, perché logica e lungimirante, è la fusione con Cr Rotaliana Giovo, che può essere realizzata in tempi brevi e vedrebbe l’adesione convinta di tutta la base sociale, poiché rappresenta il naturale completamento di quanto finora realizzato. Un completamento che unisce e non disgrega, che rafforza e non indebolisce l’eventuale nuova Cassa che noi desideriamo e le Comunità e i Soci che le daranno vita.  

 

Giovanni Ghezzer
a nome del gruppo Soci Cooperatori Cembra-Giovo-Rotaliana

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