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Il Cna invoca pene più severe per chi commercia o acquista prodotti falsi: “Fenomeno da combattere senza se e senza ma”

Attualmente ci sarebbero allo studio del ministero per lo Sviluppo economico sanzioni pesantissime che vanno dal Daspo urbano per i venditori ambulanti, alla perdita di benefici come il reddito di cittadinanza o l’indennità di disoccupazione per chi commercia o acquista consapevolmente i falsi

Di Tiziano Grottolo - 19 agosto 2019 - 13:22

TRENTO. Claudio Corrarati presidente del Cna Trentino-Alto Adige, associazione di rappresentanza del mondo dell'artigianato, del commercio e della piccola e media impresa, chiede il pugno duro contro il commercio dei prodotti contraffatti.

 

“Per Cna la lotta alla contraffazione rappresenta una delle linee prioritarie d’intervento – afferma Corrarati, – questo fenomeno deve essere combattuto, senza se e senza ma, con un’azione congiunta di istituzioni, sistema delle rappresentanze e cittadini”.

 

Proprio sulla scia di queste indicazioni, il Consiglio nazionale per la lotta alla contraffazione (di cui fa parte anche Cna), di concerto con il ministero della Giustizia, sta esaminando proposte normative orientate a colpire gli introiti derivanti dalla contraffazione.

 

Tra queste ci sarebbe l’introduzione del divieto del così detto “Ambush marketing”, cioè il commercio parassitario connesso a grandi eventi, il contrasto dell’ambulantato illegale con la possibilità di colpire anche la detenzione per la vendita e l’aggravante per chi acquista prodotti contraffatti su piattaforme di e-commerce.

 

Altre misure andrebbero invece a sanzionare il favoreggiamento della produzione di beni contraffatti e migliorerebbero il controllo doganale delle piccole spedizioni, con l’obiettivo di rendere l’apparato normativo più efficace rispetto alle sfide poste dal fenomeno.

 

“Le misure delineate dal viceministro dello Sviluppo economico Dario Galli vanno proprio in questa direzione”, afferma soddisfatto il presidente di Cna. Provvedimenti questi che preannuncerebbero un imminente “Giro di vite contro gli ambulanti che vendono merce falsificata”.

 

Come sottolineato da Corrarati la lotta alla contraffazione è una partita complessa che va giocata giorno dopo giorno. Per questo è opinione diffusa tra le associazioni di categoria che sia necessaria un’azione decisa di sensibilizzazione: “Affinché il consumatore perda la convinzione secondo cui la contraffazione è da un lato un problema limitato alle griffe più famose e all’industria dell’audiovisivo e dall’altro una forma di sostentamento di immigrati e disoccupati”.

 

“Proprio a questo scopo svolgiamo da anni incontri per sensibilizzare i consumatori al fenomeno della contraffazione e alle sue implicazioni – conclude Corrarati – soprattutto i giovani devono acquisire una cultura della qualità, del valore intrinseco di un buon prodotto e del valore aggiunto dato dal saper fare”.

 

Se da una parte si evoca la formula sempreverde della “Cultura e legalità per fermare i prodotti contraffatti” per ora nelle misure al vaglio del governo si vede solo il “Bastone” senza entrare nel merito di possibili alternative che affrontino alla radice il problema.

 

Le pene infatti, presentate dal viceministro Galli, sono pesantissime e vanno dal Daspo urbano per i venditori ambulanti di prodotti contraffatti, alla perdita di benefici come il reddito di cittadinanza o l’indennità di disoccupazione per chi commercia o acquista consapevolmente i falsi.

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