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| 22 mag 2019 | 18:50

La Cisl Fp alla Provincia: ''Non si può agire per comparti stagni e il contratto della sanità privata è bloccato da 12 anni''

Il sindacato chiede un confronto per analizzare e pianificare l'agenda del comparto della sanità pubblica, alcuni nodi anche per quella privata dopo che la Provincia ha dato il via libera per aumento dei fondi: "Non siamo pregiudizialmente contrari, ma il contratto del personale impegnato è fermo da 12 anni"

di Cisl Fp, spazio autogestito

TRENTO. "Non siamo pregiudizialmente contrari all'ipotesi di alzare i tetti di spesa dei vari centri e laboratori convenzionati con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ma le priorità sono altre e serve un ragionamento a 360 gradi sull'intero comparto della sanità. Ricordiamo poi che il contratto del personale della sanità privata è bloccato per colpa della parte datoeiale e l’assenza della politica trentina da ben 12 anni", così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, sull'aumento dei fondi varati dalla Provincia per le strutture private.

 

"Il contratto di questo settore - prosegue il segretario della Cisl Fp - è fermo da 12 anni: è necessario che la Provincia si impegni con noi per sbloccare quelle risorse e intervenire per distribuire quanto dovuto, poi si possono prevedere altri piani per migliorare i servizi e mantenere alta la qualità della sanità in Trentino".

 

Il sindacato chiede un confronto per analizzare e pianificare l'agenda del comparto della sanità pubblica. "E’ necessario che la giunta convochi un tavolo con le parti sindacali per discutere in modo approfondito sui fabbisogni - dice il segretario -. Si deve sbloccare nel complesso la situazione del settore e chiediamo un confronto in Apran per chiudere il contratto e avviare al contempo la trattativa con risorse certe e aggiuntive".

 

La Cisl Fp punta su piano assunzionale, valorizzazione delle professionalità, age-management vista l’età media dei lavoratori e mentoring, così come la capacità di sviluppare le specificità. "La base di partenza in sanità - prosegue Pallanch - è quella di chiudere la trattativa del contratto 2016/18 per mettere un punto fermo e premiare tutti lavoratori sanitari e non. Solo dopo si possono valutare altre azioni e interventi, così come pianificare l'accordo 2019/21. E’ necessaria una maggiore condivisione per il bene di tutta la sanità trentina”.

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