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Morti su lavoro è emergenza: in Trentino sono 9 in 8 mesi. Oltre 5 mila infortuni. L'Inail: ''Settori più colpiti agricoltura e ambito forestale''

Per i sindacati la situazione è di "altissima criticità" ed ad ottobre sarà organizzata una assemblea provinciale unitaria. L'Inail sta cercando di raddoppiare gli sforzi in termini di formazione con degli stanziamenti ad hoc per il settore dell'agricoltura e boschivo. A livello nazionale nei primi sette mesi di quest'anno ci sono stati 599 morti 

Di Giuseppe Fin - 14 settembre 2019 - 06:01

TRENTO. I settori dell'agricoltura e forestale continuano a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane agli infortuni sul lavoro. A confermarlo le morti che si sono verificate anche in questi giorni e che vanno a far crescere il drammatico conteggio di morti bianche nella nostra provincia.

 

Dall'inizio dell'anno fino ad oggi, secondo i dati Inail, sono 9 gli incidenti mortali che si sono verificati in Trentino. Di questi quattro sono da ricondurre all'agricoltura e al lavoro nei boschi, una persona ha perso la vita in itinere mentre stava quindi su un mezzo per raggiungere il luogo lavoro, un incidente mortale nel settore dell'edilizia, uno nell'industria e altri due sono ancora in fase di istruttoria per ulteriori verifiche che sono attualmente in corso.

 

Un numero che ha già superato quello del 2018 dove i morti causati da infortuni sul lavoro sono stati 7 con due casi in agricoltura, uno nell'ambito forestale, un incidente in itinere e tre che hanno riguardato autotrasportatori.
 

Dati da far tremare le vene e i polsi anche quelli nazionali. L’ultimo rapporto Inail dice che tra gennaio e luglio del 2019 le vittime sono state 12 in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Negli ultimi 7 mesi ci sono state 599 vittime.

 

Una situazione di “altissima criticità” hanno spiegato i sindacati che “chiama tutti, sindacati, datori di lavoro, organi ispettivi e la stessa comunità ad una forte assunzione di responsabilità”. Cgil Cisl Uil del Trentino hanno deciso infatti di convocare per metà di ottobre un’assemblea provinciale di tutti i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Un momento di confronto e dibattito dove discutere su quali interventi mette in campo perché quello fatto fino ad oggi, se pur importante, non è ancora evidentemente abbastanza.

 

Gli infortuni, in termini generali, da alcuni anni stanno diminuendo. Nei primi otto mesi del 2019 sono stati in totale 5266 mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano 5455. Ancora drammaticamente tantissimi. Negli ultimi mesi l'Inail ha confermato un vero e proprio picco di incidenti nei boschi per i lavori che si stanno portando avanti a seguito della tempesta vaia.

 

I casi più frequenti e spesso i più gravi di infortuni sul lavoro riguardano le cadute dall'alto e il ribaltamento del trattore. Disattenzione ma anche spesso mancanza di una adeguata cultura alla sicurezza. “Non possiamo – spiega Daniela Donati, direttore vicario dell'Inail di Trento – individuare una sola causa negli incidenti a cui assistiamo. Occorre valutare una serie di situazioni che influiscono. Si va dalla troppa sicurezza che si crede spesso di avere nell'eseguire un lavoro ad una mancanza di formazione”. Ed è proprio su quest'ultimo versante che quest'anno l'Inail sta cercando di raddoppiare gli sforzi. “Abbiamo favorito i finanziamenti per un'attività di formazione, oltre a quella prevista dalla legge, in maniera specifica per i lavoratori dell'agricoltura e del settore boschivo. E' fondamentale”.

 

 

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