Contenuto sponsorizzato

Rapporto Banca d'Italia, l'economia in provincia cresce dell'1% per gli investimenti e per la spesa pubblica

Nel mercato degli immobili residenziali è aumentato il numero delle transazioni a fronte di una sostanziale parità dei prezzi: rispetto alla media italiana in provincia i prezzi al metro quadrato sono più alti del 44,6%. Alotti: "Cala l’occupazione femminile e quindi le proposte della giunta Fugatti volte a favorire la natalità devono essere accompagnate da misure di conciliazione famiglia lavoro"

Pubblicato il - 18 giugno 2019 - 21:16

TRENTO. Il prodotto interno lordo delle Province di Trento e Bolzano ha registrato nel 2018 un incremento intorno all'1%, dato lievemente superiore a quello medio nazionale. Una dinamica sostenuta dalla crescita dei consumi, degli investimenti e della spesa pubblica locale (soprattutto in conto capitale). La domanda estera ha continuato ad aumentare seppur a ritmi inferiori rispetto allo scorso anno. Queste le prime stime di Prometeia e della Camera di commercio per il rapporto Banca d'Italia

 

Le imprese. In provincia di Trento è proseguito il rafforzamento dell’attività industriale, che ha beneficiato del sostegno della domanda sia interna sia estera. Secondo i dati tratti dall’indagine condotta dalla Camera di commercio, il fatturato delle imprese manifatturiere è aumentato di oltre il 5%, su ritmi analoghi a quelli registrati nel 2017. Le esportazioni sono cresciute (6,4%), anche se in rallentamento rispetto all’anno precedente (8,7%), sospinte in misura analoga dai flussi verso l’Unione europea e l’extra Ue.

 

È proseguita la lieve ripresa del settore edile iniziata nel 2017. Nel mercato degli immobili residenziali è aumentato il numero delle transazioni a fronte di una sostanziale parità dei prezzi; rispetto alla media italiana in provincia i prezzi al metro quadrato sono più alti del 44,6%.

 

Nel settore dei servizi la crescita dell’attività è stata sostenuta dal rafforzamento del comparto turistico e dal buon andamento dei servizi commerciali, sia all’ingrosso sia al dettaglio. L’aumento delle presenze turistiche (2,1%) è stato trainato dalla componente italiana. In Trentino la produttività delle imprese dei servizi è lievemente superiore alla media italiana; il differenziale è positivo e ampio nel comparto turistico.

 

Nel 2018 sono aumentati gli investimenti delle imprese, soprattutto della manifattura e tra le aziende di dimensione maggiore (dati Camera di commercio). La redditività netta delle imprese si è rafforzata, beneficiando dell’ulteriore riduzione degli oneri finanziari. La quota di aziende che hanno conseguito una redditività almeno soddisfacente ha mostrato un nuovo lieve incremento (oltre l’82%, dati Camera di commercio).

I prestiti bancari al settore produttivo trentino sono cresciuti (1%, al netto di alcune operazioni straordinarie), trainati da quelli alle imprese di dimensione maggiore (1,7%) a fronte di un ulteriore calo dei prestiti alle piccole (-1%). Nel 2018 è proseguito il rafforzamento dell’attività economica anche in provincia di Bolzano.

 

L’espansione dell’attività industriale è stata frenata da un minor sostegno della domanda estera connesso con le recenti difficoltà dell’economia tedesca. L’attività del comparto edile, in crescita dal 2015, si è ulteriormente consolidata. Nel mercato degli immobili residenziali il numero delle transazioni e i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili. Nel settore dei servizi l’attività è stata sostenuta dal rafforzamento del comparto turistico e dal buon andamento dei servizi commerciali.

 

Anche in Alto Adige le aziende hanno registrato un miglioramento della redditività e un incremento degli investimenti. I prestiti bancari al settore produttivo altoatesino hanno continuato a crescere, trainati da quelli alle imprese medio-grandi; dopo un biennio di stagnazione il credito alle piccole imprese ha mostrato nuovi segnali di crescita.

Il mercato del lavoro e le famiglieIn provincia di Trento nel 2018 le condizioni del mercato del lavoro si sono ulteriormente rafforzate. Sulla base della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, il numero degli occupati è aumentato dello 0,9% (1,5 in provincia di Bolzano e 0,8 nella media nazionale). Il numero di occupati è superiore ai valori del 2008 ma permangono alcuni margini di capacità lavorativa inutilizzata: la quota di lavoratori part-time che avrebbe preferito un impiego a tempo pieno, pari al 47%, è circa 20 punti sopra il livello del 2009.

 

Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni si è portato al 68,2% (73,5 in Alto Adige, 58,5 in Italia). L’aumento del tasso di occupazione è stato più marcato per i lavoratori con meno di 35 anni mentre in Italia ha interessato principalmente i più anziani (55-64anni). Il tasso di attività è rimasto stabile su valori storicamente elevati (71,7%; 75,7 in provincia di Bolzano e 65,6 in Italia).

 

Il tasso di disoccupazione è calato al 4,8% (2,9% e 10,6% rispettivamente in provincia di Bolzano e in Italia). Nel 2018 è proseguita la crescita del reddito disponibile e dei consumi delle famiglie, registrando un incremento simile a quello medio italiano (dati Prometeia).

 

In Trentino i prestiti alle famiglie sono cresciuti in misura più contenuta rispetto all’anno precedente, risentendo del rallentamento dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni. L’espansione del credito alle famiglie altoatesine, invece, ha beneficiato del significativo aumento dei mutui casa. 

 

Il mercato del credito. Nel 2018 è proseguito il processo di razionalizzazione del sistema bancario provinciale: in Trentino a dicembre erano insediate 55 banche, 4 in meno rispetto all’anno precedente; le recenti operazioni di aggregazione hanno portato a 20 il numero di banche di credito cooperativo (da 25 a fine 2017). La rete distributiva si è ulteriormente ridotta a 420 sportelli (17 in meno rispetto al 2017).

 

Al netto degli effetti di un numero limitato di operazioni di rimborso di importo rilevante il credito bancario al settore privato non finanziario è cresciuto dell’1,2%, in rallentamento rispetto a dicembre 2017. Tale andamento riflette la contrazione delle richieste di prestiti da parte delle imprese e l’indebolimento della domanda di finanziamento da parte delle famiglie.

 

La qualità del credito è ulteriormente migliorata. A dicembre 2018 il tasso di deterioramento si è ridotto all’1,1%; al lordo delle rettifiche di valore lo stock di prestiti bancari deteriorati è calato al 12% dei prestiti totali (l’incidenza delle sofferenze al 5,9), anche a seguito di operazioni di cessione.

 

I depositi bancari delle famiglie e delle imprese trentine sono cresciuti del 3,2%, in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Il rallentamento è stato determinato dalla dinamica della liquidità detenuta dalle imprese in conto corrente che è divenuta negativa nel corso del 2018, anche in connessione con l’aumento dell’attività di investimento.

 

In provincia di Bolzano i finanziamenti bancari al settore privato non finanziario sono ulteriormente cresciuti (4,9%), in linea con il favorevole quadro congiunturale e con il rafforzamento delle richieste di finanziamento del settore produttivo, specialmente per investimenti. La qualità del credito, già elevata, ha registrato un ulteriore leggero miglioramento.

La finanza pubblica decentrata. Nel 2018 la spesa primaria degli enti territoriali della provincia di Trento ha registrato un netto aumento (7,7%), sospinto dalla crescita della spesa in conto capitale (22,7%) che aveva subito una rilevante riduzione negli anni passati; alla ripresa della spesa in conto capitale ha contribuito prevalentemente il venire meno dei vincoli del patto di stabilità. Le entrate sono aumentate dell’1,9%.

 

All’inizio del 2018 le amministrazioni locali trentine evidenziavano un disavanzo di bilancio attribuibile alla Provincia autonoma; tale disavanzo era pari a 221 euro per abitante, un valore nettamente più basso rispetto alla media delle regioni a statuto speciale (1.130 euro). Tutti i comuni trentini registravano invece un avanzo di bilancio che era pari, complessivamente, a 296 euro pro capite. Il debito degli enti locali è diminuito nel corso dell’anno del 17,7%.

 

"Si attenua - commenta Walter Alotti, segretario della Uil - la differenza tra le economie delle due Province di Trento e Bolzano, pur restando in miglior salute quella altoatesina. L'Alto Adige subisce infatti la congiuntura economica sfavorevole che colpisce la 'locomotiva tedesca' in modo maggiore che il Trentino".

 

Un punto è l'occupazione, "che tiene - prosegue il sindacalista - rispetto al dato nazionale, ma per quanto riguarda il Trentino si ripropone il problema della qualità del lavoro, più che della quantità. L’occupazione è infatti sempre più precaria e temporanea, incrementandosi il tasso di contratti a tempo determinato, part time e stagionale. Cala anche l’occupazione femminile e quindi le proposte della giunta Fugatti volte a favorire la natalità devono essere accompagnate da misure di conciliazione famiglia lavoro, asili nidi ed incentivi al lavoro femminile, unica modalità di alzare anche i redditi ed i consumi delle famiglie trentine".

"Nota positiva - conclude Alotti - la diminuzione del risparmio degli imprenditori che sembra tornino, dopo due anni di preoccupante astensione, all’investimento nelle proprie aziende, probabile atteggiamento forzato anche dalla sempre maggiore riduzione dei finanziamenti del credito locale alle piccole imprese, dovuto alla drastica ristrutturazione del sistema del credito cooperativo trentino.  Elemento negativo evidenziato dal rapporto il rallentamento dei prestiti alle famiglie per l’acquisto della casa. Assieme alla crisi del mercato dell’affitto rende ineludibile la redifinizione di una politica espansiva della casa, in affitto, da parte della Provincia di Trento, almeno di dimensione più vicina a quella portata avanti a Bolzano negli ultimi anni. Elemento utile forse anche a rendere più dinamica edilizia abitativa ed indotto conseguente: impiantistica, arredamento e legno. Infine salta all’occhio l’importanza e il ruolo di volano economico di primo piano della amministrazione provinciale, che si sostituisce o comunque accompagna un’imprenditoria trentina poco coraggiosa, spesso assistita, che deve smarcarsi ed assumere un ruolo più responsabile ed autonomo per lo sviluppo del tessuto economico del Trentino".

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 luglio 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 luglio - 19:48

E' successo sulla Ss450 tra Lazise e Calmasino. I tre ragazzi stavano cambiando una gomma a bordo strada quando è sopraggiunta l'altra macchina che li ha centrati

17 luglio - 13:09

Sono 26 i turisti sanzionati nel tardo pomeriggio di ieri per divieto di transito all’uscita dell’area ex Cattoi, un bottino da oltre 2000 euro che entra nelle casse del comune. Opposizioni all’attacco “Brutta pubblicità per il comune”, la replica di Mosaner: “Le leggi valgono per tutti”

17 luglio - 20:51

I paesi del Primiero “ospitano” da due anni questa specie tropicale. La lotta intrapresa da Comune e popolazione non sembra avere successo, l'occupante resiste

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato