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Scuola, via libera al contratto di mobilità ma la Cgil non firma: ''Mancano troppe risposte". La Uil: ''Accordo migliorativo''

Accordo raggiunto tra tre sindacati e amministrazione provinciale per l'accordo sulla mobilità degli insegnanti. Mazzacca: "Ancora troppe questioni aperte", Zeni: "Abbiamo riparato agli errori commessi da altri nel 2014"

Di Luca Andreazza - 08 febbraio 2019 - 17:49

TRENTO. Via libera al nuovo accordo sui docenti. Tutti d'accordo o quasi, tra le quattro organizzazioni sindacali, solo la Flc-Cgil ha deciso di non sottoscrivere il piano sulla mobilità degli insegnanti di ruolo della scuola a carattere statale.

 

"Non abbiamo ricevuto troppe risposte - commenta Cinzia Mazzacca, segretaria generale per la categoria di Flc - in merito a questioni poste da tempo e per noi fondamentali. In particolare insistiamo sulla necessità di ampliare l'organico di diritto. Il problema va affrontato anche nell'ambito della legge e non solo contrattuale. E' impensabile che l'amministrazione si accorga solo quando è tempo di mobilità provinciale che c'è da affrontare il tema degli organici".

 

La Cgil mette in luce che sarebbe fondamentale prevedere la possibilità di ampliare l'organico di diritto sui quali procedere con i trasferimenti, e di conseguenza con le assunzioni a tempo indeterminato, su base volontaria. Questo anche attraverso il completamento dell'orario su due istituti vicini. "Attualmente non è previsto - aggiunge la segretaria - ma permetterebbe invece di risolvere numerose criticità a carico di discipline come strumento musicale, diritto e storia dell'arte".

 

Un'altra questione è quella dell'assegnazione della sede provvisoria, una possibilità che non è prevista per il primo anno di insegnamento a tempo indeterminato. "Oggi il docente che entra in ruolo deve obbligatoriamente recarsi nella sede assegnata - dice Mazzacca - magari molto lontana dalla residenza con problemi di gestione della conciliazione vita-lavoro. E' assurdo quando ci sono delle sedi provvisorie disponibili. Abbiamo chiesto dunque che questo vincolo venga rimosso".

 

Un altro punto evidenziato dalla Cgil è quello della deroga all'obbligo dei tre anni di permanenza in Trentino per i docenti che prendono una cattedra nella nostra provincia, mentre un altro tema spinoso è l'obbligo per i docenti che fanno domanda di assegnazione provvisoria, di fare contemporaneamente anche domanda di trasferimento, dunque di spostamento definitivo. "Anche in questo caso si confondono gli strumenti e così non si risponde a esigenze che possono essere solo temporanee. La norma - prosegue Mazzacca - era stata introdotta come novità per la mobilità provinciale nell'anno scolastico in corso, ma alla prova dei fatti ha causato più problemi che risultati positivi".

 

Se la Cgil non ha firmato, il contraltare è la soddisfazione della Uil. "Possiamo certamente dire che - commenta Maurizio Zeni - per molta parte grazie alle buone idee portate al tavolo negoziale d noi. Il contratto è decisamente migliorativo rispetto agli anni scorsi. In buona sostanza, nel corso di un quadriennio, Uil Scuola è riuscita a porre importanti correttivi agli errori negoziali che altri hanno commesso nel 2014".

 

In materia trasferimento, come l'anno scorso, il contratto norma la mobilità definitiva (trasferimenti) e quella annuale (assegnazioni provvisorie e utilizzi). Tutti i docenti, anche gli immessi in ruolo oppure quelli che hanno ottenuto sede dal 1 settembre 2018, possono presentare domanda di trasferimento di sede.

 

"Abbiamo fatto presente che nulla osta - aggiunge il segretario della Uil - al fatto che anche i docenti Irc immessi in ruolo con decorrenza giuridica 1 settembre 2018 possano partecipare ai movimenti. L’amministrazione, dopo una iniziale riserva, ha concordato questa interpretazione sostenuta da tutte le parti al tavolo, rimarcando però la straordinarietà della "deroga". Per quanto riguarda le tabelle dei punteggi e le fasi della mobilità (che variano rispetto alle precedenti), si segue il contratto nazionale".

 

Sono tre le fasi previste nei trasferimenti, quella comunale tra scuole nello stesso comune di titolarità su classe di concorso di titolarità, poi quella intercomunale tra scuole nello stesso comune di titolarità su classe di concorso di titolarità
oppure da posto di sostegno a posto comune e viceversa, anche tra scuole dello stesso comune.

 

Spazio poi a quelli interprovinciali e passaggi di cattedra e di ruolo. "Non abbiamo ottenuto tutto quanto richiesto - dice Zeni - come le distanze sull’assegnazione provvisoria, abbiamo chiesto che fossero di molto ridotte. Riteniamo però di aver negoziato un contratto migliorativo rispetto a quelli precedenti. Molti docenti troveranno risposta alle loro richieste. Resta il nodo, purtroppo è un vincolo di legge, dei docenti che chiedono di trasferirsi fuori dal Trentino: ci rivolgeremo al decisore politico affinché si possa superare anche quest’ultimo ostacolo".

 

Diverse le mediazioni tra sindacati e amministrazioni per quanto riguarda la mobilità. "Quanto alla continuità didattica - conclude Pietro Di Fiore, segretario della Uil Scuola - così importante per i ragazzi e per i docenti, è evidente come sia necessario istituire l’organico potenziato di istituto, così come accade sul territorio nazionale. La strada è quella del completamento dell’orario cattedra sulla propria sede e non quello di mandare i docenti su più istituti e su sedi diverse".

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