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Alotti: ''Proposte della Pat non all'altezza della storia dell'amministrazione trentina e dell'emergenza coronavirus''

Gli effetti del coronavirus sul mondo del lavoro sono stati al centro di un incontro tra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, l’assessore Achille Spinelli, la dirigente generale di Agenzia del lavoro, Laura Pedron, ai dirigenti e ai tecnici provinciali, e ai sindacati. Alotti: "A questo punto è meglio attendere l’imminente emanazione del decretone del governo nazionale e riconvocare il tavolo"

Di Luca Andreazza - 11 marzo 2020 - 00:25

TRENTO. "Le proposte arrivate dal Dipartimento del personale della Pat non sono all'altezza della storia dell'amministrazione pubblica trentina e dell'emergenza coronavirus". Così Walter Alotti, segretario della Uil, che aggiunge: "A questo punto è meglio attendere l’imminente emanazione del decretone del governo nazionale e riconvocare il tavolo con qualche elemento in più per trovare soluzioni più adeguate e sfidanti".

 

Gli effetti del coronavirus sul mondo del lavoro sono stati al centro di un incontro tra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, l’assessore Achille Spinelli, la dirigente generale di Agenzia del lavoro, Laura Pedron, ai dirigenti e ai tecnici provinciali, e ai segretari sindacali Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). Il tavolo ha esaminato i provvedimenti contenuti nel disegno di legge adottato dalla Giunta provinciale (Qui articolo), che prevede anche il ricorso a specifici strumenti di sostegno dei lavoratori che fossero costretti dalla situazione contingente a sospendere o ridurre la propria attività lavorativa, oltre che delle imprese.

 

"Sono state prospettate soluzioni diverse rispetto a qualche giorno fa tra Dipartimento e sindacati ma anche tra Provincia e confederali. Sembrava che le misure fossero di ben altro livello e innovazione. Purtroppo dobbiamo segnalare che sempre più spesso, rispetto al passato, le scelte in tema di politiche, organizzazione e qualità del lavoro della Provincia siano scadute nella loro elaborazione e prese senza una razionale cognizione di causa. Ci attendiamo una riapertura del tavolo e un veloce ripristino del dialogo con soluzioni moderne, funzionali e efficaci per i lavoratori e le lavoratrici del comparto pubblico e per cittadinanza e imprese".

 

Un disegno di legge che prevede il ricorso agli strumenti attuativi della delega in materia di ammortizzatori sociali e quelli di politica attiva del lavoro previsti del Documento degli interventi di politica del lavoro. La disponibilità sul Fondo di solidarietà territoriale, a favore di tutti i lavoratori, è di 14 milioni di euro. Un piano che prevede alcune modifiche per l'assegnazione di appalti e l'intenzione di differire il versamento della rata Imis, tra gli aspetti più positivi di questa manovra che prevede una iniezione di risorse fresche provinciali di circa un milione

 

"E' necessario pensare a un piano di rilancio forte e intelligente. Bene in materia appalti aver cambiato le regole - evidenzia Alotti - per renderli più accessibili alle piccole imprese, soprattutto del territorio. Ottimo aver indicato il minimo ribasso come criterio. Però c'è moltissimo ancora da lavorare e lato risorse servono stanziamenti, molto proviene da partite di risorse non uscite, mentre l'uso di cassa liquida è veramente poco e quindi gli effetti sono limitati. E' necessario utilizzare l'indebitamento per incentivare gli investimenti: può farlo l'Italia, l'ha fatto nell'ultima finanziaria l'Alto Adige e anche il Trentino deve ricorrere a questo strumento, anche perché siamo stati virtuosi negli anni passati" (Qui articolo).

 

Nel corso dell'incontro sono stati esaminati, poi, numerosi aspetti relativi alla gestione del personale, all'eventuale ricorso alla Cassa integrazione o alla cassa in deroga, all'utilizzo del Fondo di solidarietà e così via, sempre con riferimento all'emergenza generata dal coronavirus.

 

E' stato comunicato inoltre che il Servizio lavoro mette a disposizione un numero di telefono (0461 494001) al quale ci si può rivolgere per chiedere informazioni relativamente al proprio rapporti di lavoro e alle problematiche che dovessero crearsi a causa dell'epidemia di virus covid-19.

 

Sul fronte tutela della salute dei cittadini, i sindacati chiedono di rafforzare gli strumenti e i presidi dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari indispensabili a fronteggiare l'emergenza. "Non intendiamo sostituirci a esperti e medici che hanno la nostra piena fiducia – premettono GrosselliBezzi e Alotti -. Ma in questa fase sembra urgente fare di tutto per limitare la diffusione del contagio. Per questo abbiamo chiesto alla Giunta di valutare l’opportunità di rendere più stringenti i vincoli ai movimenti personali e di ridurre al minimo tutte le attività produttive non essenziali, prevedendo un’estensione degli ammortizzatori sociali e lavorando fin da subito, in maniera condivisa, a un piano per la crescita e la coesione sociale da attuare appena conclusa l’emergenza. Se si riesce a circoscrivere l’impatto sanitario, sarà certo più facile riprendere velocemente le attività economiche e produttive del nostro territorio”.

 

Sul piano sanitario le tre confederazioni hanno chiesto stanziamenti straordinari sul bilancio provinciale per potenziare, anche in coordinamento con Bolzano, i posti letto anche coinvolgendo le altre strutture sanitarie pubbliche e private e acquisendo tutti i presidi medici necessari ai pazienti, ma anche sottolineato l’urgenza di protocolli per la sicurezza di tutti gli operatori sanitari in ospedali, ambulatori, rsa e case di cura.

 

Per quanto riguarda le attività produttive ancora aperte secondo Cgil, Cisl e Uil devono essere garantite anche in tutti i posti di lavoro le misure di contenimento del contagio previste dai decreti nazionali e dalle ordinanze provinciali e tutti i dispositivi di protezione individuale.

 

“E’ altrettanto urgente - sostengono Grosselli, Bezzi e Alotti - tutelare i lavoratori, dipendenti e autonomi, che a causa dell’emergenza hanno subito o subiranno una sospensione dal lavoro. Servono dunque ammortizzatori sociali che assicurino continuità di reddito, con il potenziamento del Fondo di Solidarietà attraverso le risorse stanziate a livello statale ma anche con provvedimenti provinciali ad hoc”.

 

Un altro nodo è quello delle risorse a disposizione dell'Agenzia del lavoro. "E' necessario aumentare il bilancio per attivare tutte le misure di sostegno al reddito necessarie a integrare gli interventi che il Governo nazionale attiverà con uno specifico decreto legge in fase di adozione, per far fronte all’impatto occupazionale di questa emergenza. Per andare incontro alle difficoltà in cui potrebbero trovarsi le famiglie e imprese si chiede anche la sospensione delle scadenze di tasse e tributi, delle rate dei mutui e di favorire le condizioni di accesso al credito".

 

Misure che aiuteranno nel breve e medio termine, ma non saranno sufficienti da sole a sostenere l’impatto che il coronavirus avrà sull’economia e l’occupazione. "L’accesso al credito delle imprese, in particolare quelle medie e piccole - concludono Grosselli, Bezzi e Alotti - deve essere l’altra priorità. Le imprese locali devono poter contare su strumenti di facilitazione nell’accesso ai finanziamenti da parte delle banche per non rischiare di andare in sofferenza in termini di liquidità. Necessario un patto per lo sviluppo del Trentino che dovrà prevedere stanziamenti già nel prossimo assestamento e nella prossima legge di stabilità".

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