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Alto Adige e Trentino, il confronto sui bilanci non lascia scampo: Bolzano trova 400 milioni per gli investimenti, Trento si accontenta della propaganda

Un 2019 trentino che un po' si è inceppato, gli appalti e i lavori pubblici sono calati quest'anno del 20%, ci si attesta a 210 milioni di euro e mancano all'appello quasi 52 milioni. L'Alto Adige dimostra coraggio, fa leva sull'Autonomia e, nonostante la riduzione delle risorse, vara "Il secondo bilancio più grande della storia''

Di Luca Andreazza - 26 dicembre 2019 - 05:01

TRENTO. Il giorno e la notte, semplicemente le finanziarie della Provincia di Bolzano e quella di Trento. E' difficile raffrontare i bilanci per il differenziale di risorse: 6,25 miliardi di euro contro 4,9 miliardi. Ma c'è un approccio diverso tra le manovre, coraggio e gioco d'anticipo sopra Salorno, quello che sembra un vecchio catenaccio, quasi scolastico, in Trentino.

 

Nella manovra trentina della Lega appena varata tante, forse troppe, partite importanti sono già rimandante all'assestamento di bilancio (Qui articolo), l'intenzione spesso rilanciata dal presidente Maurizio Fugatti è quella di incidere sulle grandi opere ma le infrastrutture pubblicizzate sono praticamente quelle valutate, approvate e finanziate dalla precedente Giunta Rossi.

 

I maggiori provvedimenti presi sono stati l'esenzione dell'addizionale Irpef che viene modificata e in pratica si va a far cassa sui redditi più bassi (Qui articolo), la nuova norma per l'accesso alle case Itea di complicata applicazione e in odore di incostituzionalità (Qui articolo). E ancora quello che sembra un "passo falso" sul Cinformi, che resta un punto di riferimento per gli stranieri dopo che la Giunta ne aveva annunciato, in campagna elettorale, la cancellazione (Qui articolo). Finisce tutto più o meno qui, mentre l'Alto Adige festeggia il "secondo bilancio più grande della storia" e stanzia il 6,4% agli investimenti.

 

Un 2019 trentino che un po' si è inceppato, tanto che gli appalti e i lavori pubblici sono calati quest'anno del 20%, ci si attesa a 210 milioni di euro e mancano all'appello quasi 52 milioni. La Giunta si è spesso coperta dietro i danneggiamenti della tempesta Vaia, salvo lasciare sul campo 5 milioni per il dissesto idrogeologico che sarebbero arrivati da Roma, se solo si fosse inoltrata la documentazione (Qui articolo).

 

Il resto è tutto rinviato al prossimo anno in assestamento di bilancio. Il contraltare è l'Alto Adige. Certo, il budget a disposizione è ben diverso e la riclassificazione delle voci non è così immediato, ma le idee sono altrettanto chiare. A fronte di minori risorse disponibili per il prossimo triennio, la redistribuzione tra gli assessorati si è basata sulle priorità di governo. In testa? La sanità: 1,3 miliardi per un impegno del 21,49% dello stanziamento iniziale 2020. Qui, invece, intanto si congela il piano di "efficientamenti" da 120 milioni fino al prossimo giro, mentre lì sono riusciti a tirar fuori 40 milioni in più rispetto alla volta precedente, sempre targata Arno Kompatscher.

 

Non solo. Mentre in Trentino si pensa più a tagliare, Bolzano è riuscita a trovare 400 milioni in più (in questo caso liquidità vera) destinati a realizzare infrastrutture e strade, ma anche migliorare in termini generali la mobilità. In una parola: investimenti. Le risorse calano, ma il bilancio è passato dai 5,9 miliardi del 2019 ai 6,25 miliardi del 2020. E' bastato sfruttare gli strumenti dell'Autonomia, uniti a competenza e conoscenza per trovare ancora benzina.

 

Come? Il debito autorizzato e non contratto. La stima in Alto Adige è che nella prossima manovra di assestamento resteranno da ripartire 400 milioni, ma fino al prossimo agosto non si potrebbero toccare e prima di fine 2020 non diventerebbero effettivamente utilizzabili. E allora? Il presidente altoatesino ha deciso di fare un "debito" controllato, cioè lì ha già iscritti a bilancio. Se va bene a metà del prossimo anno la partita è chiusa, si depenna la voce e si riparte, se va male si accende un mutuo. Ma i conti li sanno fare, nel bene e nel male.   

 

Un meccanismo suggerito già all'indomani della tempesta Vaia dall'ex governatore Ugo Rossi: il consigliere provinciale del Patt aveva provato a spiegarlo, invano, al neo numero uno di piazza Dante, Maurizio Fugatti, che non si è convinto nemmeno a copiare il collega di Bolzano (che pure è alle prese con i danni del maltempo), nonostante l'assessore Achille Spinelli sarebbe stato favorevole.

 

E' la prima volta che il "debito autorizzato e non contratto" viene utilizzato in Alto Adige: risorse che andranno a finanziare opere infrastrutturali, interventi mirati per case di riposo e un generale rilancio delle opere pubbliche provinciali e comunali. "Il ricorso al Danc - ha spiegato Kompatscher - consente di finanziare nuovi investimenti attraverso l’anticipazione temporanea di risorse che altrimenti si renderebbero disponibili solo in sede di assestamento e dunque ottimisticamente ad agosto di ogni anno".

 

E qui in Trentino ci sarebbe stato anche un punto di partenza migliore. Il centrosinistra aveva abbassato il debito sul Pil dal 9,5% al 6,5%, senza dimenticare che i mutui dei Comuni trentini sono stati azzerati proprio dalla Provincia. Margini ci sarebbero stati. Storicamente, poi, gli assestamenti di bilancio portano in dote tra i 150 e i 200 milioni di avanzi. Secondo quel metodo sarebbero stati già disponibili e stanziabili. In quel caso sì, ci sarebbero stati i 200 milioni in più per le opere. Ma con i "se" e i "ma" la storia non si fa, mentre in Alto Adige salutano, come anticipato, "Il secondo bilancio più grande della storia della Provincia". 

 

La seconda voce del bilancio riguarda il personale che calamita il 18,82% delle risorse, pari a 1,1 miliardi di euro e la Giunta altoatesina ha stanziato il 4,8% per rinnovare e valorizzare i contratti del settore pubblico, comparto in Trentino a quota praticamente zero e sul piede di guerra. La terza voce per peso nel bilancio riguarda le finanze, che con 997,4 milioni di euro, il 15,95% delle risorse. Insomma, il giorno e la notte.

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