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Chiusure domenicali, gli operatori economici pronti a chiedere alla Provincia risarcimenti milionari. Al via le cause, fra i primi Sorelle Ramonda e Eurobrico

Dopo l'impugnazione del Consiglio dei Ministri e la sentenza del Tar nei giorni scorsi la Provincia ha deciso di fare un passo indietro. Gli operatori economici pronti a dare il via alle cause civili per le domeniche perse 

Pubblicato il - 04 ottobre 2020 - 12:20

TRENTO. Diversi milioni di euro, a tanto ammonterebbero i risarcimenti che alcune catene commerciali sono già pronte a chiedere alla Provincia per le chiusure domenicali che sono avvenute negli scorsi mesi dopo un provvedimento voluto dal presidente della Provincia Fugatti e l'assessore Failoni.

 

La vicenda è iniziata a luglio quando la Pat, approvando una legge a tempi di record, ha deciso la chiusura di supermercati e negozi alla domenica consentendone l'apertura solo nei centri considerati turistici. Un intervento che ha portato a numerose polemiche e critiche da parte degli stessi operatori economici. Tra i centri esclusi c'erano città come Trento e Rovereto ma non solo.

 

Il provvedimento della Provincia è stato impugnato poco dopo dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, perché considerato “incostituzionale”. Non sono mancati nemmeno i ricorsi da parte di alcune attività alle quali il Tar aveva dato ragione.

 

Infine il ricorso contro la norma provinciale è arrivato anche dal Codacons. La Provincia di Trento nei giorni scorsi è stata costretta a fare un passo indietro. (QUI L'ARTICOLO)

 

"La Giunta - dice la nota di piazza Dante - per appianare il vantaggio competitivo che così si è creato, ha pertanto deciso di adottare un nuovo provvedimento che rimarrà in vigore fino a che la Corte Costituzionale non deciderà in merito al ricorso presentato dal governo il 28 agosto scorso contro la legge provinciale numero 4 del 2020, che disciplina appunto la materia degli orari dei negozi in Trentino. La delibera approvata oggi ha effetto per la giornata di domenica 4 ottobre, posto che già da domenica 11 ottobre sono programmate deroghe alla chiusura già consentite dalla normativa precedente".

 

La decisione è arrivata martedì, oggi non sono molti i negozi a Trento che hanno deciso di tenere le serrande alzate. Di certo, però, la legge voluta dalla Provincia potrebbe ora portare ad una raffica di richieste danni per le domeniche chiuse da luglio ad oggi.

 

Tra i primi ci sarebbero già Sorelle Ramonda e anche l'Eurobrico. Il giro di affari per i negozi la domenica è di molti milioni di euro e questo potrebbe portare ad una richiesta danni enorme.

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