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Coronavirus, contro il calo dei coperti c'è chi punta tutto sui brunch: "Può essere un'occasione per sperimentare nuove vie nella ristorazione trentina"

Sono diversi i locali di Trento, dal Tàstiko a Il Posto di Ste, dal Plan al Posta, che hanno cercato di reinventarsi per ovviare ai cali di fatturato provocati dalle misure per frenare l'epidemia. Il successo per ora è buono, ma le persone continuano ad avere paura. Il ristoratore Alessandro Dietre: "Il momento è difficile, la gente che gira è poca"

Di Marianna Malpaga - 08 novembre 2020 - 21:45

TRENTO. “In un momento come questo, dove siamo tutti sotto stress, concedersi un brunch significa evadere dalla quotidianità. Ma è anche un aiuto per mantenere in piedi la nostra attività di ristoratori”. Così Loris Largher, proprietario di Tàstiko, locale di piazza Santa Maria Maggiore, spiega perché il brunch rappresenti un’occasione sia per i ristoranti sia per i loro avventori in un periodo difficile per entrambi. Il ristorante infatti organizza brunch ogni sabato mattina da quest’estate, ma ci sono alcuni locali che si sono organizzati per proporlo nelle ultime settimane, come Tipico e Il Posto di Ste.

 

Abbiamo fatto una prova proprio oggi (sabato 7 novembre, ndA), proponendo un brunch dalle 10 alle 15 – spiega Alessandro Dietre, proprietario di Tipico - abbiamo aggiunto al nostro menu classico un piatto con i pancake, visto che ora come ora non si possono fare i buffet. È un momento difficile, la gente che gira è poca. Però è un’occasione che può servire per sperimentare nuove vie e nuovi mondi nella ristorazione trentina”.

 

I brunch de Il Posto di Ste di via Malpaga sono cominciati invece il weekend scorso. Da questa settimana, però, saranno organizzati solamente di domenica. “Hanno avuto molto successo, devo dire più di quanto ci aspettavamo - confessa Maddalena, barista del locale - noi siamo molto piccoli, quindi direi che, tra sabato e domenica, saranno venute una cinquantina di persone. Serviamo i classici piatti del brunch, come crêpes, uova, pancake, krapfen, quiche lorraine, croque monsieur e qualche bagel”.

 

Una formula che ha conquistato anche i clienti del Posta, tanto che ha deciso di mantenerlo per tutti i giorni della settimana.


A Tàstiko, per il brunch vengono soprattutto ragazzi giovani e famiglie - spiega invece Largher – che decidono di dormire fino a tardi il sabato mattina e di non pensare a cosa cucinare, ma di farsi invece due passi e concedersi una pausa da quella che è diventata ormai una vita stressante”. Nei brunch di Tàstiko ci sono degustazioni di pastrami, piatto tipico del locale, ma anche di altre pietanze fatte con prodotti trentini, sia dolci che salate. Anche se il brunch è un aiuto per le entrate dei ristoranti, tuttavia, non riesce a evitare il calo drastico dei coperti.

 

È un momento drammatico, e non solo per la ristorazione – tiene a sottolineare Largher – noi ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile e siamo anche fortunati perché abbiamo un locale che rispetta tutte le normative, con spazi ampi e ricambio forzato dell’aria. Ma le persone non hanno motivo di uscire di casa se le scuole sono chiuse e si lavora in smart working”.

 

Per questo, per sopperire alla carenza di coperti dovuta alla chiusura anticipata alle 18 c'è anche chi si è attrezzato cominciando a offrire il servizio d'asporto. “Non abbiamo numeri eclatanti - spiega ancora Maddalena, barista de Il Posto di Ste - finora le persone preferiscono venire a pranzo”.

 

In alternativa, c'è chi ha invece deciso di puntare sulle consegne a domicilio, il servizio d'asporto e il delivery. E' il caso del ristorante Plan, anch'esso di proprietà di Alessandro Dietre. “I nostri fattorini però fanno poche consegne, mentre con il delivery l’incasso è minimo, perché la piattaforma Deliveroo prende il 30 per cento di quello che vendiamo - conclude - inoltre non siamo a Milano, e la collina di Trento è scomoda per i rider che devono fare le consegne in bici”.

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