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Coronavirus, crollano i consumi del fresco, Latte Trento: "Dopo un 2019 da incorniciare, ora grande richiesta della lunga conservazione. Incognite sul futuro"

Dopo un'ottima scorsa annata, per la cooperativa "Latte Trento" il lockdown dovuto al Coronavirus ha rimescolato le carte e gettato molte ombre sull’andamento della nuova stagione. Il presidente Graziadei: "Causa di ciò i divieti di muoversi liberamente e la chiusura degli esercizi pubblici, con il risultato di un aumento della richiesta di latte a lunga conservazione e formaggi confezionati"

Pubblicato il - 24 luglio 2020 - 17:45

TRENTO. Dopo un'annata 2019 da incorniciare per la cooperativa "Latte Trento", il lockdown dovuto alla pandemia da virus ha rimescolato le carte e gettato molte ombre sull’andamento della nuova stagione. "Consumi di latte fresco crollati” è infatti quanto ha detto oggi il presidente della cooperativa, Carlo Graziadei, in assemblea dei soci. "Causa di ciò i divieti di muoversi liberamente e la chiusura degli esercizi pubblici, con il risultato di un aumento della richiesta di latte a lunga conservazione e formaggi confezionati”.

 

“In compenso – ha proseguito - i risultati del bilancio 2019 si posizionano su livelli molto soddisfacenti, il rendimento della cooperativa durante l’ultimo anno non ha visto problematiche particolari ed è sovrapponibile all’anno precedente. Molto bene il latte vaccino, meno il latte di capra che risulta poco remunerativo”.

 

I dati economici rappresentati dal direttore Sergio Paoli testimoniano la buona salute complessiva della cooperativa: il fatturato 2019 passa dai 45.866.000 euro del 2018 ai 47.171.900 del 2019, il risultato consolidato supera i 49 milioni di euro. Utile di 101.188 euro.

 

Il latte conferito dai soci nel 2019 è stato superiore ai 52 milioni di litri con prezzo medio di 0,56 euro contro i 0,55 del 2018. A Spini sono occupati 150 lavoratori nelle due società Latte Trento e Trevilatte. Il bilancio è stato approvato dai soci all’unanimità

 

Inoltre, Graziadei ha annunciato una novità che sicuramente farà piacere a chi da anni attende di far parte della cooperativa: “Visto che per molti mesi abbiamo avuto buone vendite con mancanza di materia prima, abbiamo deciso di ripensare  alla delibera di chiusura a nuovi ingressi nella compagine sociale. Siamo arrivati a riaprire la porta gradualmente a nuovi soci, tenendo conto in prima istanza alla quantità lavorabile dalle nostre strutture”.

 

Ma ad una condizione: garanzia di alta qualità della materia prima (che non significa solo Ogm free)  e del benessere animale certificato: “E' infatti sempre più importante che le nostre aziende siano sostenibili nel territorio in cui operano rispettando, in primis i limiti Uba/ettaro”. 

 

Latte Trento ha poi iniziato a utilizzare la plastica riciclata Rpet per le bottiglie con l’obiettivo di arrivare al 50%. Tali accorgimenti uniti a una maggiore attenzione di tutti al corretto utilizzo, riciclo e smaltimento, potranno aiutare a ridurre l’inquinamento. In tal senso la cooperativa sta procedendo con l’installazione di un impianto di cogenerazione da 1000 kw per un’energia più pulita, con un investimento da 1,3 milioni di euro. “Purtroppo – ha detto Graziadei - per la prima volta questo investimento avviene senza intervento pubblico, che dapprima la nuova giunta ci aveva garantito, e poi non è più stato confermato".

 

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