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Coronavirus e ricorso al Fondo di solidarietà per fronteggiare la crisi, i sindacati: ''Bene ma i soldi non sono della Provincia ma dei lavoratori''

Le parti sociali chiedono di essere coinvolte nel processo decisionale. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: "Non sono soldi della Provincia. Anche per questo abbiamo chiesto di essere convocati dagli assessori Failoni e Spinelli all'incontro di lunedì visto che in prima battuta la Giunta si è rapportata solo con le imprese"

Di Luca Andreazza - 29 febbraio 2020 - 15:05

TRENTO. "E' positivo che la Giunta provinciale abbia compreso l’utilità del Fondo di solidarietà del Trentino, strumento unico in Italia", questo il commento di Paola Bassetti (Filcams Cgil), Lamberto Avanzo (Fisascat Cisl) e Walter Largher (Uiltucs Uil) sull'intenzione della Provincia di ricorrere a questa misura per fronteggiare la crisi causata dal coronavirus (Qui articolo).

 

"Ricordiamo a Fugatti e agli assessori che il Fondo è attivo dal 2016. E' già stato utilizzato da decine di imprese anche durante il post tempesta Vaia. Soprattutto si tratta di un fondo bilaterale - commentano i sindacati - costituito da associazioni datoriali e organizzazioni sindacali: i 14 milioni oggi a disposizione sul suo bilancio sono per la grandissima parte frutto dei versamenti di 54 mila lavoratrici e lavoratori del terziario e di 8.700 aziende trentine del settore".

 

Le parti sociali chiedono di essere coinvolte nel processo decisionale. "Non sono soldi della Provincia. Anche per questo - aggiungono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - abbiamo chiesto di essere convocati dagli assessori Failoni e Spinelli all'incontro di lunedì visto che in prima battuta la Giunta si è rapportata solo con le imprese. E' necessario un confronto immediato sulle misure per mitigare gli effetti della crisi che si sta abbattendo sul settore alberghiero e della ristorazione".

 

La richiesta è stata avanzata in forma ufficiale attraverso una lettera, accolta dalla Provincia. "Chiediamo alle aziende di utilizzare il Fondo per tutti i propri addetti, anche per gli stagionali - concludono Bassetti, Avanzo e Largher - senza licenziare nessuno. Il rischio è che i lavoratori con contratti a termine possano perdere il diritto alla Naspi e, cosa altrettanto grave, vedano ridursi significativamente il periodo coperto dall’indennità di disoccupazione. A rischio ci sono i redditi di migliaia di famiglie".

 

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