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Coronavirus, fatturato in calo del 30%. Il Cna: “Non basterà riaprire l’attività per recuperare”

L’allarme lanciato da Corrarati presidente del Cna: “Occorrono soluzioni a medio e lungo termine, altrimenti il secondo semestre del 2020 sarà durissimo per chi ha appena riaperto, tanto che le conseguenze del lockdown impediranno di recuperare il fatturato perduto”

A sinistra foto ASP di Ivo Corrà a destra Claudio Corrarati, presidente Cna
Di Tiziano Grottolo - 18 maggio 2020 - 15:59

TRENTO. Il lockdown ha avuto un impatto devastante sull’economia trentina e nazionale, ma la situazione non è scontato che migliori con la Fase 2: da un lato le stringenti linee guida dell’Inail per la riapertura, dall’altro le difficoltà economiche che hanno minato la stabilità di molte imprese. Una crisi certificata anche dallo studio trimestrale (gennaio-marzo) condotto dalla Commercio, industria artigianato e agricoltura che parla di un calo del fatturato di oltre il 30% (QUI approfondimento).

 

Questo per quanto riguarda il primo trimestre ma, considerando l’intero il periodo di lockdown, i numeri sono sicuramente peggiori tanto che alcuni settori, come quello del turismo, lamentano cali nel fatturato pari al 66%: “Non basterà riaprire l’attività per recuperare un calo di fatturato così grande – commenta Claudio Corrarati presidente Cna – e tra i principali problemi segnalati dalle imprese c’è la difficoltà di pagamento ai fornitori e delle bollette e, al contempo, il mancato incasso dei crediti dai clienti”.

 

In sostanza la crisi provocata dal lockdown ha impedito agli imprenditori di avere un controllo su entrate e uscite, lasciandoli intrappolati in un ginepraio fatto di norme, richieste contributi e cartelle esattoriali: “In queste condizioni – prosegue il presidente del Cna – per nessuna azienda sarà agevole ottenere altri finanziamenti dalle banche e in ogni caso, se li otterrà, dovrà caricarsi ulteriori uscite mensili”.

 

Secondo Corrarati “occorrono soluzioni a medio e lungo termine, altrimenti il secondo semestre del 2020 sarà durissimo per chi ha appena riaperto, tanto che le conseguenze del lockdown impediranno di recuperare il fatturato perduto”. Da più parti si chiede di intervenire con sgravi fiscali, per sopperire ai mancati introiti, unitamente a una sburocratizzazione di tutte le misure per la ripartenza.

 

C’è poi la questione relativa ai prestiti che per molti rimangono difficilmente accessibili, d’altra parte nonostante le garanzie offerte dalla Provincia non sempre le banche si attivano velocemente: “I nuovi prestiti potrebbero essere accessibili solo dopo un’iniezione immediata di liquidità tramite contributi a fondo perduto per riallineare entrate ed uscite. Occorre assolutamente valorizzare l’economia a chilometro zero – conclude Corrarati – prevedendo l’assegnazione di appalti e forniture alle imprese locali con garanzia di qualità, senza ricercare a tutti i costi il minor costo sul mercato. Si mostri fiducia verso le aziende locali”.

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