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Coronavirus, il grido d'allarme di un'agenzia di viaggio: ''L'aiuto per una situazione così seria dovrebbe essere ben più sostanzioso da quanto ipotizzato dalla Pat''

Il turismo è tra i settori che vive le maggiori incertezze in questa emergenza. In questo contesto si inseriscono anche le agenzie di viaggio che sono state tra le prime a bloccarsi a causa di Covid-19. In Trentino sono presenti 92 agenzie di viaggio per oltre 200 posti di lavoro. Torrefranca travel: "La maggior parte di noi sviluppa circa il 60% del fatturato tra febbraio e aprile e ci siamo fermati primi"

Di Luca Andreazza - 27 aprile 2020 - 01:00

TRENTO. "Si parla spesso di sostenere il turismo ma quante volte si è parlato di aiutare le agenzie di viaggio?", Così Rosa Navone, direttore tecnico di Torrefranca travel, che aggiunge: "La Provincia ha stanziato dei fondi a copertura degli interessi maturati sui prestiti per due anni, probabilmente arriverà anche qualcosa a fondo perduto, ma siamo fermi da febbraio, chiusi per decreto, e servono altre misure".

 

Il turismo è tra i settori che vive le maggiori incertezze in questa emergenza coronavirus, un comparto strategico per il Trentino, e in questo contesto ci sono anche le agenzie di viaggio che sono state tra le prime a fermarsi a causa di Covid-19.

 

Il settore delle agenzie di viaggio ha accusato in anticipo gli effetti dell’emergenza sanitaria per la situazione in Cina di fine gennaio e un comparto che potrebbe essere tra gli ultimi a poter ripartire. Se alcune attività economiche possono ancora sperare di salvare qualcosa nella prossima stagione estiva, legata principalmente al mercato italiano e locale, i tour operator si trovano più di altri a dover fronteggiare più di altri i quesiti sulla mobilità, la riapertura delle scuole e la ripresa della circolazione aerea e dei principali scali internazionali.

 

In Trentino sono presenti 92 agenzie di viaggio per oltre 200 posti di lavoro. "La maggior parte di queste realtà - dice Navone - sviluppa circa il 60% del fatturato tra febbraio e aprile tra gite scolastiche e preparazione dei gruppi estivi, prenotazioni delle vacanze individuali, nozze e la predisposizione dei contratti con alberghi e ristoranti".

 

I primi problemi sono arrivati con la cancellazione dei voli e la sospensione delle gite, poi il lockdown nel periodo più caldo per il comparto. Il rischio è un calo drastico del fatturato, mentre ci si trova a dover far i conti con i costi fissi quali affitti e cataloghi inutilizzabili, la cancellazioni di viaggi e contratti, possibili contenziosi legali e poi la pianificazione di una campagna marketing ancor più incisiva per ripartire.

 

Una riapertura vincolata dalle aperture dei diversi mercati, dalle regole per gli spostamenti e dalle maggiori spese per tutelare i lavoratori, così come una probabile maggiorazione dei costi per stipulare assicurazioni integrative che dovranno prevedere adeguate coperture e contromisure per Covid-19. 

 

Un grido d'allarme per chiedere maggiori tutele e più considerazione anche in Provincia. "Non commercializziamo solo il Trentino o l'Italia - conclude Navone - ma il mondo e oggi il mercato è chiuso. La situazione è difficile e 3 esercizi su 4 nel settore turismo e agenzie viaggi, spettacolo e noleggi hanno e avranno forti problemi di liquidità. Il 'ristorno' per una situazione così seria dovrebbe essere ben più sostanzioso di quello ipotizzato dalle istituzioni provinciali". 

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