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| 09 dic 2020 | 11:37

Crisi del settore turistico altoatesino, Pinzger: "Necessari sostegni compensativi oppure le imprese devono tornare completamente operative"

L'ultima indagine dell'Ire di Bolzano evidenzia una situazione difficile per il settore turistico. Il calo dei visitatori e quello delle occupazioni spaventano gli imprenditori, metà dei quali prevede risultati insoddisfacenti a fine 2020

di Mattia Sartori

BOLZANO. “I nostri bar, ristoranti e strutture ricettive non possono più sostenere l’onere maggiore della pandemia. Pertanto, sono urgentemente necessari sostegni compensativi per il settore alberghiero e della ristorazione, oppure le imprese devono poter tornare completamente operative”. Queste le parole di Manfred Pinzger, presidente dell’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti, mentre commenta i dati sul settore turistico forniti dall’Ire (istituto di ricerca economica) della Camera di commercio di Bolzano.

 

La situazione presentata non è delle più rosee: già in estate, periodo comunque clemente dal punto di vista sanitario, il colpo subito è importante. Si parla infatti di 6,5 milioni di pernottamenti in meno rispetto all’anno scorso, ovvero una diminuzione di circa il 30 per cento. Importante soprattutto l’assenza di turisti stranieri, da sempre fondamentali per l’economia altoatesina.

 

La stagione invernale minaccia di essere ancora più grave. A partire da settembre il divario con i risultati dello scorso anno hanno ricominciato ad allargarsi, dimostrando come il momento positivo di agosto sia stato solo una parentesi in una situazione altrimenti tragica. Oltre l’80 per cento delle imprese segnala un’importante contrazione del giro d’affari, imputabile in larga parte all’assenza di turisti stranieri. Queste perdite sono talmente gravi che solamente la metà degli imprenditori ritiene di poter raggiungere un risultato soddisfacente a fine 2020. Si prevede inoltre che tre imprese su dieci continueranno a produrre risultati insoddisfacenti anche nel 2021.

 

Anche sul fronte occupazione si subiscono pesanti perdite. Il numero medio di dipendenti occupati cala di venti punti percentuali rispetto all’anno scorso. In particolare in ottobre si sono registrati 3.800 lavoratori in meno rispetto allo stesso mese del 2019.

 

Michl Ebner, presidente della Camera di commercio di Bolzano, ricorda: “Il prolungarsi della crisi sta mettendo in ginocchio anche le imprese più solide del comparto turistico altoatesino. Per proteggerle da possibili scalate ostili, è necessario introdurre nuove forme di compensazione delle perdite”.

 

L’Alto Adige chiede aiuto alle autorità per soccorrere un sistema turistico che a questo punto non riesce più a sostenersi con le proprie forze e soffre i danni provocati da mesi di pandemia.

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