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Dopo un mese dalla promessa della Pat di riaprirlo, il tavolo tecnico con sindacati e imprese è ancora al palo. "Si convochi prima che sia troppo tardi"

Le sigle sindacali provinciali, passato un mese dalla promessa della Provincia di Trento di convocare nuovamente il tavolo tecnico con autorità sanitarie, sindacati e imprese, chiedono con forza che si riapra il dialogo. "E' uno strumento per prevenire il blocco totale. La Pat lo convochi prima che sia troppo tardi"

Pubblicato il - 20 ottobre 2020 - 19:16

TRENTO. “Il tavolo tecnico con sindacati e imprese è ancora fermo al palo. Ci auguriamo che la Giunta lo attivi prima di un nuovo lockdown se davvero vuole che serva a qualcosa”. Sono duri, i sindacati trentini. Il silenzio della Provincia attorno alla riattivazione del tavolo tecnico provinciale sul Covid-19 li preoccupa non poco, in un quadro che ogni giorno, tra nuove misure adottate a livello nazionale e locale, appare in continua evoluzione.

 

Focalizzato su prevenzione e salute sui luoghi di lavoro, il tavolo era stato al centro di una promessa di prossima riattivazione. Promessa che ormai ha quasi un mese di vita. “Dopo il via libera del 25 settembre, anche nell'ultima riunione tenutasi mercoledì scorso proprio su questi temi, dalla Giunta provinciale avevamo avuto precise rassicurazioni di una ripartenza a breve, ma intanto non si è mosso nulla – affermano in una nota congiunta i tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti sarebbe grave, oltre che paradossale, trovarci a riattivare concretamente il tavolo solo quando fossimo orami in vista di un lockdown”.

 

“Quel tavolo deve essere uno strumento per supportare imprese e lavoratori sul piano delle prevenzione e del rispetto delle linee guida di settore. Dunque una misura per prevenire possibili blocchi totali. Ma mentre i contagi crescono in modo preoccupante e i territori varano nuove strette, in Trentino ancora si temporeggia su una questione così cruciale”.

 

Il tavolo provinciale era stato istituito la primavera scorsa e vedeva seduti i Dipartimenti salute e prevenzione, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti delle imprese, Uopsal, Inps e Inail. Immaginato come strumento per monitorare la situazione sanitaria nei vari settori produttivi, aggiornando in caso di bisogno i protocolli, fungeva da vero e proprio strumento di gestione dells strategie per il contenimento del virus. Attorno al tavolo, per ora, non c'è più seduto nessuno.

 

Fermare e circoscrivere i contagi e soprattutto gestire tutti gli aspetti inerenti quarantene ed eventuali casi di positività nei luoghi di lavoro è un tassello fondamentale per mantenere attive le attività produttive e di conseguenza interi comparti della società, a cominciare da quello essenziale della scuola – hanno aggiunto i tre segretari – in Provincia, però, sembra non venga ritenuto una priorità visti i tempi lunghi con cui si procede tra una riunione e un'altra”.

 

L'auspicio delle sigle sindacali è che il tavolo venga nuovamente e finalmente riconvocato. “In caso contrario potrebbe essere troppo tardi”, chiosano allarmati.

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