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Economia e lavoro, trimestre drammatico con calo del fatturato del 30% per le imprese trentine

I mesi da aprile a giugno hanno visto un'ulteriore frenata segnata da lockdown e coronavirus. Chi ha avuto i cali peggiori è il settore dello sport e dell'intrattenimento (-67%) ma anche il commercio all'ingrosso ha avuto un calo del 10%

Di Rebecca Franzin - 19 agosto 2020 - 17:39

TRENTO. Crollo delle attività sportive e di intrattenimento (-67,5%), nel settore ricettivo (-62,8%), nei bar e ristoranti (-61,3%) e nei servizi alla persona, nelle costruzioni, nel manifatturiero, nei trasporti e nel commercio. Il disastro dei dati del secondo trimestre dell'economia trentina è collettivo e c'è ben poco da salvare di questi ultimi mesi. L'analisi sul secondo trimestre del 2020 è stata presentata oggi alla Camera di Commercio di Trento ed è impietosa, ovviamente, per via del lockdown e del coronavirus che hanno fatto registrare un crollo di fatturato e di ore produttive.

 

“Dopo lo tsunami che ci ha travolto, possiamo solo cercare di capire com’è andato il periodo Covid e monitorare l’evoluzione nel breve periodo - ha detto Alberto Olivo, segretario generale della Camera di Commercio -. Stiamo già tenendo gli occhi sulle prossime analisi, i cui dati verranno raccolti a ottobre: solo allora potremo sapere in che misura siamo riusciti a ripartire e qual’è la situazione reale”. 

 

Sulle 2.584 aziende contattate 1.125 hanno preso parte alla rilevazione, in rappresentanza di svariati settori: manifatturiero, costruzioni, commercio all’ingrosso e al dettaglio, autotrasporto merci, servizi alle imprese e terziario avanzato, ricettivo, ristoranti-bar, attività  sportive di intrattenimento, impianti a fune e servizi alla persona. Il fatturato complessivo di aprile-giugno è sceso del 29.6% rispetto al 2019; i dati peggiori riguardano le attività sportive e di intrattenimento (-67.5%). Perdite superiori al 60% anche nel settore ricettivo, ristoranti e bar, mentre i servizi alla persona hanno avuto un calo del 49,1%. Il settore delle costruzioni e quello manifatturiero hanno diminuito di più di un quarto il fatturato (rispettivamente, -30,3% e -26,9%) seguiti dagli impianti a fune e dei trasporti. Commercio al dettaglio, servizi alle imprese e commercio all’ingrosso hanno subito perdite inferiori al venti percento

 

In questo secondo trimestre le ore lavorate sono diminuite del 18,3%, con un picco del -33,9% ad aprile che si attenua leggermente nei mesi successivi, con l’inizio della fase due a maggio (-18,5%) ed il progressivo allentamento del lockdown a giugno (-2,6%). Preoccupano i dati sull’occupazione, soprattutto nel settore ricettivo e della ristorazione che hanno rispettivamente subito dei cali del 35,7% e del 16,2%. L’occupazione negli altri settori ha subito perdite inferiori al 5%, con il settore degli impianti a fune che registra il punteggio più basso (-1%). Stabili i dati riguardanti trasporti e commercio al dettaglio, anche grazie all’ampio utilizzo della cassa integrazione

 

E’ in aumento rispetto al primo trimestre il numero di imprenditori che definisce ”solida” la situazione finanziaria aziendale, ma la percezione delle difficoltà finanziarie aumenta proporzionalmente al diminuire dell’impresa, perciò gli effetti della pandemia verranno percepiti maggiormente dai piccoli imprenditori.

 

Dalle rilevazioni emerge una profonda incertezza - ha detto il presidente della Camera di Commercio Giovanni Bort -. Stiamo vivendo un’incertezza trasversale che abbraccia tutti gli aspetti, domanda, offerta, aspetti sanitari legislativi e regolamentari, per questo drammaticamente difficile da affrontare”. Secondo i dati le principali preoccupazioni degli imprenditori sono rivolte al peso della burocrazia, timore di insolvenza ed incertezza sul futuro . C’è incertezza su come applicare i protocolli di sicurezza, gestire le risorse umane e reperire i prodotti per la continuazione dell’attività. Le maggiori preoccupazioni evidenziate rimangono di ordine economico, riduzione del fatturato (33,2%), il calo degli ordinativi (20,2%) e problemi finanziari o di liquidità (18,0%). 

 

“Chiediamo ai principali attori politici di continuare a prestare attenzione ai bisogni delle imprese, come fatto finora, e di agire in modo coordinato per contenere l’incertezza provocata dall’epidemia” ha detto il presidente Bort alla fine della conferenza stampa, citando il discorso di ieri di Mario Draghi a Rimini. “Bisogna evitare il rischio, come ha detto il Professor Draghi, di essere governati dall’incertezza. Solo così possiamo, forse, attenuare una crisi che da sanitaria ed economica rischia di diventare una crisi del sistema sociale su larga scala”. 

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