Il nuovo Dpcm mette in ginocchio il terziario. Peterlana: ''Non possiamo lavorare: servono interventi immediati su tutti i costi aziendali"
Il vicepresidente della Confesercenti, Massimiliano Peterlana, descrive la situazione del comparto terziario dopo il nuovo Dpcm. "Ci aspettavamo degli interventi puntuali e circoscritti alle situazioni dove le regole non vengono rispettate, anziché un intervento a tappeto che colpisce tutti indistintamente"

TRENTO. Il nuovo Dpcm colpisce duramente il settore terziario. Negli scorsi mesi molti esercenti hanno lavorato molto per aumentare il livello di sicurezza all'interno delle proprie attività e poter riprendere a lavorare. Quello che non si aspettavano era una manovra del Governo che andasse a colpirli tutti indistintamente dopo tutto il lavoro fatto. Massimo Peterlana, vicepresidente Confesercenti e presidente Fiepet, descrive il loro disappunto.
"Ci aspettavamo dalla autorità degli interventi puntuali e circoscritti alle situazioni dove le regole non vengono rispettate, anziché un intervento a tappeto che colpisce tutti indistintamente – dice Peterlana – . Bar, pub e ristoranti, alberghi e strutture ricettive hanno investito molto per garantire la sicurezza dei cittadini, dei consumatori e dei lavoratori".
Già l'annuncio della nuova stretta, arrivato nei giorni scorsi, avrebbe causato, evidenzia Confesercenti, una perdita tra il 20 e il 40% dell'incasso nelle attività di ristorazione. "Il nuovo Dpcm poi, lascia le attività del terziario in ginocchio, in balia di spese e costi fissi che gravano sulle loro spalle, senza la possibilità di lavorare. Si tratta di un ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working. Occorre ricordare che dietro a queste attività ci sono famiglie di imprenditori e lavoratori che vivono grazie alle loro aziende. Il tessuto socio-economico di ogni città è gravemente in pericolo. Chiudere in anticipo e in maniera indiscriminata le attività porterà più danni che benefici, con operatori sempre più in difficoltà".
Evidentemente sono necessari degli interventi da parte dello Stato a sostegno delle imprese. "Questa volta gli interventi devono essere immediati e su tutti i costi aziendali - aggiunge il presidente di Fiepet - Interventi di sostegno certi, rapidi e adeguati, destinati alle imprese. Un ritardo è inammissibile: significherebbe la morte delle attività e un sistema economico che rischia di collassare". Particolare attenzione viene richiesta sui costi fissi, le bollette, i rifiuti e l'occupazione del suolo pubblico, che sono una delle maggiori difficoltà a cui vanno incontro gli operatori, non avendo le entrate necessarie a pagare il tutto. "Inoltre - conclude Peterlana - spesso questi interventi vengono lasciati alla libera iniziativa degli amministratori locali e risultano quindi disomogenei sul territorio".











