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Il nuovo Dpcm mette in ginocchio il terziario. Peterlana: ''Non possiamo lavorare: servono interventi immediati su tutti i costi aziendali"

Il vicepresidente della Confesercenti, Massimiliano Peterlana, descrive la situazione del comparto terziario dopo il nuovo Dpcm. "Ci aspettavamo degli interventi puntuali e circoscritti alle situazioni dove le regole non vengono rispettate, anziché un intervento a tappeto che colpisce tutti indistintamente"

Di Mattia Sartori - 25 ottobre 2020 - 17:01

TRENTO. Il nuovo Dpcm colpisce duramente il settore terziario. Negli scorsi mesi molti esercenti hanno lavorato molto per aumentare il livello di sicurezza all'interno delle proprie attività e poter riprendere a lavorare. Quello che non si aspettavano era una manovra del Governo che andasse a colpirli tutti indistintamente dopo tutto il lavoro fatto. Massimo Peterlana, vicepresidente Confesercenti e presidente Fiepet, descrive il loro disappunto.

 

"Ci aspettavamo dalla autorità degli interventi puntuali e circoscritti alle situazioni dove le regole non vengono rispettate, anziché un intervento a tappeto che colpisce tutti indistintamente – dice Peterlana – . Bar, pub e ristoranti, alberghi e strutture ricettive hanno investito molto per garantire la sicurezza dei cittadini, dei consumatori e dei lavoratori".

 

Già l'annuncio della nuova stretta, arrivato nei giorni scorsi, avrebbe causato, evidenzia Confesercenti, una perdita tra il 20 e il 40% dell'incasso nelle attività di ristorazione. "Il nuovo Dpcm poi, lascia le attività del terziario in ginocchio, in balia di spese e costi fissi che gravano sulle loro spalle, senza la possibilità di lavorare. Si tratta di un ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working. Occorre ricordare che dietro a queste attività ci sono famiglie di imprenditori e lavoratori che vivono grazie alle loro aziende. Il tessuto socio-economico di ogni città è gravemente in pericolo. Chiudere in anticipo e in maniera indiscriminata le attività porterà più danni che benefici, con operatori sempre più in difficoltà". 

 

Evidentemente sono necessari degli interventi da parte dello Stato a sostegno delle imprese. "Questa volta gli interventi devono essere immediati e su tutti i costi aziendali - aggiunge il presidente di Fiepet - Interventi di sostegno certi, rapidi e adeguati, destinati alle imprese. Un ritardo è inammissibile: significherebbe la morte delle attività e un sistema economico che rischia di collassare". Particolare attenzione viene richiesta sui costi fissi, le bollette, i rifiuti e l'occupazione del suolo pubblico, che sono una delle maggiori difficoltà a cui vanno incontro gli operatori, non avendo le entrate necessarie a pagare il tutto. "Inoltre - conclude Peterlana - spesso questi interventi vengono lasciati alla libera iniziativa degli amministratori locali e risultano quindi disomogenei sul territorio". 

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