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Negozi chiusi e ristoranti aperti con la paura di un flop, Trento si prepara al Ferragosto. Confesercenti: ''Legge provinciale stoppa la voglia di fare degli imprenditori''

Roberto Stanchina: ''Come indicato dalla legge provinciale Ferragosto, essendo giornata festiva, porterà alla chiusura dei negozi in città. Non ha senso, per fortuna lo Stato l'ha impugnata''. Critiche anche dai ristoratori: ''Se non c'è afflusso di persone in centro situazione difficile per tutti"

Di G.Fin - 12 agosto 2020 - 19:09

TRENTO. Negozi chiusi e ristoranti aperti con la tremenda paura di un flop. Tra pochi giorni arriva Ferragosto e quest'anno sarà una festività tutt'altro che normale. Non solo per la situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo e quindi la necessità di rispettare le norme per evitare i contagi ma anche per un altro motivo. La città di Trento, in questi giorni piena di visitatori (anche se per la Giunta Fugatti sarebbe località non turistica) sabato e domenica rischia, per colpa della legge provinciale, di lasciare abbandonate a sé stesse le persone, spingendole, giocoforza, via dal capoluogo e quindi causando un flop anche per i ristoratori.

 

La legge provinciale voluta dal presidente Fugatti e l'assessore Failoni obbliga la chiusura dei negozi nei centri non considerati turistici nella giornate festive e di domenica. Sabato, giorno di Ferragosto, è festivo e per Trento supermercati e negozi dovranno rimanere chiusi. A poter tenere aperto sono i ristoranti ma in questo caso si teme che senza negozi, si venga a creare una scontata scarsa affluenza di clienti.

 

“Ferragosto deve essere chiuso” dice sconsolato l'assessore al commercio di Trento, Roberto Stanchina che sulla nuova legge provinciale, tra l'altro già impugnata dal Governo, si è dimostrato più volte critico. Per questa festività si è cercata una soluzione senza però trovarla.  “Ho parlato con gli assessori al commercio di Rovereto e di Pergine e stavamo pensando di fare una delibera ad hoc ma i tempi purtroppo non ce lo permettono. Per alcuni poi è meglio spendere i giorni di apertura nel periodo d'oro da metà ottobre fino a fine anno”.

 

Di certo sarà l'ennesimo danno per la città in un momento dove servirebbe ben altro visto la crisi economica che si sta vivendo. “E' la problematica di una legge – continua Stanchina - che non ha un senso e che per fortuna lo Stato ha impugnato. E' stata presa in mano in maniera sbagliata e ci sono danni folli anche dal punto di vista della concorrenza. Noi abbiamo diversi turisti che si stanno presentando al front office dell'Apt per chiedere informazioni perché troveranno tutto chiuso. C'è una grande preoccupazione speriamo che la norma con il governo si possa modificare”.

 

Per nulla positivo anche il commento che arriva dalla Confesercenti già critica in passato con il provvedimento della Giunta provinciale per gli effetti sulle attività nella fase post covid19. “C'è tanta confusione perché questa nuova legge sta creando tanti problemi” ci dice il presidente Renato Villotti. “Parlano tanto di Trentino turistico e poi costringono a chiudere in queste giornate ad una città come Trento. Vogliono la funivia per il Bondone – spiega – per far arrivare i turisti e poi mettono la città capoluogo non turistica”. Continui controsensi che stanno creando disorientamento. “E' tutto questo crea anche demotivazione tra gli imprenditori che avrebbero entusiasmo e voglia di fare ma vengono purtroppo stoppati da una frettolosa legge”.

 

Nel weekend di agosto possono tenere aperti i ristoranti. Alcuni, però, hanno già deciso di prendersi qualche giorno di vacanza. Troppo il rischio di un incasso talmente basso da non coprire nemmeno le spese di base. “Il feed-back che abbiamo al momento – ha spiegato Massimiliano Peterlana rappresentante per Confesercenti di ristoranti e bar – è che circa il 90% sia operativo. Chiaro, però, che in corso d'opera possono cambiare le cose. Se c'è il bel tempo e le persone vanno in montagna la città sarà deserta e il problema arriva anche dalla chiusura dei negozi che non porta di certo afflusso di cittadini”.

 

 

La chiusura dei negozi la domenica e nei giorni festivi porta effetti indiretti negativi sui ristoratori. “La subiamo indirettamente – spiega – perché in alcune zone come la città è tutto chiuso. In un momento come questo non ci voleva. Se ne poteva discutere ma non era certamente il tempo ideale per approvare questa legge. I timori di flop sono tanti”.

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