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Riduzione degli sprechi ed eco-sostenibilità, Trento è la seconda città più “circolare” d’Italia. Al primo posto Milano, che supera Londra e Madrid

Essere una città “circolare” significa valorizzare l’economia circolare, che si basa su riciclo e riduzione degli sprechi, all’insegna dell’eco-sostenibilità. 28 sono stati gli indicatori valutati, tra cui dati su raccolta differenziata, l'utilizzo dei trasporti pubblici o dei servizi di sharing mobility, il livello di concentrazione di PM10, la diffusione di eco-brevetti e di imprese ascrivibili alla categoria dei green jobs

Di Marianna Malpaga - 18 settembre 2020 - 17:10

TRENTO. Trento è la seconda città più “circolare” d’Italia. Il primo posto se lo aggiudica Milano, il terzo va invece a Bologna. Ma cosa vuol dire essere una città “circolare”? Significa valorizzare l’economia circolare, che si basa su riciclo e riduzione degli sprechi, all’insegna dell’eco-sostenibilità.

 

La classifica dei centri urbani più o meno virtuosi – più o meno “circolari” – è stata fatta dai ricercatori di Cesisp (Centro studi in Economia e regolazione dei servizi, dell’industria e del settore pubblico) dell’Università di Milano-Bicocca. È stata presentata questa mattina nel corso del webinar “Misurare l’economia circolare urbana”, evento patrocinato dal Ministero dell’Ambiente. Nel corso del webinar, a ognuna delle tre città più virtuose è stata assegnata una targa: erano presenti la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta e quello di Bologna, Virginio Merola.

 

La classifica delle città più “circolari” giunge quest’anno alla seconda edizione. Due le novità rispetto agli anni scorsi: è stato ampliato il numero di città coinvolte (da 10 a 20) e per la prima volta è stato realizzato un confronto a livello europeo.
Le città italiane prese in considerazione sono Aosta, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trento, Venezia e Verona.

 

28 gli indicatori di circolarità valutati, tra cui dati su raccolta differenziata, utilizzo dei trasporti pubblici o dei servizi di sharing mobility, livello di concentrazione di PM10, diffusione di eco-brevetti e di imprese ascrivibili alla categoria dei green jobs.

 

Per ognunodi questi indicatori è stato dato un punteggio da 0 a 10 ad ogni città. La media ponderata dei punteggi parziali ha determinato infine l’indice di circolarità urbana, e di lì la classifica definitiva: prima Milano (7,7 su 10), seconda Trento (7,5) e terza Bologna (7,2). Scendono dal podio Firenze e Torino, l’anno scorso seconda e terza classificata, quest’anno quinta e settima. Salgono invece Bergamo, quarta in classifica, e Brescia, sesta.

 

“Milano si conferma al primo posto grazie a sistemi di trasporto pubblico ramificati e apprezzati – spiegano Massimo Beccarello e Giacomo Di Foggia, rispettivamente direttore scientifico e ricercatore del Cesisp –, servizi avanzati di car sharing, rete idrica efficiente, elevato livello di raccolta differenziata e alto fatturato delle attività di vendita dell’usato”.

 

Le prime dieci posizioni della classifica sono occupate da città del Nord e del Centro-Nord; agli ultimi posti stanno invece Catania (3,8) e Palermo (3,9). Al Nord, hanno un punteggio sotto la sufficienza Genova (5,8), Verona (5,7) e Aosta (5,2).
Quello che i ricercatori hanno portato all’attenzione non è tanto il divario tra Nord e Sud, quanto quello tra Nord e Centro Italia: “le prime città del centro sono Roma e Perugia – spiegano Beccarello e Di Foggia – che si classificano solamente al 12esimo e 13esimo posto”.

 

In generale, poi, non sono incoraggianti i risultati complessivi. “Solo otto Comuni su venti in esame riescono a raggiungere la piena sufficienza”, constatano i ricercatori. Cesisp ha calcolato anche gli indicatori sulla circolarità di alcune città europee
(Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi e Praga), mettendoli a confronto con l’indicatore di Milano. La città più circolare d’Europa, stando alla classifica di Cesisp, sarebbe Conpenaghen (3,26 su 5), seguita da Parigi (3,21) e Berlino (3,18). Milano si difende bene con un quarto posto (3,13) che lascia alle spalle sia Londra che Madrid.

 

Quello dell’economia circolare è un tema importante a livello europeo. “La Commissione Europea – spiegano Beccarello e Di Foggia -, presentando l’ambizioso progetto di Green New Deal lo scorso gennaio, ha collocato l’economia circolare al centro delle nuove politiche europee necessarie per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ha sottoscritto a Parigi nel 2015”. La sostenibilità è anche un tema focale del Recovery Fund. “Ecco perché – concludono i ricercatori – è importante partire da una mappatura delle politiche di prossimità del cittadino e da una misurazione dell’efficacia delle aree urbane che sono oggi il motore dello sviluppo economico e sociale”.

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