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Aumenta l'export del Trentino verso la Russia. Bort: "Mercati molto esigenti ma il nostro manifatturiero efficiente"

Le sanzioni hanno portato Mosca ad accelerare il processo di ammodernamento con un crescendo di interesse verso le nuove tecnologie. Per il Trentino aumenta l'export di macchinari, alimenti e prodotti chimici. Cala il legno e i prodotti elettrici a causa della concorrenza di altri Paesi

Di Giuseppe Fin - 20 settembre 2017 - 13:30

TRENTO. Si sono fatte sempre più strette le relazioni economiche tra il Trentino e la Russia. A dispetto delle sanzioni a confermarlo sono i dati dell'export verso Mosca frutto di una intensificazione degli scambi commerciali.

 

Nel primo semestre del 2017 il Trentino Alto Adige ha visto le esportazioni verso la Russia superare i 45,6 milioni di euro, in crescita del 43,1% (+13,8 milioni) sullo stesso periodo del 2016.

 

I dati sono statI presentati nel corso del seminario italo-russo che si è tenuto a Trento, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Provincia autonoma di Trento, Confindustria Trento e Trentino Sviluppo.

 

Per quanto riguarda le performance della Provincia autonoma di Trento, che ha chiuso i sei mesi con un miglioramento del saldo della bilancia commerciale pari a 4 milioni di euro (da 13,8 a 17,9 milioni di euro), si registra un incremento del 16,8% dell’export (20,6 milioni di euro), e a una contrazione del 30% delle importazioni (2,7 milioni di euro).

 

Secondo i dati Istat elaborati dall’Associazione Conoscere Eurasia, le vendite dalla regione nella Federazione Russa sono state trainate dalla crescita robusta del manifatturiero (+45,3%) e in particolare dalla vendita di macchinari e apparecchiature (+119,3%), che con 22,3 milioni di euro valgono quasi la metà (48,8%) dell’intero export regionale. In positivo anche prodotti agricoli (+34,6%, 9,4 milioni di euro), alimentari (+33,5%) e chimici (+14,1%), mentre registrano una contrazione del 64,8% le vendite del legno, che scivola così dal 2° al 5° posto tra le voci dell’export regionale.

 

Per quanto riguarda Trento, le performance dei diversi comparti rispecchiano l’andamento regionale, con macchinari (+52,8%), alimenti (+44,3%) e prodotti chimici (+41,4%) in crescita, e legno (-71,4%) e apparecchi elettrici (-67,9%) in calo.

La contrazione dell'esportazione del legno è dovuta ad un problema di competitività ed è legata al cambio. Le forniture che arrivano da altri Paesi sono più competitive in un momento in cui anche la Russia, pur mantenendo fede alla loro domanda, deve cercare di indirizzarsi verso situazioni più convenienti.

 

Anche il calo degli apparecchi elettrodomestici può essere in parte spiegato per questioni competitive ma non solo. Mentre decadono gli apparecchi elettrici, in Russia ad aumentare è il settore dei macchinari. Un chiaro segnale di come Mosca stia correndo verso un processo di ammodernamento che è stato acellerato dalle sanzioni. Un ammodernamento che porta il Paese ad essere in questo momento molto avido di tecnologia dalla meccanica alla meccatronica. Prime dellle sanzioni erano fortemente dipendenti da prodotti esteri mentre ora cercano fortemente nuovi Know how industriali e, come già detto, tecnologie innovative. Il tutto per completare un processo di ammodernamento che dovrebbe portare la Russia ad una autosufficienza produttiva.

 

Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “La prosecuzione delle sanzioni e delle contro sanzioni indica che l’unica strada da percorrere per intensificare le relazioni economiche tra i due Paesi è quella di continuare a lavorare come se queste non esistessero. L’economia russa rappresenta un’enorme possibilità per il made in Italy, e i dati positivi del primo semestre 2017 ne sono la prima dimostrazione”.

 

La strada giusta da seguire, viene spiegato, è quella però di andare oltre al semplice “prodotto”. “Occorre intensificare le relazioni economiche bilaterali – ha spiegato Fallico - verso un nuovo modello di cooperazione. Oggi la Russia sta investendo su innovazione e tecnologia, due direttrici su cui il know how italiano può inserirsi con successo attraverso partnership fondate sul made with Italy”.

 

Commenti positivi arrivano anche da Gianni Bort, presidente della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento che vede ulteriori futuri sviluppi positivi dell'export trentino verso Mosca.

 

“Per effetto delle sanzioni l'export era stato dimezzato – afferma il presidente – ma ora nel primo semestre di quest'anno si vedono dei segni di chiaro miglioramento in particolare per il settore dei macchinari, della carta e dei prodotti chimici. Qualcosa anche sul vino. Siamo davanti a mercati molto collettivi ma vediamo il nostro manifatturiero molto aggressivo ed efficiente” 

 

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