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| 08 mag 2017 | 12:57

Cassa del Trentino, utile a 8 milioni di euro, Ugo Rossi: "Ottimo lavoro", Walter Alotti: "Ma quanto ha versato la Provincia?"

La società ha approvato il bilancio del 2016, l'utile lordo si attesa intorno ai 12,5 milioni di euro. Il presidente di Cassa del Trentino: "Una struttura snella e altamente professionale", la Uil ribatte: "Ma vogliono sottoscrivere un contratto svantaggioso per i dipendenti"

TRENTO. E' un bilancio positivo quello di Cassa del Trentino: l'utile netto infatti è di circa 8 milioni di euro, risorse risparmiate dalla Provincia, e un +22% rispetto al 2015, mentre l'utile lordo si attesta intorno ai 12,5 milioni di euro

 

"L’efficienza nel funding - spiega il presidente Roberto Nicastro - grazie alla valorizzazione del rating superiore a quello dello Stato (A3/A- per Moody’s/Fitch), il supporto alla Provincia quale qualificato braccio operativo, una struttura snella ed altamente professionale, composta da quindici dipendenti, la riduzione dei costi del personale e delle altre spese amministrative (-10%) sono i principali elementi che hanno consentito di ottenere questo risultato".

 
Questo modello che vede accentrato in Cassa del Trentino il ricorso al mercato finanziario per raccogliere le risorse da destinare agli investimenti pubblici - in una logica di 'one for all' - continua a generare positivi effetti per il sistema Trentino. La società, anche grazie all’attuale situazione dei mercati finanziari, ha perfezionato nel 2016 tre operazioni per 230 milioni di euro.

 

 

"Il coordinamento delle attività di investimento strategico della Provincia di Trento - evidenzia Nicastro - ha riguardato nel 2016 i principali progetti a valenza provinciale (Fondo Strategico del Trentino Alto Adige, Fondo Housing Sociale Trentino, Polo Sanitario del Trentino, Collegamento stradale Loppio-Busa, supporto al Nucleo di Analisi e Valutazione degli Investimenti Pubblici, ndr). La società ha raggiunto eccellenti risultati ed è ora pronta ed attrezzata per affrontare le nuove sfide richieste dalla Provincia".

 

Le uniche note negative sembrano da un lato quella relativa al rating di Cassa del Trentino, che è sceso oggi da A a A-, ma è una conseguenza diretta del downgrade dello Stato italiano da BBB+ a BBB: "Questo significa - aggiunge il presidente - che manteniamo comunque un differenziale di due livelli sullo Stato". Dall'altro invece si registra la contrazione degli interessi attivi, solo in parte compensata dalla riduzione di quelli passivi. 

 

Valori in leggera diminuzione, pari al 7%, anche sotto il profilo del margine di interesse, indice che risente dell'introito derivante dalla cessione della partecipazione in Banca Intesa Sanpaolo, presente fino al 2015.

 

L'indebitamento netto della società è pari a 1.198 milioni di euro, in linea rispetto ai valori del 2017 e considerando le condizioni delle operazioni perfezionate negli anni precedenti e quelle del 2016, il costo medio dell’indebitamento complessivo si attesta al 3% (3,5% nel 2015).

 

Nel corso dell'anno scorso si è inoltre consolidata la partnership con la Banca Europea per gli Investimenti: "Le risorse BEI - spiega il presidente - rappresentano il 16% del debito finanziario della Società ed è stato, tra l’altro, avviato l’iter per attivare il cofinanziamento BEI del Polo Sanitario del Trentino".

 

Il profilo patrimoniale mostra un attivo di 2.336 milioni di euro, composto dal 96% da 'Crediti', il 71% dei quali verso il Socio Provincia. Il passivo patrimoniale comprende invece il debito oneroso di 1.434 milioni di euro, rappresentato rispettivamente per l’84% da obbligazioni e per il 16% da finanziamenti BEI. Il patrimonio netto, compreso l’utile di esercizio, è pari a 123 milioni di euro.

 

"Nel 2016 - conclude Nicastro - il costo del funding per Cassa del Trentino è del 1,26%: questo testimonia l'apprezzamento da parte degli investitori per il modello di Cassa del Trentino". 

 

Se il governatore Ugo Rossi è pienamente soddisfatto dei numeri di Cassa del Trentino che "rappresenta - spiega il presidente provinciale - un costante e valido supporto all’attività della Provincia in ambito finanziario. Questa realtà ora è chiamata a dare il proprio contributo alle politiche di riassetto delle società del sistema pubblico provinciale, in termini di aggregazione e di dismissione delle partecipate non strategiche", il bicchiere è solo mezzo pieno per la Uil del Trentino.

 

"Certamente - ammette Walter Alotti, segretario della Uil - i risultati di bilancio sono a prima vista buoni. In tempo di crisi finanziaria generale e di ricerca di liquidità a buon prezzo per gli investimenti pubblici della Provincia, che sono necessari per far ripartire un volano di tutta l’economia trentina, l’annuncio è positivo o almeno non una cattiva notizia".

 

Il sindacato mette in luce soprattutto la criticità legata alla struttura definita 'snella e altamente professionale composta da quindici dipendenti", ai quali si applica il contratto di lavoro del settore specialistico bancario: "Nonostante - commenta il segretario - le lodi al personale provengono da Cassa del Trentino e dal presidente Ugo Rossi, la maggioranza provinciale vuole applicare un contratto collettivo unico di primo livello per le società a partecipazione pubblica locale".

 

Un accordo, sottolinea la Uil estremamente svantaggioso, anzi "un controsenso imbarazzante e pericoloso - aggiunge - per gli evidenti rischi di fuga di quelle 'alte professionalità' attualmente impiegate e remunerate oggi in modo analogo alle altre strutture e società finanziarie che esercitano quelle specifiche attività e per l’ineludibile scontro legale e contenzioso sindacale, già preannunciato, che si avvierà se, come avvenuto per il personale delle Società di Trasporto, non si escluderanno queste poche decine di lavoratori e lavoratrici del nascente Polo della Liquidità, frutto della fusione già deliberata tra Cassa del Trentino e Riscossioni Trentino".

 

Un'ultima osservazione del sindacato è relativa alla 'cresta del debito', la differenza positiva tra interessi attivi pagati dalla Provincia a Cassa del Trentino e gli interessi passivi pagati da quest’ultima sui mercati finanziari: "Solo con la pubblicazione integrale del Bilancio 2016 - conclude Alotti - si potrà verificare poi se questa 'cresta' prosegue e quante sono state le decine di milioni di euro che la Provincia ha versato alla società. Non vogliamo essere maliziosi: siamo certi che questi ultimi risultati non derivano da quel perverso meccanismo finanziario, ma solo dalla bravura e professionalità del management della brillante società pubblica trentina".

 

 

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