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Delega della Giustizia, i sindacati: "Non ci saranno discriminazioni fra dipendenti, ma è ora di passare ai fatti. Persi almeno tre anni"

A fine dell'anno scorso il Consiglio dei ministri ha approvato la delega sulla giustizia alla regione Trentino Alto Adige: "Il presidente altoatesino Arno Kompatscher ha smentito disparità di trattamento fra i dipendenti. E' ora di applicare il protocollo sindacale sottoscritto nel 2014"

Di Luca Andreazza - 15 gennaio 2017 - 20:34

TRENTO. Verso la fine dell'anno scorso, il Consiglio dei ministri ha approvato la delega sulla giustizia e la decisione del passeggio di competenza alla Regione Trentino Alto-Adige.

 

Le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa verificate alcune indiscrezioni trapelate dall'ambiente regionale in merito alle modalità di passaggio del personale giudiziario alla Regione, non ha perso tempo, intervenendo sul nascere per cercare di bloccare eventuali discriminazione di trattamento tra i dipendenti: "Alcune indicazioni - spiega Giuseppe Pallanch, segretario di Fp Cisl - lasciavano supporre che sarebbe in corso di elaborazione un'ipotesi di costituzione di un comparto separato per il personale della giustizia, un trattamento evidentemente di Serie B. Un'eventualità gravissima di disparità tra lavoratori che dovrebbero invece confluire e costituire un unico ruolo del personale, così come sottolinea la stessa norma di attuazione della delega".

 

Questa ipotesi escluderebbe infatti il personale giudiziario dai trattamenti economici e giuridici previsti dal vigente contratto regionale e realizzerebbe inquadramenti al ribasso sia rispetto alle professionalità e competenze pregresse sia rispetto ai comparabili profili regionali. "Un accordo - sottolineano i sindacati confederati - che favorirebbe alcune spinte corporative che nulla hanno a che fare con una norma di attuazione che prevede il transito del personale giudiziario nei ruoli del personale regionale, senza che ciò comporti distinguo o differenziazioni".

 

"Un'eventualità seccamente smentita - dice Pallanch - dal presidente altoatesino Arno Kompatscher. Siamo ovviamente contenti per questa presa di posizione, ma è evidente che ora devono seguire i fatti: è il momento di applicare il protocollo frutto dell'accordo sindacale datato addirittura 4 agosto 2014".

 

Elementi questi che i segretari Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Carlo Alberto Incapo (Uil Pa), sottopongono agli amministratori regionali e provinciali da ben tre anni. "Ci sarebbe stato tutto il tempo per arrivare, già pronti, al momento dell'effettività della delega, visto che pochi potevano essere gli elementi di dubbio. Invece - proseguono - si è optato per i rimpalli dai Ministeri alla Regione e viceversa, su chi dovesse fare cosa. Ora bisognerà accelerare e, soprattutto, cambiare atteggiamento nei confronti del vero motore di questo delicato passaggio: i lavoratori".

 

Un comparto che coinvolge circa 400 lavoratori nel dipartimento di giustizia che lo scorso primo gennaio è passato sotto la competenza della Regione Trentino Alto Adige: "Con l'entrata in vigore della norma - prosegue Pallanch - comincia la decorrenza dei 90 giorni per esercitare il diritto di opzione (per i lavoratori che scelgono di rimanere alle dipendenze dello Stato) e i 120 giorni per predisporre le tabelle di equiparazione per la corretta definizione di inquadramenti e stipendi. E' stato perso troppo tempo per questo chiediamo meno chiacchiere e più fatti". 

 

In merito alla questione è rimasto ancora defilato il presidente trentino Ugo Rossi: "Il Governatore - conclude il segretario di Fp Cisl - è rimasto silente, auspichiamo per rispetto istituzionale verso il presidente della Regione Arno Kompatscher".

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