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Dipendenti pubblici, ok di Cgil, Uil, Usae. Cisl frena:"I 140 euro in più dove sono?". E attacca:"Ci tuteleremo in tribunale"

Il protocollo d'intesa prevede 12 milioni di euro. Il presidente Rossi soddisfatto, così come Cgil, Uil e Usae. La Cisl prende tempo e si riserva di valutare impatto economico e clausole dell'accordo

Di Luca Andreazza - 18 novembre 2016 - 08:23

TRENTO. Il protocollo d'intesa, siglato mercoledì 17 novembre fra Provincia e organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, sblocca un comparto che non respirava novità dal 2009. La Provincia ha messo sul piatto 12 milioni di euro, risorse che interessano circa 30 mila lavoratori del comparto pubblico divisi fra i 14 mila dipendenti impiegati nelle autonomie locali, i 10.800 nell'istruzione, i 7.200 nella sanità e i 60 nella ricerca.

 

Queste risorse dovranno essere ripartite in base ai diversi salari delle aree non dirigenziali dei comparti di contrattazione provinciali, ma sono esentati il personale docente della scuola statale per i quali, nel bilancio 2017, sono stati stanziati le risorse necessarie per il finanziamento delle posizioni retributive dell'anno 2016. Si passa da 46 milioni e 800 mila euro a 55 milioni e 600 mila euro.

 

"Il rinnovo dei contratti, fermi dal 2009 - saluta l'accordo il presidente Rossi - rappresenta l’occasione per rafforzare la motivazione dei dipendenti, per i quali il blocco del turn over ha comportato un progressivo aggravio lavorativo a fronte di uscite dal lavoro dilatate nel tempo per la riforma pensionistica intervenuta. Al contempo, nel fornire potere di acquisto ai lavoratori, questo rinnovo può dare impulso alla dinamica dei consumi e, quindi, produrre benefici effetti sul piano economico".

 

Successo pieno per le sigle Cgil, Uil e Usae Fenalt, mentre Cisl rimane alla finestra: "Siamo molto soddisfatti dell'accordo raggiunto – ammettono i tre segretari Franco Ianeselli, Walter Alotti e Bruno Boschetti -. Il protocollo dà atto dell'impegno speso in tutti questi mesi dalle nostre categorie al tavolo del confronto e porta ad un risultato significativo per un comparto il cui contratto era fermo dal 2009". E sulla mancata firma della Cisl i tre segretari aggiungono “La Cisl non ha sottoscritto l'intesa per problemi interni alla propria confederazione. Siamo comunque convinti che firmeranno anche loro".

 

La reazione di Cisl non manca: "Sono affermazioni non veritiere - risponde Pierachille Dalledonne, segretario di Cisl Fp Trentino - e per le quali abbiamo dato mandato al nostro legale di tutelarci". E sulla sottoscrizione dell'intesa aggiunge: "Oggi (giovedì 17 novembre, ndr) abbiamo incontrato il presidente Rossi, che ringraziamo per la disponibilità e per il riconoscimento dell'importanza e dell'impegno di Cisl al tavolo della trattativa che ha portato al traguardo dei 12 milioni di euro".

 

L'introduzione nell'accordo della "rappresentanza degli enti pubblici strumentali per raggiungere un'ipotesi di accordo per il contratto collettivo unico tipo personale degli entri strumentali privati della Provincia" non convince però la Cisl, così come gli "Aumenti di 140 euro" come titolavano gli altri organi di stampa: "Abbiamo chiesto un time-out al governatore - spiega Dalledonne - per valutare l'impatto economico dei 12 milioni di euro: 140 euro lordi in più ci sembrano troppi, un quadro troppo ottimistico. Ci prendiamo inoltre il tempo per approfondire gli aspetti legati alla clausola dell'accordo. Terminate queste valutazioni la firma di Pomini in qualità di segretario della Cisl non mancherà".

 

L'attenzione e la trattativa ora si sposta con Arpan per entrare nel dettaglio del contratto, prima di passare l'ultima parola ai lavoratori nelle assemblee dei comparti.

 

 

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