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Il CdA dell'Apt perde un altro pezzo, lascia Giorgio De Grandi: "Troppi personalismi e poca trasparenza"

Dopo Claudio Facchinelli un altro consigliere si dimette dal Consiglio d'amministrazione dell'Azienda per il turismo del capoluogo. "Difficile aprire un dialogo davanti alla sudditanza del Consiglio alle correnti politiche"

Di Luca Andreazza - 20 settembre 2017 - 21:30

TRENTO. Il consiglio d'amministrazione dell'Apt del capoluogo perde un altro pezzo. "Questa è una decisione maturata nel tempo e dopo una lunga riflessione. Mi dispiace interrompere questa esperienza molto bella, ma per una questione di carattere personale preferisco chiudere qui", lascia così la carica Giorgio De Grandi, storico esercente cittadino e presidente del Consorzio Trento Iniziative.

 

Dopo Claudio Facchinelli, un altro pezzo da novanta saluta la compagnia e si dimette dalla carica di consigliere dell'Apt (Qui articolo). Una decisione notificata nella serata di martedì 19 settembre. "Le ragioni - spiega l'ormai ex consigliere - sono diverse. In primis ho visto troppi personalismi all'interno del Consiglio d'amministrazione, tanti opportunismi. Invece di costruire insieme un percorso importante, ognuno percorre la propria strada. Un'assemblea troppo frazionata e spesso poco trasparente".

 

Troppo facile collegare queste dimissioni al fatto che il Consorzio sia rimasto a bocca asciutta nella partita 'Mercatini e fiere' finite poi all'Apt? "Assolutamente si - evidenzia - chiaro che Trento è l'unico caso in Provincia, che vedrà un'Azienda per il turismo tenere le redini di queste attività. Ho più volte presentato i miei dubbi, ma diventa difficile aprire un dialogo davanti alla sudditanza del Consiglio alle correnti politiche. Un CdA troppo diviso, nel quale le espressioni economiche non trovano sintesi e voce, mentre le rappresentanze pubbliche inseguono un altro pensiero".

 

"Puntualizzo - aggiunge - che l'Apt può tranquillamente organizzare il Mercatino e le fiere e l'Azienda sembra funzionare. Detto questo però nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la firma per completare il procedimento di acquisizione: c'è un mandato ad alcuni consiglieri per approfondire il tutto, ma ancora non si vede nulla all'orizzonte. Queste attività non vanno da sole. Manca una road map: la realizzazione del polo fieristico quali tempi ha e chi lo gestirà? Quali investimenti si intendono fare per sviluppare ulteriormente un prodotto comunque maturo? Quali idee nuove? A questo quadro si può aggiungere anche la spesa per eventuali consulenze. Insomma manca un progetto costi-benefici, senza dimenticare che il personale attualmente impegnato non si può occupare anche di queste attività perché sono già al limite. Si assume e si cambia tipologia di azienda? Si crea un dipartimento dedicato? Quesiti ancora senza risposte e un anno trascorre veloce, così come il fatto che tutti sanno che c'è un ampio turn-over, professionalità che prende strade diverse anche se hanno un contratto indeterminato. Ma questa non è una motivazione per la quale mi sono dimesso, anche se ribadisco che l'Apt dovrebbe promuovere questi eventi e non organizzarli" (Qui il punto del sindacato).

 

Quindi? "Un altro problema - prosegue l'esercente - è che il Consiglio si riunisce solo tre/quattro volte nel corso dell'anno e che tutto viene giocoforza approvato per alzata di mano, senza approfondire. Viene spiegato a grandi linee quanto fatto e quello che si farà, ma senza entrare nel merito e senza report. Si prende semplicemente atto, manca un coinvolgimento e la possibilità di contribuire. Non discuto che il bilancio a fine anno torni, ma banalmente quali sono le scelte di un fornitore rispetto a un altro? Manca trasparenza. Gli eventi ufficialmente sono organizzati dall'Apt e sappiamo che sullo sfondo esiste un'Asd Charly Gaul Internazionale, ma non abbiamo nessun rendiconto in generale, anche se la sede è la medesima".

 

E Cti cambia ancora lo Statuto? "Certo - dice l'ex consigliere - vogliamo farci trovare pronti per ogni eventualità". 

 

Dimissioni irrevocabili? "Confermo - conclude De Grandi - ripeto, mi dispiace, ma poter dare un contributo per me è fondamentale e non riesco a farlo. Spero che l'Apt ritorni a fare il bene della città, nel rispetto anche del Monte Bondone e della Valle dei Laghi, ma non in subordine. Trento è pur sempre un capoluogo di Provincia".

 

 

 

      

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