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''Lavoro 2025'', lo studio dei 5 Stelle presentato a Riva del Garda. Fraccaro: ''I nostri giovani frustrati, serve intervento strutturale"

Al convegno anche il deputato Cominardi della commissione lavoro M5S: "Tra pochi anni il 50% del lavoro sarà di tipo creativo, il lavoro manuale sarà sostituito dalla tecnologia". Il consigliere Degasperi è ritornato sulla proposta di un reddito di cittadinanza universale

Pubblicato il - 07 ottobre 2017 - 15:43

RIVA DEL GARDA. Quali saranno gli effetti del progresso tecnologico sull'occupazione? Quale sorte attende i giovani che non studiano e non sono alla ricerca di un lavoro? Come è possibile conciliare produttività e reddito di cittadinanza?

 

"Per progettare qualsiasi futuro, e in particolare quello del lavoro, occorre prevederlo", sostiene il MoVimento 5 Stelle, che al riguardo ha realizzato lo studio “Lavoro 2025”, illustrato ieri sera a Riva del Garda. Lo studio affronta le questioni fondamentali che sono al centro del delicato meccanismo di equilibrio tra domanda e offerta su cui si basa mondo del lavoro.

 

Nel corso della serata, a cui hanno preso parte i deputati Claudio CominardiRiccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi, sono state affrontate le problematiche nazionali e locali da una prospettiva diversa: non più solo quella della crisi, ma invece quella del cambiamento.

 

“L'idea di uno studio previsionale – ha rilevato Cominardi - grazie al contributo di undici tra i maggiori esperti di tematiche inerenti al tema lavoro, nasce dalla necessità di costruire una visione di insieme che tenga conto di tutte le variabili, quali: la globalizzazione, la demografia, l'impatto delle nuove tecnologie sull'occupazione, le diseguaglianze sociali. Perché bisogna prevedere per programmare”.

 

"Il lavoro di oggi - ha spiegato Cominardi - è diviso in parti uguali tra lavoro intellettuale ripetitivo, lavoro manuale ripetitivo e lavoro creativo. Nel 2025 il lavoro creativo arriverà al 50%, perché è nelle cose che la tecnologia e l'intelligenza artificiale sostituiranno i lavoratori con le procedure automatizzate".

 

"Per questo - spiega - è importante prevedere e prepararsi, cercando di capire come intervenire. Oggi - osserva - in Italia si lavora più che in tutto il resto d'Europa ma la produttività è più bassa a causa non solo del gap tecnologico ma anche della burocrazia che strozza ogni possibile investimento". 

 

“I nostri giovani - ha invece spiegato Fraccaro - sono frustrati perché non hanno spazi nella società dove la stragrande maggioranza dei "posti di potere" sono occupati dalle vecchie generazioni".

 

"I nostri laureati sono pochi e bistrattati mentre sul fronte della ricerca abbiamo un saldo negativo del 13% tra i ricercatori che importiamo e quelli che esportiamo, con la sola differenza che i nostri cervelli spesso non ritornano".

 

"Saranno spesi almeno 18 miliardi di euro, nel triennio 2015-2017, per un Jobs act che ha prodotto solo milioni di schiavi moderni a suon di voucher. Con le medesime risorse - ha concluso il deputato trentino - si poteva intervenire in maniera strutturale e investire in programmi formativi a fronte di un reddito come accade in tutta Europa”.

 

La serata è servita anche a rilanciare il reddito di cittadinanza locale. Degasperi ha ricordato il disegno di legge depositato in Provincia: “A differenza dell'Assegno unico proposto dal centrosinistra locale, il reddito di cittadinanza si rivolge a tutti i cittadini italiani in difficoltà, attenuando l’impatto delle grandi diseguaglianze economiche e il calo dei posti di lavoro che si fa sentire anche in Trentino".

 

"Non è una misura assistenzialistica, perché è richiesto un preciso impegno a favore della comunità e nella ricerca attiva di lavoro. Inoltre, precise disposizioni, consentono che il denaro erogato rimanga sul nostro territorio”.

 

 

 

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