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Liti con il fisco, la sanatoria con l'Agenzia delle entrate conviene?

Sono 838 i contenziosi avviati in Trentino e 500 quelli in Alto Adige. Il testa Catania, seguita da Roma. Aosta solo 72 fascicoli

Di Luca Andreazza - 24 aprile 2017 - 13:09

TRENTO. La geografia del contenzioso, l'incidenza delle liti con l'agenzia delle Entrate e il tasso di vittoria del contribuente. Questi sono i tre indici che possono determinare il successo della sanatoria delle liti fiscali, che il governo ha annunciato nella manovra correttiva.

 

Gli ultimi dati, aggiornati al 31 dicembre 2016, certifica che davanti alle Commissioni tributarie provinciali stazionano 318 mila liti in corso, oltre alle 150 mila cause pendenti in secondo grado in commissione tributaria e le 50 mila cause in Cassazione. Un arretrato che supera il mezzo milione di fascicoli, allungando i tempi dei processi, bloccando la macchina amministrativa e congelando un sostanzioso gettito potenziale.

 

Se si prendono come riferimento gli ultimi quattro anni, si stima un valore delle pendenze a fine 2016 di 107,2 miliardi.

 

La distribuzione dell'arretrato non è uniformeCatania è intesta con quasi 49 mila cause in corso, seguita da Roma con 38 mila controversie, mentre ad Aosta sono solo 72. Trentino e Alto Adige presentano un contenzioso davanti alla commissione tributaria medio-basso rispetto al  le altre Provincia, rispettivamente con 838 e 500 fascicoli.

 

Questa manovra però non si esaurisce all'interno delle commissioni, le liti pendenti si limitano infatti al contenzioso contro l'agenzia delle Entrate (sono esclude le cause contro comuni, regioni, equitalia e dogane, ndr) e il risultato vede alla fine un sostanziale equilibrio. I 13 mila fascicoli di Napoli con le liti verso l'Agenzia al 34%, equivale grosso modo al dato trentino e altoatesino, che registrano un impennata al 72% e 82%.

 

Il terzo indice che pende come un'incognita sul successo della sanatoria è invece il potenziale esito del contenzioso. Un aspetto da non sottovalutare: se non si calibra in modo adeguato lo sconto, si rischia di rendere questa manovra quasi nulla, soprattutto per chi ha vinto una causa in primo grado oppure se si è già visto dare ragione in tribunale.

 

La definizione delle liti si aggira intorno ai sei anni e questo aspetto rischia di rendere l'operazione poco conveniente principalmente per due ragioni, anche se il fisco tende a vincere due volte su tre casi, anche se il contribuente è reduce dalla vittoria in appello. Il primo scenario è che la somma da versare sarebbe poco inferiore a quello dovuta e quindi per l'incognita delle eventuali pronunce dei giudici.

 

Le bozze della manovra indicano come la lite si definisce pagando la maggiore imposta pretesa dall'Agenzia nell'atto impositivo, oltre agli interessi maturati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica. Il contribuente che ha ricevuto un avviso, prima di avviare il contenzioso, valuta l'acquiescenza: questa soluzione richiede il pagamento di tutte le maggiori imposte con una riduzione pari a circa un terzo delle sanzioni.

 

Se la maggiore imposta è di 10 mila euro, l'acquiescenza comporta un esborso di circa 14 mila euro. Se il contribuente avvia il contenzioso si troverebbe invece a pagare solo l'imposta maggiore (10 mila euro), il contributo unificato già versato e le spese per il legale difensore.

 

E' necessario quindi considerare anche il caso in cui il contribuente si è visto ridurre in tutto o in parte la pretesa iniziale con sentenze favorevoli e quindi diventa difficile che la persona valuti il pagamento dell'imposta maggiore, se già il giudice si è espresso confermando l'infondatezza della pretesa. Un problema analogo, infine, si pone se il contribuente dopo aver perso in secondo grado vince in cassazione e la sentenza viene rinviata all'altra sezione delle commissioni tributarie.

 

Un iter non semplice quindi, dove vengono 'agevolate' solo le cause con l'Agenzia delle entrate, ma che si deve necessariamente raccordare con la rottamazione di Equitalia, dove in Trentino Alto Adige si arriva al totale di 5.761 fascicoli.

 

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