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Non si sblocca la trattativa sul pubblico impiego, Cisl Fp Trentino: "Pausa caffè e valutazione sono solo diversivi"

Cisl Fp Trentino ha richiesto di anticipare le risorse del 2018 per un contratto dignitoso, ma nell'incontro di venerdì 21 il governatore Ugo Rossi ha preso ancora tempo. La proposta avanzata dalla Provincia contiene trappole e insidie 

Cisl Fp Trentino, spazio autogestito
Di Cisl Fp Trentino, spazio autogestito - 23 ottobre 2016 - 13:18

TRENTO. Non si sblocca ancora la trattativa fra Cisl Fp Trentino e la Provincia per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. "Nessun entusiasmo, incontro interlocutorio - spiega il sindacato - aspettiamo ancora una risposta dal Presidente Rossi sulla proposta di anticipare risorse 2018 per far incrementare i tabellari e riconoscere le progressioni per tutti gli aventi diritto".

 

"Come Cisl Fp Trentino abbiamo chiesto fin da subito alla controparte di anticipare le risorse previste per l'anno 2018 per ottenere un contratto dignitoso, e in esito all'incontro tenutosi in data 21 ottobre 2016 ancora nessun dato certo su cui fare un serio ragionamento. L’ammontare delle risorse è il vero nodo, stiamo leggendo entusiasmi che non condividiamo e che, anzi, rischiano di far scatenare i giornali dirottandoli su altri temi come la pausa caffè e la valutazione: "cult " tanto cari alla Giunta e al governo Renzi che rischiano di oscurare il vero oggetto del contendere; noi della Cisl manteniamo la linea adottata fin dall'inizio: teniamo duro. E' indispensabile garantire ai dipendenti del pubblico impiego un contratto dignitoso, in linea con l’alto standard in termini di servizi".

 

All'incontro di venerdì scorso la Cisl Fp Trentino ha ribadito la necessità di recuperare risorse "l’indugio di una risposta - spiega - da parte del Presidente, che ha preso ulteriore tempo per pensarci di certo non aiuta, anche perché è in fase di discussione la norma di bilancio, che in passato si chiamava finanziaria, quindi è determinante stabilire l’ammontare delle risorse assegnate".

 

"Lo abbiamo detto a più riprese - prosegue Cisl Fp Trentino - la proposta dell'Amministrazione contiene molte insidie e condizioni normative inaccettabili che devono essere riviste e modificate. La circolare “Comper“ sulla pausa caffè, che a luglio abbiamo fortemente sconsigliato, non può ora essere strumentalizzata e rivoltata contro i lavoratori conferendo un’immagine negativa sull'attività dei dipendenti del comparto".

 

"Riteniamo importate che l'accordo stralcio contenga anche alcuni elementi innovati in termini di welfare contrattuale, quali impegni ad esempio sull'istituzione della Banca Etica delle ore, il cui scopo è creare uno strumento di partecipazione volontaria solidale tra le lavoratrici e i lavoratori; sul riconoscimento di maggiori risorse per la quota a carico della parte datoriale per la previdenza integrativa dei dipendenti, come è avvenuto nel contratto nella vicina Bolzano; sulla revisione dell'accordo sul telelavoro, dando maggior "peso" alla disabilità; sull'armonizzazione questa volta a vantaggio dei dipendenti del valore dei buono pasto con quello nazionale a 7,00 euro e sul nuovo sistema di relazioni sindacali, con l'impegno della Giunta a evitare interventi normativi invasivi in materiale contrattuale".

 

"Non limitandosi a mere norme punitive, nella ferma convinzione che la valorizzazione delle risorse umane porti giovamento e sia un positivo valore aggiunto anche per l’Amministrazione. Come Cisl Fp Trentino lo abbiamo ribadito a ogni incontro e lo riaffermiamo: è indispensabile identificare ulteriori risorse, anticipando, fin da subito le risorse previste per l'anno 2018; questo consentirebbe di arrivare a un acconto con incremento sui tabellari che si aggirerebbe intorno agli 80 euro mensili (da gennaio 2017) sul livello medio, e il contestuale ripristino delle progressioni orizzontali, mantenendo i criteri esistenti, per tutto il personale avente diritto.

 

Quest’obiettivo è raggiungibile solo aggiungendo circa 4 milioni di euro alle risorse attualmente stanziate sull'intero comparto. Nel rispetto dei lavoratori e per la coerenza che contraddistingue il nostro operato, non potremmo mai accettare un contratto che non comprenda al suo interno il riconoscimento delle progressioni economiche per tutti i dipendenti in possesso dei requisiti previsti, condizione irrinunciabile per il riconoscimento della crescita professionale correlata all'incremento dell’anzianità di servizio.

 

Rimane invariata la nostra consapevolezza di come, con le attuali risorse, non sia possibile arrivare a erogare un’anticipazione al 4%, a meno che non si rinunci aprioristicamente alla struttura contrattuale adottata in tutti i rinnovi contrattuali, laddove si prevede il finanziamento delle progressioni per tutto il personale avente diritto e ribadiamo che, in questo rinnovo contrattuale, dovrà essere affrontato anche il superamento del quarto fascia, che riguarda circa il 20% dei lavoratori.

 

Sottolineiamo sinteticamente i nodi normativi: revisione del sistema di valutazione, non può essere decisa unilateralmente dalla parte datoriale, importando la normativa nazionale; anche perché la stessa Amministrazione in passato aveva chiesto di semplificare la procedura. Dimostra lo stato di confusione su questa materia, c'è solo voglia di uniformarsi con la Madia, identificazione di chiari criteri per il riconoscimento degli obiettivi specifici; alla distribuzione delle risorse per il raggiungimento degli obiettivi specifici senza criteri e trasparenza da parte dei dirigenti, carenza di chiarezza, peraltro, già denunciata in diverse circostanze e mantenimento degli attuali criteri in merito al riconoscimento delle progressione verticali.

 

Tutte queste questioni saranno discusse nei prossimi incontri fissati in due date: 8 e 18 novembre 2016; incontri in cui auspichiamo di avere risposte certe in relazione alle richieste avanzate riuscendo a giungere a un’ipotesi di accordo concreta, che sarà poi sottoposta al vaglio dei lavoratori del comparto coinvolti , quindi ancora nessun entusiasmo per ora, rimaniamo vigili.

 

In conclusione, la Cisl Fp Trentino riafferma con forza come sia indispensabile garantire ai dipendenti del pubblico impiego un contratto dignitoso, in linea con lo standard di alto livello in termini di servizi erogati alla collettività".

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