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Partita la vendemmia, prima raccolta con uve bianche. I Vignaioli: "Annata difficile, serve preservare l'identità del territorio"

I primi grappoli vengono raccolti con una decina di giorni di anticipo sulle previsioni. Questo settore per la Cooperazione Trentina vale un fatturato di 467 milioni di euro. Consorzio Vini del Trentino: "Ancora presto per fare una valutazione sulla qualità"

Di Luca Andreazza - 22 agosto 2017 - 16:05

TRENTO. "I primi grappoli vengono raccolti con una decina di giorni di anticipo sulle previsioni. E' ancora presto per esprimere una valutazione sulla qualità della vendemmia perché tutto dipende dal quadro meteo che caratterizzerà il periodo della raccolta", queste le parole di Graziano Molon, direttore del Consorzio Vini del Trentino, mentre tra lunedì e martedì in Trentino ha preso il via la vendemmia delle uve a bacca bianca.

 

Il fatturato consolidato del settore vitivinicolo della Cooperazione Trentina è di 467 milioni di euro. I soci viticoltori sono 6.585. Le cantine sociali sono quelle di Aldeno, Ala, Avio, Isera, La-Vis, Mezzacorona, Rotaliana di Mezzolombardo, Mori-Colli Zugna, Roverè della Luna, Toblino, Cantina Sociale di Trento, Vivallis, Agraria RivaCavit (consorzio di secondo grado).

 

Il settore vive un po' di preoccupazione per gli effetti delle grandinate di inizio agosto. "Le grandinate in prossimità della vendemmia - aggiunge Molon - sono le peggiori. Tuttavia il tempo asciutto degli ultimi giorni ha favorito una rapida cicatrizzazione delle uve potendo arrivare, anche in questi casi, in vendemmia con uve sane".

 

Un altro comparto importante della Cooperazione è quello rappresentato dalle mele. Prima del mese di agosto le stime di produzione, curate da Apot e Assomela, prevedevano un calo della produzione del 61% rispetto allo scorso anno.

 

A peggiorare ulteriormente la situazione sono stati due eventi meteo di considerevole intensità nei primi dieci giorni di agosto caratterizzati da violentissime grandinate che hanno colpito pesantemente zone fino a quel momento rimaste indenni. In particolare la Valle di Cembra, parte dell’asta dell’Adige (Trento nord), Bleggio e Valsugana. Grandine che ha aggiunto un ulteriore criticità dopo la gelata della scorsa primavera che aveva interessato la valle di Non.

 

Limitato il territorio trentino risparmiato dal maltempo: Trento sud dove le reti antigrandine e l’irrigazione antibrina hanno dimostrato la loro efficacia, Valli del Sarca (con eccezione della Valle di Cavedine anch'essa messa in ginocchio dal gelo), Dro, Arco e Pietramurata dove la grandine ha colpito in misura decisamente minore. Del 39% della produzione rimasta si ipotizza che, un terzo, sia destinabile all’industria e i rimanenti due terzi al consumo.

 

Anche per i Vignaioli del Trentino è cominciata in questi giorni, con la raccolta delle uve per le basi spumante, la vendemmia di un’annata che verrà ricordata per la sua complessità e per le difficoltà che ha imposto in ogni fase delle stagioni.

 

Un inverno siccitoso, le gelate primaverili, il mix di caldo e scarsità di precipitazioni e infine le grandinate hanno causato molti danni alle vigne, dall’allegagione alle fasi di maturazione del frutto, e anche oidio e peronospora, favoriti dalle condizioni climatiche, non hanno creato problemi nei vigneti.

 

"Ma è soprattutto in annate così difficili che i Vignaioli devono mettere in campo le loro competenze e i loro saperi - spiega Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino - costruiti in un rapporto costante e diretto con i loro vigneti, sapendo intervenire in modo puntuale e mirato a seconda delle caratteristiche uniche di ogni singolo angolo di territorio coltivato. Anche durante questi primi giorni di vendemmia, si è capito quanto sarà importante saper lavorare con accuratezza, selezionando solo i grappoli sani e scartando quelli che hanno subito i danni dei fenomeni meteorologici e da malattie fungine: un lavoro meticoloso, così come meticoloso è stato l’impegno che ogni Vignaiolo ha profuso nel vigneto in questi mesi, per salvare la produzione mantenendo altissima l’attenzione sulla sostenibilità".

 

Secondo le prime stime del Consorzio, il calo di produzione, soprattutto su alcune varietà, sarà piuttosto netto. "Difficile fare una stima - aggiunge il presidente - ma anche il Trentino, come tutta Italia, dovrà fare i conti con una diminuzione sensibile delle uve e, per ovvia conseguenza, del vino prodotto. Ecco allora che diventa fondamentale che tutti gli attori del comparto vitivinicolo affrontino con la giusta consapevolezza questa vendemmia, imponendosi di preservare l’origine delle nostre produzioni enologiche: una vendemmia che sarà difficile, che imporrà un lavoro più impegnativo e attento, che non avrà sicuramente come cifra complessiva quella della 'quantità', ma che potrà comunque portare soddisfazioni a chi punterà, a valorizzare le caratteristiche uniche e irripetibili che il territorio e la stagione conferiscono a un vino".

 

Sarà la prima vendemmia nella quale le aziende associate al Consorzio si muoveranno seguendo quanto condiviso e messo per iscritto nel Manifesto: i fondamenti sono artigianalità, territorialità, qualità e sostenibilità, "valori non astratti - conclude Cesconi - ma tradotti in pratiche e azioni concrete: impegno all’abolizione dei concimi chimici di sintesi e dei diserbanti, rese a ettaro di almeno il 20% inferiori rispetto ai valori di produzione delle DOP in vigore in provincia, inammissibilità del 'supero di campagna', divieto assoluto di acquisto di uve, mosti e vini provenienti da fuori regione. Siamo certi che sia proprio in queste annate complicate, infatti, che si rende necessario un maggior rigore nelle regole e nei codici di comportamento, in campagna e in cantina: uno stimolo, ci auguriamo, ad una revisione dei disciplinari di produzione che vada in questa direzione, e non a incentivare ancora un modello produttivo insostenibile e inadeguato ad un territorio come il nostro".

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