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Picchetto dei lavoratori alla Hauser Carni, arriva la polizia. Martedì nuovo incontro in Provincia

Tra loro pakistani, albanesi, cingalesi. Dipendenti interinali della Emilia Carni che fino a pochi giorni fa lavoravano per la ditta trentina. A quest'ultima, la Hauser Carni, committente, chiedono di farsi carico delle inadempienze della Emilia Carni: salari, tfr, quattordicesime per un ammontare di un milione di euro

Pubblicato il - 02 settembre 2017 - 17:15

MEZZOCORONA. Non succedeva da tempo che gli operai stazionassero davanti ai cancelli di un'azienda e inscenassero un picchetto come succedeva tanti anni fa. Non succedeva da tempo nemmeno che la polizia intervenisse in assetto antisommossa per aprire un varco e far entrare quelli che un tempo venivano definiti crumiri. 

 

Eppure ieri è successo alla Hauser Carni, un'azienda trentina che ha la sede a Mezzocorona. Un gruppo di lavoratori interinali ha bloccato le entrate: si sono sdraiati per terra all'arrivo di camion pieni di merce, hanno fatto di tutto per interrompere la normale attività. Il presidio prosegue dal giorno prima, è continuato anche di notte.

 

Tra loro pakistani, albanesi, cingalesi. Dipendenti interinali della Emilia Carni che fino a pochi giorni fa lavoravano per la ditta trentina. A quest'ultima, la Hauser Carni, committente, chiedono di farsi carico delle inadempienze della Emilia Carni: salari, tfr, quattordicesime per un ammontare di un milione di euro.

 

L'azienda trentina non ne vuole sapere e i lavoratori sono esasperati. Lavoratori soprattutto stranieri che hanno deciso di difendere i loro diritti sindacali presidiando notte e giorno lo stabilimento, entrando in contatto con scudi e manganelli delle Forze dell'ordine chiamate a difendere la proprietà.

 

"Hanno detto che se facciamo così perdiamo il permesso di soggiorno - hanno riferito alcuni lavoratori al presidio - ma per noi il lavoro è tutto, senza lavoro siamo anche senza permesso di soggiorno, siamo disposti a tutto per difenderlo". E si è visto, la tenacia di questi uomini non era stata considerata.

 

"Ora il presidio davanti all'azienda è stato sospeso momentaneamente - spiega Fulvio di Giorgio - con la Provincia di Trento ci siamo accordati per un incontro martedì prossimo all'Agenzia del Lavoro". I 117 lavoratori saranno rappresentati da lui, il sindacalista dei Cobas che in questi giorni ha macinato un sacco di chilometri tra l'Emilia e il Trentino.

 

"Vogliamo portare a casa qualcosa di più di quello proposto dalla Hauser - spiega - volgiamo che si rinuncia al Job Act, che si rinuncia all'abbattimento dell'anzianità di servizio. Altrimenti non si va da nessuna parte, altrimenti si ritorna davanti ai cancelli, questo è sicuro". 

 

 

 

 

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