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Profughi, concluso il percorso di volontariato nel Progettone. Olivi: "Il Trentino ha confermato di saper guardare a chi ha bisogno"

I circa 40 partecipanti fra luglio e novembre sono originari di Senegal, Mali, Gambia, Nigeria, Costa d'Avorio, Guinea e Pakistan. L’esperienza di volontariato ha consentito ai migranti di acquisire abilità e competenze che potranno rivelarsi utili nel loro percorso di inserimento sociale. Olivi: "Un ricordo per Miriam Bosetti, la sua tenacia e professionalità"

I profughi partecipanti al Progettone
Pubblicato il - 03 dicembre 2016 - 19:55

TRENTO. I venti profughi impegnati nel Progettone hanno ricevuto l'attestato di partecipazione al progetto presso il Consorzio Lavoro Ambiente. Questi volontari hanno prestato la propria opera gratuitamente presso alcuni cantieri di manutenzione di aree verdi nelle zone di Trento, Rovereto e Valsugana affiancati a lavoratori del comparto.

L'iniziativa, che fra luglio e novembre 2016 ha consentito di impiegare circa 40 profughi, è stata resa possibile dalla collaborazione tra Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia di Trento, Cinformi, Consorzio Lavoro Ambiente e Con.Solida.
 

Alla consegna degli attestati giovedì 1 dicembre è intervenuto il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro della Provincia di Trento che ha voluto innanzitutto ricordare Miriam Bosetti, referente del Consorzio Lavoro Ambiente per il “Progettone” recentemente e improvvisamente scomparsa: "La sua professionalità e la sua tenacia – ha detto l’assessore Olivi – sono stati determinanti per la riuscita dell’iniziativa. La sua capacità di affrontare sfide come questa rappresenta uno stimolo e un esempio da seguire." 

 

I cantieri coinvolti nel progetto sono stati Palazzo delle Albere, Muse, Villa Gherta di Povo, Dame di Sion, Castello del Buonconsiglio e Opera Universitaria a Trento, Polveriera di Marco a Rovereto, Piccola Opera e Parco Tre Castagni in Valsugana, mentre i profughi sono stati individuati dal Cinformi attraverso una selezione nella quale sono state valutate le motivazioni personali e le esperienze lavorative pregresse.

 

I partecipanti sono originari di Senegal, Mali, Gambia, Nigeria, Costa d'Avorio, Guinea e Pakistan. L’esperienza di volontariato ha consentito ai migranti di acquisire abilità e competenze che potranno rivelarsi utili nel loro percorso di inserimento sociale.

 

"Il Progettone – ha aggiunto l’assessore entrando nel merito dell’iniziativa – è una delle pagine più belle della nostra tradizione di solidarietà e responsabilità. Coinvolgendo i migranti volontari, il Trentino ha confermato di saper guardare a chi ha bisogno. I richiedenti asilo che hanno aderito si sono sentiti parte di un percorso di integrazione attraverso un servizio a favore della collettività, reso possibile dall’impegno quotidiano dei capisquadra e di tutti i soggetti che a vario titolo hanno collaborato a questa iniziativa".

Presenti anche i famigliari di Miriam Bosetti, ai quali i migranti hanno fatto dono di un’agenda chiamata “Kibo” firmata dai richiedenti asilo e realizzata all'interno di un laboratorio formativo del progetto trentino di accoglienza. Al Consorzio Lavoro Ambiente è stato invece donato, da parte delle operatrici dell’accoglienza, un baobab che troverà spazio negli uffici dove Miriam Bosetti ha lavorato.

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