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Quid hotel e ristorante Mover, la chiusura si avvicina. UilTucs: "Se quanto detto da Hnh fosse vero, situazione grave"

Il primo contratto è stato stipulato nel 2010. Affitto inizialmente ridotto del 20%. I proprietari delle pareti sono rispettivamente Sgr Castello per l'hotel quattro stelle e Interbrennero per la parte ristorativa, mentre Hnh Trento srl è proprietaria degli arredi e dell'attrezzatura

Di Luca Andreazza - 16 dicembre 2016 - 00:50

TRENTO. La data dell'8 gennaio si avvicina. Data che potrebbe vedere la chiusura del Quid hotel Trento e del Ristorante Mover in zona Interporto lasciando a piedi 32 lavoratori: il 30 novembre scorso è stata infatti aperta la procedura di licenziamento per i dipendenti.

 

Mercoledì scorso è avvenuto l'incontro fra UilTucs e Hnh Trento e "se quanto affermato dalla società in fase di chiusura - spiega Stefano Picchetti, segretario di UilTucs - corrispondesse al vero, cosa che verificheremo nei prossimi incontri con Interbrennero spa, Sgr Castello e il vicepresidente Olivi, ci chiediamo come sia possibile che i soci di maggioranza facciano finta di nulla. Ci lascia l’amaro in bocca che società partecipate dall’ente pubblico non pensino alle conseguenze sui posti di lavoro prima di prendere delle decisioni così importanti".

 

Il Quid hotel è una struttura alberghiera certificata dalla Provincia come quattro stelle, affiliata al marchio Best Western e che ogni anno raggiunge il massimo del punteggio del noto brand per i servizi e gli standard di qualità molto alti. Il ristorante Mover punta invece su impiegati e operai a pranzo e i clienti dell'albergo per cena.

 

Un caso che si complica, in quanto i proprietari delle pareti sono rispettivamente Sgr Castello per l'hotel quattro stelle e Interbrennero per la parte ristorativa, mentre Hnh Trento srl è proprietaria degli arredi, dell'attrezzatura e di tutto ciò che si trova all'interno delle mura in questione. 

 

"L'affitto dell'hotel costa 526 mila euro all'anno - dice - mentre per il ristorante si parla di 90 mila euro di affittanza e 20 mila euro per le spese condominiali. Il tutto ovviamente iva esclusa. Il contratto viene sottoscritto nel 2010. Hnh Trento Srl si rende presto conto dell'impossibilità di sostenere economicamente questa situazione e chiede nel 2012 una riduzione sul canone". 

 

Inizia la trattativa: Sgr Castello e Interbrennero accettano una riduzione del 20% sull'affitto. L'accordo scade e Hnh Trento decide di rescindere il contratto per ridiscutere il quadro, considerato comunque di difficile sostenibilità: "Interbrennero decide di pubblicare un bando pubblico - continua Picchetti - per l'affitto o l'acquisizione del ristorante. Groff visita la struttura, ma l'unica offerta presentata è firmata Hnh Trento. La proposta è doppia: 37.500 euro annui per un contratto di 9+9 anni senza diritto di recesso oppure 48.500 euro all'anno con diritto di recesso e fideiussione bancaria anticipata pari a 6 mensilità".

 

Grazie, ma no grazie. Questa sarebbe stata la risposta di Interbrennero. "E' stato quindi fissato un incontro tra le parti per approfondire la questione - prosegue il segretario di UilTucs -. Un incontro dove però sarebbe stato invitato anche Groff. Il tutto all'insaputa di Hnh che a quel punto ha preferito alzarsi dal tavolo. Salvo ricevere una proposta di affitto da Interbrennero di 76 mila euro senza recesso oppure 86 mila con diritto di recesso". 

 

Hnh Trento avrebbe a questo punto proposto a Sgr Castello di costruire all'interno della struttura alberghiera il ristorante a proprie spese e al costo di 400 mila euro: "La risposta - conclude Picchetti - non è però mai pervenuta. E intanto il tempo corre. Ora voci di corridoio dicono che ci sia una trattativa in corso anche sulla parte hotel: dovrebbe subentrare la catena B&B Hotels. Un passo falso sotto diversi punti di vista. Il primo è che l'azienda non avrebbe l'obbligo di riassumere i dipendenti in uscita, quindi il numero di lavoratori impiegati all'interno dell'attività sarebbero decisamente inferiori. L'industria del turismo perderebbe un player di indiscussa qualità, mentre i ragazzi altamente professionali, preparati e generosi il proprio posto di lavoro. Non bisogna inoltre dimenticare che siamo davanti a due realtà compartecipate, che dovrebbero tenere al territorio: Itas detiene delle quote in Sgr Castello, mentre Regione e le Province di Trento e Bolzano sono una fetta molto grossa e importante di Interbrennero". 

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