Riforma delle Agenzie dell'entrata, i sindacati: "La mobilitazione continua, depotenziamento ingiustificato"
Un comparto in fibrillazione per la delega fiscale attuata dal governo. Un'agitazione che ha spinto le categorie nazionali Cgil, Cisl e Uil ad inviare il 22 marzo scorso a Pier Carlo Padoan, ministro dell'economia, una richiesta di chiarimento in merito all'imminente riorganizzazione dell'Agenzia delle entrate in conseguenza alla trasformazione di Equitalia

TRENTO. "E' necessario valorizzare il personale dell'Agenzia delle entrate, ridare dignità al lavoro e contribuire a una migliore qualità e equità nell'azione dell'azienda", queste le parole di Giuseppe Pallanch, Luigi Diaspro e Carlo Alberto D'Incapo, rispettivamente segretari di Cisl Fp, Fp Cgil e Uilpa.
Le parti sociali stigmatizzano "le immotivate - spiegano - resistenze dell'Agenzia e del Ministero vigilante a voler prevedere il dovuto riconoscimento professionale per il personale dell'Azienda", non solo "denunciamo - aggiunge Pallanch - la situazione di forte difficoltà operativa e lavorativa dovuta alle continue modifiche normative, senza dimenticare gli obiettivi sempre più irragionevoli e il difficile clima esterno creato da una campagna di delegittimazione del personale dell'Agenzia in alcun modo contrastato dall'Autorità politica e dal vertice dell’Agenzia stessa".
Un comparto in fibrillazione per la delega fiscale attuata dal governo. Un'agitazione che ha spinto le categorie nazionali Cgil, Cisl e Uil ad inviare il 22 marzo scorso a Pier Carlo Padoan, ministro dell'economia, una richiesta di chiarimento in merito all'imminente riorganizzazione dell'Agenzia delle entrate in conseguenza alla trasformazione di Equitalia in ente strumentale e all'adeguamento della struttura organizzativa in accordo alle raccomandazioni del Fmi e dell'Ocse.
I sindacati rivendicano un complessivo miglioramento dei servizi fiscali attraverso significativi investimenti sul personale e sulle strutture. "Inoltre - aggiunge Diaspro - è necessario incrementare il Fondo di produttività per garantire il riconoscimento delle attività svolte e i risultati raggiunti in termini di contrasto all’evasione e di 'tax compliance'".
Nell'agenda della mozione presentata da Cisl, Cgil e Uil anche la volontà di rilanciare una nuova stagione di progressioni economiche per valorizzare tutto il personale, ma anche "il rilancio - prosegue D'Incapo - della partecipazione e del confronto sui processi di riforma che non possono essere a costo zero e neanche l’occasione per un nuovo e ingiustificato depotenziamento della macchina fiscale e delle sue articolazioni territoriali".
Una trattativa che ormai si trascina dalla fine dell'anno scorso, "Senza risultato - concludono i sindacati - Se non saranno superate le resistenze delle controparti e garantiti gli obiettivi alla base della vertenza, il comparto non cesserà la propria mobilitazione".












